È stato vescovo di Spoleto, come indicato dal suo epitaffio, databile tra la fine del IV e l'inizio del V secolo, scoperto nella chiesa, oggi scomparsa, dei Santi Apostoli nei pressi della città. Il testo riferisce che Spes morì, dopo 32 anni di episcopato, il giorno 23 novembre di un anno imprecisato:
(latino)
«Depositio sanctae memoriae venerabilis Speis aepiscopi die VIIII kal. decb. qui vixit in sacerdotio annis XXXII»
(italiano) «Deposizione del venerabile vescovo Speo di santa memoria il nono giorno delle calende di dicembre vescovo per 32 anni.»
A Spes si deve la scoperta delle reliquie di san Vitale, martire di Terzo la Pieve, frazione di Spoleto, che fece trasferire nella chiesa dei Santi Apostoli, e per il quale compose un'iscrizione metrica. Secondo alcuni studiosi, Spes potrebbe essere stato originario della stessa Terzo la Pieve.
L'iscrizione per san Vitale menziona anche la vergine Calvenzia (Caluentia), probabilmente figlia di Spes per la quale il vescovo chiede l'intercessione del martire. Calvenzia, fatto voto di castità, condusse vita religiosa e contribuì alla diffusione del movimento eremitico femminile sul Monteluco nel VI secolo.
Culto
La Chiesa lo ricorda il 23 novembre, anche se il suo nome non è riportato nel Martirologio Romano.
Parte delle sue reliquie furono portate, non si sa quando né per quale ragione, in Francia, ad Aix-la-Chapelle.
Cosimo D'Angela, Il vescovo Spes e la basilica spoletina dei SS. Apostoli, in «Atti del IX Congresso internazionale di studi sull'alto Medioevo: Spoleto, 27 settembre-2 ottobre 1982», Spoleto 1983, pp. 851-867
Amato Pietro Frutaz, Spes e Achilleo, vescovi di Spoleto, in «Ricerche sull'Umbria tardoantica e preromanica. Atti del II Convegno di studi umbri. Gubbio 24-28 maggio 1964», Perugia 1965, pp. 351-377