| Parco nazionale del Sanjiangyuan | |
|---|---|
| 三江源国家公园 | |
| Codice WDPA | 315729 |
| Class. internaz. | Categoria IUCN V: paesaggio terrestre/marino protetto |
| Stato | |
| Provincia | Qinghai |
| Superficie a terra | 190700 km² |
| Provvedimenti istitutivi | 2021 |
| Mappa di localizzazione | |
Il Sanjiangyuan (三江源S, SānjiāngyuánP, letteralmente «sorgenti dei tre fiumi») è una vasta regione geografica dell'altopiano del Tibet, situata prevalentemente nella parte meridionale della provincia cinese del Qinghai. Comprende le aree sorgentizie di tre dei maggiori fiumi dell'Asia: il Fiume Giallo, lo Yangtze e il Mekong, quest'ultimo conosciuto in Cina come Lancang. Per la sua importanza idrologica, la regione è spesso definita la «torre dell'acqua della Cina».
Una parte considerevole del territorio è protetta dal Parco nazionale del Sanjiangyuan (三江源国家公园, Sānjiāngyuán Guójiā Gōngyuán), istituito ufficialmente il 12 ottobre 2021 nell'ambito della creazione del primo sistema di parchi nazionali della Cina. Con una superficie di circa 190.700 km², il parco comprende vasti ecosistemi alpini e rappresenta una delle maggiori aree protette del paese.

La regione del Sanjiangyuan si estende nella parte meridionale e orientale del Qinghai, interessando principalmente le prefetture autonome tibetane di Yushu, Golog, Hainan e Huangnan, oltre ad alcune aree della prefettura di Haixi. La regione geografica, la cui superficie è stata stimata in circa 363.000 km², comprende più della metà del territorio provinciale.
Il paesaggio è dominato da altopiani situati generalmente a oltre 4.000 metri di altitudine, intervallati da catene montuose, ghiacciai, praterie alpine, torbiere e zone umide d'alta quota. Il clima è freddo e continentale, con inverni lunghi e rigidi, estati brevi e precipitazioni relativamente scarse, concentrate soprattutto nei mesi più caldi.
L'importanza idrografica del Sanjiangyuan deriva dalla presenza delle sorgenti dello Yangtze, del Fiume Giallo e del Mekong, tre sistemi fluviali che attraversano vaste regioni dell'Asia orientale e sudorientale. Le zone umide, i ghiacciai e i suoli delle praterie alpine contribuiscono alla regolazione del deflusso delle acque e all'approvvigionamento idrico delle regioni situate a valle.
La protezione del Sanjiangyuan ebbe inizio nel 2000, quando le autorità del Qinghai istituirono la Riserva naturale nazionale del Sanjiangyuan (三江源国家级自然保护区), riconosciuta ufficialmente come area protetta di importanza nazionale nel gennaio 2003. La riserva si estendeva su circa 152.300 km² ed era suddivisa in 18 settori destinati alla protezione delle zone umide, della fauna selvatica e delle formazioni arbustive e forestali.
Il sistema di gestione prevedeva tre categorie di zone: aree centrali sottoposte a protezione rigorosa, zone cuscinetto nelle quali erano ammesse alcune attività tradizionali regolamentate e zone sperimentali destinate alla ricerca scientifica, all'ecoturismo e ad altre forme di utilizzazione sostenibile delle risorse naturali.
Gli interventi di conservazione furono motivati soprattutto dal degrado delle praterie alpine, dall'erosione del suolo, dalla desertificazione e dalla diminuzione di alcune popolazioni di animali selvatici. Vennero introdotte restrizioni al pascolo, alla caccia, al disboscamento e alle attività estrattive, accompagnate da programmi di ripristino ambientale e, in alcune aree, dal trasferimento delle comunità pastorali.
Nel 2016 il Sanjiangyuan fu selezionato per uno dei primi programmi sperimentali del nuovo sistema cinese dei parchi nazionali. Il progetto interessava inizialmente circa 123.100 km², successivamente ampliati a 190.700 km² con l'istituzione ufficiale del parco nazionale nell'ottobre 2021.
Il piano generale di gestione per il periodo 2023–2030 suddivide il parco in una zona di protezione integrale di circa 105.800 km², corrispondente al 55% della superficie, e una zona di gestione generale di circa 84.900 km², corrispondente al restante 45%. Gli obiettivi comprendono il ripristino degli ecosistemi degradati, la conservazione delle risorse idriche e la protezione delle specie minacciate.
Gli ecosistemi del Sanjiangyuan comprendono praterie alpine, steppe fredde, zone umide, arbusteti montani e limitate formazioni forestali. La vegetazione è costituita principalmente da graminacee, ciperacee e altre piante erbacee adattate alle basse temperature, alla forte radiazione solare e alla breve stagione vegetativa.
La regione ospita una fauna caratteristica dell'altopiano tibetano, comprendente numerose specie di mammiferi e uccelli adattati alle condizioni ambientali estreme.
Tra i principali carnivori figurano il leopardo delle nevi (Panthera uncia), il lupo (Canis lupus), la volpe tibetana (Vulpes ferrilata), la volpe rossa (Vulpes vulpes), il gatto di Pallas (Otocolobus manul) e la lince eurasiatica (Lynx lynx). Sono presenti anche il tasso europeo (Meles meles), la puzzola delle steppe (Mustela eversmanii) e diverse altre specie di mustelidi.
Tra gli ungulati si trovano il kiang (Equus kiang), lo yak selvatico (Bos mutus), l'antilope tibetana (Pantholops hodgsonii), la gazzella tibetana (Procapra picticaudata), il cervo dalle labbra bianche (Cervus albirostris), il bharal (Pseudois nayaur) e l'argali (Ovis ammon).
I piccoli mammiferi comprendono la marmotta dell'Himalaya (Marmota himalayana), il pica dell'altopiano (Ochotona curzoniae), altri lagomorfi e numerose specie di roditori. I pica rivestono un ruolo ecologico particolarmente importante nelle praterie alpine, contribuendo al riciclo dei nutrienti e costituendo una fonte alimentare per diversi predatori.
Particolare importanza riveste la conservazione dell'antilope tibetana, le cui popolazioni subirono un forte declino durante gli ultimi decenni del XX secolo a causa del bracconaggio. Le misure di protezione hanno successivamente favorito un recupero della specie, soprattutto nella regione dell'Hoh Xil, dove si trovano importanti aree di riproduzione.
L'avifauna comprende numerose specie caratteristiche degli ambienti montani e delle zone umide dell'altopiano. Tra queste figurano il gallo delle nevi tibetano (Tetraogallus tibetanus), la pernice tibetana (Perdix hodgsoniae), la gru dal collo nero (Grus nigricollis) e l'oca indiana (Anser indicus).
Le zone umide ospitano inoltre diverse specie di anatidi, tra cui il germano reale (Anas platyrhynchos), la casarca (Tadorna ferruginea) e il fischione eurasiatico (Mareca penelope).
Tra i rapaci si segnalano l'aquila reale (Aquila chrysaetos), il gipeto (Gypaetus barbatus), il grifone dell'Himalaya (Gyps himalayensis), l'avvoltoio monaco (Aegypius monachus), il falco sacro (Falco cherrug) e il falco pellegrino (Falco peregrinus).
Numerosi passeriformi, tra cui allodole, fringuelli alpini e specie del genere Montifringilla, occupano le praterie e i pendii montani.
La regione del Sanjiangyuan è abitata prevalentemente da comunità tibetane, tradizionalmente dedite all'allevamento estensivo di yak, pecore e capre. La pastorizia nomade e seminomade ha rappresentato per secoli la principale attività economica delle popolazioni locali, strettamente legata alla disponibilità stagionale dei pascoli.
L'istituzione delle aree protette ha comportato importanti cambiamenti nella gestione del territorio. Le autorità hanno introdotto limitazioni al pascolo nelle zone ecologicamente più vulnerabili e programmi di trasferimento degli abitanti, con l'obiettivo di favorire il recupero delle praterie degradate. Tali interventi hanno tuttavia sollevato questioni riguardanti le conseguenze sociali ed economiche per le comunità pastorali e la conservazione delle loro pratiche tradizionali.
Negli ultimi anni sono stati promossi modelli di gestione che prevedono una maggiore partecipazione delle popolazioni locali alle attività di sorveglianza ambientale, al monitoraggio della fauna selvatica e alla conservazione degli ecosistemi.