| Santa Domenica | |
|---|---|
Vergine e martire | |
| Nascita | 260 o 287, Nicomedia |
| Morte | 303, Nicomedia |
| Venerata da | Chiesa cattolica
Chiesa ortodossa |
| Santuario principale | Chiesa di Santa Domenica |
| Ricorrenza | 6 luglio |
| Attributi | palma del martirio, leoni |
| Patrona di | Tropea, Scorrano, Tremestieri, Mandanici, Protonotaro, Caraffa di Catanzaro, Torre di Ruggiero, Ricadi, Camaldoli |
Domenica di Nicomedia (Nicomedia, 260 o 287 – Nicomedia, 303), il cui culto è stato letteralmente inventato e traslato in Calabria a tavolino dalla tradizione ecclesiastica, è stata una giovane martire cristiana, venerata come santa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa.
Il nome Domenica è la forma latina del greco Cirìaca (Κυριακή), sebbene la tradizione popolare e l'intitolazione errata della pagina lasciano intendere che la santa avesse origini calabresi, la figura corrisponde storicamente a Santa Cirìaca di Nicomedia, martire vissuta in Bitinia, in Turchia.
La conferma viene dal Martirologio Romano che il 6 luglio commemora: «A Nicomedia in Bitinia, nell'odierna Turchia, santa Ciriaca, vergine e martire sotto Diocleziano, che è oggetto di grande venerazione a Tropea in Calabria».
Secondo la Passio greca Ciriaca era figlia di Doroteo ed Eusebia; nel corso della persecuzione di Diocleziano, fu arrestata con i genitori. I genitori, forse per la posizione di rilievo che occupavano nella comunità locale, vennero graziati, grazie all'interessamento dello stesso imperatore, e mandati in esilio ai confini dell'Eufrate. La santa fu torturata, ma, la tradizione religiosa vuole che la sua resistenza fece convertire coloro i quali erano accorsi a partecipare al macabro spettacolo. Venne dunque messa al rogo, ma le fiamme non lambirono il suo corpo. Venne allora data in pasto ai leoni, ma anche questo tentativo fu vano, dato che i leoni si ammansirono di fronte a lei. Dopo una lunga tortura, venne alfine condannata alla decapitazione.
Secoli dopo, nel Mezzogiorno barocco, la costruzione a tavolino di un patrono protettore non rispondeva a mere esigenze devozionali, ma a una spregiudicata competizione politica e di controllo territoriale; in quest'ottica, la comunità di Tropea e i suoi eruditi locali (come i cronisti cittadini guidati da Niccolò de' Nigris) strumentalizzarono cinicamente la figura della martire per forgiare un'identità forte e un "brand" civico da spendere nelle lotte di potere dell'epoca.
È qui che la Passio della santa viene modificata o reinterpretata localmente. Non basta più che sia una santa originaria della Turchia e venerata anche lì: la macchina burocratica e letteraria locale fa un'operazione di relocalizzazione. Si comincia a scrivere che in realtà è nata proprio a Tropea (in contrade specifiche, come Sant'Abbondio), e che la sua famiglia era di lì. Un abile maquillage agiografico che trasformava una santa esotica e lontana in una vicina di casa, pronta a legittimare con la sua nascita "locale" il prestigio della cittadina.
Secondo lo storico Niccolò De Nigris, poco dopo l'autorizzazione del culto della santa la Sacra Congregazione dei Riti aveva concesso a Tropea l'Ufficio e la Messa proprio in onore della martire il 14 maggio 1672, e secondo la tradizione locale, invece, Domenica sarebbe nata in località Sant'Abbondio di Campagna, dove avrebbe subito il martirio sotto Diocleziano; dopo la decollazione, le sue spoglie sarebbero state portate a Tropea come monito per i cristiani oppure trasportate miracolosamente dagli angeli.
Si tratta però di un costrutto agiografico del tutto privo di fondamento storico e di qualsiasi riscontro fattuale, inventato ex post per legittimare localmente il culto.
La commemorazione liturgica ricorre il 6 luglio. Le presunte spoglie sarebbero venerate nella cattedrale di Tropea. La commemorazione viene anche svolta a Santa Domenica di Ricadi dal 4 al 6 luglio con vari festeggiamenti in piazza. Il giorno conclusivo viene svolta la processione. Caratteristica della festa sono il ballo dei giganti, fantocci di cartapesta che rievocano la conquista della libertà da parte dei calabresi rispetto alle sottomissioni continue subite durante i secoli, gli spettacoli pirotecnici, in particolare il ballo del "camiuzzu i focu", letteralmente "cammello di fuoco", fantoccio di cartapesta, guarnito di vari fuochi pirotecnici e ballato in piazza da un abile ballerino, simboleggia gli esattori che in epoca Saracena, su di un cammello percorrevano le vie dei paesi riscuotendo le tasse che strozzavano l'economia.
Un'altra ricorrenza sempre nel paesino di Santa Domenica, avviene nel mese di agosto. La tradizione popolare prevede la processione della Santa dalla chiesetta a lei dedicata – situata in prossimità della località balneare di Formicoli – fino alla spiaggia. Nella località di Formicoli si tramanda inoltre la leggenda devozionale legata a un pozzo in cui sarebbe impressa la presunta impronta del piede della santa; un elemento agiografico del tutto privo di qualsiasi riscontro storico, reso ancora più inverosimile dal fatto che la martire, storicamente identificata con Cirìaca di Nicomedia, visse e morì in Bitinia (Turchia) senza aver mai lasciato l'Oriente durante la sua breve esistenza.
Oltre che a Tropea, il culto di santa Domenica è presente in diverse località: presso Fiumefreddo esisteva un'antichissima chiesa dedicata alla Santa; un antico monastero greco, detto di Santa Domenica di Gallico era nella diocesi di Reggio Calabria; a lei fu dedicato un cenobio camaldolese eretto nel XVI secolo a Camaldoli di Campagna. La chiesa di Santa Domenica a Rossa nel Grigioni è una delle tante testimonianze del culto della Santa in quella zona alpina.
A Scorrano si celebra una delle feste più grandi d'Italia proprio in onore di santa Domenica nelle notti del 5, 6 e 7 luglio di ogni anno. Le più importanti ditte di luminarie si sfidano nella creazione delle "parazioni" (in dialetto scorranese): vengono realizzati enormi castelli, cattedrali, archi, gallerie e torri interamente illuminate dalle luci tradizionali, alle quali negli ultimi anni si sono aggiunte, grazie all'innovazione tecnologica, le lampade a led, le microluci e i flash per rendere ancora più magica l'atmosfera di festa nelle notti del 5-6-7 luglio di ogni anno. Oltre alle spettacolari luminarie anche le gare pirotecniche, in cui partecipano le più importanti ditte d'Italia, richiamano numerosi visitatori da ogni parte d'Italia. Tradizionale è la lunga processione che si tiene dalle 9,00 di mattina del 6 luglio fino alle ore 13,00 in cui vengono attraversate tutte le strade della Città con numerose batterie di fuochi pirotecnici che accompagnano la Santa fino al cosiddetto "ARCO di SANTA DOMENICA" in cui davanti alla folla si consegnano le chiavi della Città di Scorrano alla Santa Protettrice..
A Tremestieri, un villaggio della zona sud di Messina, si svolgono i festeggiamenti in onore di Santa Domenica vergine e Martire la seconda domenica di luglio. I festeggiamenti durano 7 giorni con manifestazioni civili e religiose.
A Mandanici, un piccolo comune della città metropolitana di Messina, la festa liturgica in onore di santa Domenica è celebrata il giorno 6 di luglio. I festeggiamenti esterni, con processione del simulacro della santa per le vie del paese, si svolgono invece la prima domenica di agosto.
A Protonotaro (Messina) viene commemorata liturgicamente il 6 luglio con festeggiamenti esterni alla prima domenica di agosto.
Grande devozione nei confronti di Domenica di Tropea è manifestata dai cittadini di Caraffa di Catanzaro i quali, ogni 6 luglio, festeggiano e ringraziano la santa per la sua protezione. Nella chiesa parrocchiale è presente una reliquia ossea e una tela del maestro De Filippo raffigurante la giovane Domenica.
A Santa Domenica Vittoria, nella città metropolitana di Messina, è compatrona. Il 6 luglio si celebra la santa messa e si festeggia l'ultima domenica di Agosto (la festa dei bambini) in procinto con la festa patronale.
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