| Santa Ponça località | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comunità autonoma | |
| Provincia | |
| Comune | Calvià |
| Territorio | |
| Coordinate | 39°30′54″N 2°28′57.6″E |
| Altitudine | 5 m s.l.m. |
| Abitanti | 11 522 (2022) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 07180 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice INE | 07011001200 |
| Cartografia | |
Santa Ponça (in castigliano Santa Ponsa) è una località balneare e residenziale del comune di Calvià, a Maiorca, la più grande fra le Isole Baleari. Con una popolazione di oltre 10 000 abitanti, rappresenta il nucleo più popolato del comune.
La località confina a est con la zona residenziale di Nova Santa Ponça e a ovest con il complesso turistico di Peguera. È un rinomato centro di fama internazionale grazie all'elevata affluenza turistica annuale e ospita diversi siti archeologici di rilievo.
Santa Ponça è un falso agiotoponimo, poiché non esiste un santo di nome Ponça o, almeno, non ci sono prove che ce ne sia stato uno. È documentato fin dai primi anni della conquista aragonese di Maiorca, già in questa forma, ed è documentato anche in epoca islamica come Šanat Būṣa (che in arabo significa "luogo di giunchi"), nella cronaca araba della Conquista. Secondo Joan Coromines, si tratta di un antico agiotoponimo corrotto, conservato nella lingua romanza pre-catalana, che egli ricostruisce in latino Sanctus Pontius > Santo Ponço, adattato in catalano a Santa Ponça. D'altra parte, altri suggeriscono che l'elemento Ponça sia una corruzione di un sostantivo, che potrebbe essere portum o pontem. L'origine del toponimo potrebbe infine riferirsi ad una villa romana (la villa romana di La Mesquida), anticamente chiamata Sancta Pontia.
La regione è stata abitata fin dalla preistoria. I ritrovamenti effettuati nel villaggio preistorico di Sa Morisca indicano che la zona fu abitata circa 3000 anni fa, nell'Età del ferro, durante il periodo talaiotico iniziale, fino alla conquista dell'isola da parte dell'Impero romano.
Intorno all'anno 1200 l'insediamento fu occupato dalla cultura islamica almohade. Santa Ponça è stata successivamente un luogo chiave nella conquista di Maiorca: il 10 settembre 1229, il re Giacomo I sbarcò nella baia con 50 cavalieri e 700 soldati, sconfiggendo gli arabi in una battaglia storicamente descritta dallo storico Ibn Amira Al-Mahzumi. L'impresa viene ancor oggi onorata durante le feste patronali.
In seguito alla conquista, re Giacomo I distribuì le terre tra la nobiltà e gli ordini religiosi, assegnando la zona rurale di Santa Ponça al vescovo di Barcellona, Berenguer de Palou. Si formò così la Baronia del Pariatge, un regime di condominio feudale (governato dal Re e dal Vescovo) abolito solo nel 1811. Durante il Medioevo la baia funse da importante porto commerciale, dotato perfino di un proprio ospedale, e la zona divenne nota con il nome di "Término de Santa Ponsa", prima che prevalesse la giurisdizione dell'attuale capoluogo Calvià.
Il territorio costiero rimase inizialmente scarsamente sfruttato a causa degli attacchi dei pirati e delle paludi insalubri che favorivano epidemie e malaria. Per molti anni si svilupparono solo attività marginali come la pesca e lo sfruttamento di cave di gesso, mentre l'agricoltura era limitata all'entroterra. A causa di questo isolamento, i braccianti e i lavoratori non erano originari del posto, ma provenivano da altre parti dell'isola. Nel 1566, il signore di Santa Ponça acquistò le terre di Porrassa, espandendo i possedimenti. A cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, le terre passarono in mano alla famiglia Truyols (Marchesi de la Torre del Fangar). Nel 1871 l'immensa proprietà terriera occupava quasi il 30% del comune di Calvià e un censimento del 1887 registrava nella vasta fattoria agricola ("possessió") appena il padrone, il prete, poche domestiche, un contadino, 21 braccianti, un pastore e dei guardaboschi.
L'espansione urbana iniziò nel 1925 quando gli eredi dei Truyols vendettero i terreni. L'urbanista Antoni Parietti stilò nel 1928 un progetto residenziale ispirato alle "città giardino", che fu però interrotto dallo scoppio della Guerra civile spagnola. Il progetto riprese nel 1954 modificato per rispondere al nascente turismo di massa: vennero costruiti complessi alberghieri e condomini, favorendo l'immigrazione di manodopera dalla penisola iberica negli anni '60. Nel 1962 il borgo fu integrato nella rete di autobus maiorchina e tra il 1970 e il 1974 vennero completate la rete fognaria e l'acquedotto.
Nella località si forma una piccola baia che comprende due spiagge principali:
In passato era possibile fare il bagno anche nell'insenatura naturale di Sa Caleta, ma dal 1975 la baia ospita il Club Náutico Santa Ponsa, un importante porto turistico con una capienza di 522 imbarcazioni, non più adatto alla balneazione.
Durante le feste patronali, che culminano intorno al 7 e al 10 settembre, gli abitanti celebrano la rievocazione storica nota come "Mori e cristiani" (Moros y cristianos), con sfilate e simulazioni sulla spiaggia della celebre battaglia vinta da re Giacomo I nel 1229.
L'economia locale è fortemente votata al turismo ricreativo: in estate le temperature si aggirano intorno ai 30 °C (con un'acqua del mare tra i 21 e i 25 °C). La cittadina ospita parchi d'avventura per famiglie come il Jungle Park ed attrae un flusso turistico massiccio proveniente soprattutto dall'Irlanda (che rappresenta oltre l'80% dei visitatori), tanto da aver guadagnato il soprannome colloquiale di ballyPonça.
L'influenza irlandese si riflette nell'ampia diffusione di pub in stile celtico e musica folk dal vivo nei locali, concentrati in particolare lungo l'arteria di Ramon de Montcada e verso il quartiere residenziale di Costa de la Calma, donando alle notti estive un'atmosfera simile al quartiere Temple Bar di Dublino. Il resto dei visitatori è composto in larga misura da scozzesi, olandesi e italiani.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 247376708 · GND (DE) 4506631-0 |
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