| Santa Maria a Toro frazione | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | San Nicola Manfredi |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°04′N 14°49′E |
| Altitudine | 500 m s.l.m. |
| Abitanti | 125 |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 82010 |
| Prefisso | 0824 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Patrono | Santa Caterina V.M. |
| Cartografia | |
Santa Maria a Toro è una frazione del comune di San Nicola Manfredi, in provincia di Benevento.
La località sorge su di un colle, a circa 1 km da San Nicola Manfredi, 5 da San Giorgio del Sannio e 8 da Benevento. Essa conta poco più di 125 abitanti ed è situata a quasi 500 metri sul livello del mare.
Il suo nome è dovuto all'antico toponimo Santa Maria actorum, ove gli atti potrebbero rinviare all'ufficio di un notaio.
Secondo fonti non verificate, il castello presente nella piazza (poi divenuto palazzo baronale), è stato una casa di villeggiatura del re Manfredi di Sicilia intorno al 1251.
Le origini del culto mariano nella frazione sono legate alla chiesa rupestre di Santa Maria delle Granatelle. Risalente al XVI secolo, la struttura nacque originariamente come avamposto militare borbonico, favorito dalla posizione strategica della zona; per tale motivo l'edificio appartiene al patrimonio comunale e non alla curia, che ne detiene l'uso per le funzioni religiose. Inizialmente dedicata alla Madonna della Neve, la chiesa cambiò denominazione in seguito a un evento miracoloso datato agli inizi del XVII secolo: secondo la tradizione orale, il quadro della Vergine venne trafugato da alcuni ladri, ma divenne progressivamente così pesante da costringere i malviventi ad abbandonarlo sotto un albero di melograno (da cui il nome Granatelle, termine dialettale per le melagrane, simbolo di abbondanza).
La Chiesa di Santa Caterina Vergine e Martire, principale chiesa del paese, è stata costruita tra il 1694 e il 1720 ed è caratterizzata da una struttura in muratura portante. La pianta è di tipo rettangolare con copertura a due falde. Storicamente l'edificio è stato interessato da interventi di prevenzione sismica (catene) in seguito agli eventi sismici del 1962 che colpirono l'appennino campano e che ne distrussero il campanile, ricostruito successivamente con dimensioni inferiori.
Nel 1980, il paese è stato nuovamente vittima di un terremoto che ha danneggiato varie abitazioni.