Scaphognathus crassirostris

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Scaphognathus

Calco dell'esemplare olotipo
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseReptilia
Ordine†Pterosauria
Famiglia†Rhamphorhynchidae
Sottofamiglia†Scaphognathinae
Genere†Scaphognathus
Wagner, 1861
Nomenclatura binomiale
†Pterodactylus crassirostris
Goldfuss, 1831
Sinonimi
Specie
  • †Scaphognathus crassirostris (Goldfuss, 1831)

Scaphognathus (il cui nome significa "mandibola a scafo") è un genere estinto di pterosauro rhamphorhynchide vissuto nel Giurassico superiore, circa 155.7–150.8 milioni di anni fa (Kimmeridgiano),i cui resti sono stati ritrovati nei calcari di Solnhofen, Germania. Il genere contiene una singola specie, la specie tipo S. crassirostris, la quale aveva un'apertura alare di circa 0,9 metri.

Scoperta e denominazione

Illustrazione del 1831 delle lastre olotipiche

Il primo esemplare noto di Scaphognathus venne descritto nel 1831 da August Goldfuss che scambiò l'esemplare senza coda per una nuova specie di Pterodactylus, che nominò P. crassirostris. Il nome della specie, crassirostris, significa "dal muso grasso" in latino. Questo esemplare rappresenta un individuo adulto incompleto con un'apertura alare stimata di 0,9 metri, recuperato dai calcari di Solnhofen vicino a Eichstätt. Nel 1858, Johann Wagner riferì la specie al genere Rhamphorhynchus. Tuttavia, dopo aver riconosciuto la forma del muso fondamentalmente diversa, Wagner, dopo precedenti tentativi falliti da parte di Leopold Fitzinger e Christoph Gottfried Andreas Giebel, che usarono nomi già occupati, nel 1861 nominò un nuovo genere distinto: Scaphognathus. Il nuovo nome deriva dal greco skaphe che significa "barca" o "scafo", e gnathos che significa "mascella", in riferimento alla forma smussata della mandibola.

All'inizio del XX secolo, la natura "ramforincoide" di S. crassirostris venne riconosciuta dopo la scoperta del secondo esemplare a Mühlheim, esemplare che conservava una lunga coda. Il secondo esemplare di Scaphognathus era più completo del suo predecessore, ma solo la metà delle dimensioni (circa 50,8 centimetri di apertura alare) e con ossa parzialmente ossificate. Questi caratteri indicano che il secondo esemplare rappresenta un individuo giovane.

Descrizione

Ricostruzione artistica che mostra un comportamento arboricolo

Scaphognathus è noto da tre esemplari fossili, tutti risalenti all'età kimmeridgiana dai calcari di Solnhofen. Con un'apertura alare di circa di circa 0,9 metri negli individui adulti, questo animale aveva dimensioni medie per uno pterosauro giurassico. Fisicamente l'animale era molto simile a Rhamphorhynchus, ma mostrava notevoli differenze craniche. Scaphognathus possiede infatti un cranio proporzionalmente più robusto e corto (circa 11,4 centimetri) con una punta più smussata e una finestra antorbitale più grande. I suoi denti erano orientati verticalmente piuttosto che orizzontalmente. Il conteggio tradizionale dei denti sosteneva che fossero presenti 18 denti nella mascella e 10 nella mandibola. Tuttavia, S. Christopher Bennett, studiando un nuovo terzo esemplare, SMNS 59395, nel 2004 determinò che la mascella conteneva solamente 16 denti, e che il conteggio precedente era stato causato dall'aggiunta errata di denti sostitutivi. È, inoltre, possibile che il cranio fosse dotato di una cresta formata da un tessuto molle, come la cheratina.

Il confronto tra gli anelli sclerali di Scaphognathus e quelli degli uccelli e dei rettili moderni suggerisce che potrebbe l'animale fosse diurno. Ciò potrebbe anche indicare una suddivisione di nicchia con altri pterosauri contemporanei, considerati notturni, come Ctenochasma e Rhamphorhynchus.

Classificazione

Il cladogramma dei rhamphorynchidi riportato qui sotto è il risultato di una vasta analisi filogenetica pubblicata da Andres & Myers (2013):

Breviquartossa
Rhamphorhynchidae
 
 

Scaphognathus crassirostris

 
 
Rhamphorhynchinae
 

Dorygnathus banthensis

 
 
 
 

Cacibupteryx caribensis

 
 

Nesodactylus hesperius

 
 

Rhamphorhynchus muensteri

 
 
 
 

Harpactognathus gentryii

 
 
 

Angustinaripterus longicephalus

 
 

Sericipterus wucaiwanensis

 
 
 
 
 
 
 

Paleobiologia

Scaphognathus che mostra un ipotetico comportamento predatorio, predando il suo coevo più piccolo Pterodactylus

Il cranio robusto e i lunghi denti rivolti verticalmente fanno supporre che Scaphognathus fosse un predatore aereo abituato a cacciare piccoli animali, come mammiferi, lucertole, pesci e forse piccoli pterosauri.

Il grande sviluppo del cervello e delle aree deputate al controllo della vista e del movimento indicano che questo animale fosse in grado di compiere voli piuttosto complessi, e doveva essere uno dei migliori volatori del suo ambiente.

Note

  1. ↑ Goldfuss G. A. (1830). "Pterodactylus crassirostris". Isis von Oken, Jena pp. 552–553
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 "Scaphognathus." In: Cranfield, Ingrid (ed.). The Illustrated Directory of Dinosaurs and Other Prehistoric Creatures. London: Salamander Books, Ltd. Pp. 308–309.
  3. ↑ J.A. Wagner, Uebersicht über die fossilen Reptilien des lithographischen Schiefers in Bayern nach ihren Gattungen und Arten, in Sitzungsberichte der königlich bayerischen Akademie der Wissenschaften zu München, 1861 Theil 1, 1861, pp. 497–535.
  4. ↑ Weishampel, David B; et al. (2004). "Dinosaur distribution (Late Jurassic, Europe)." In: Weishampel, David B.; Dodson, Peter; and Osmólska, Halszka (eds.): The Dinosauria, 2nd, Berkeley: University of California Press. Pp. 545–549. ISBN 0-520-24209-2.
  5. ↑ Bennett, S. C. (2004). "New information on the pterosaur Scaphognathus crassirostris and the pterosaurian cervical series", Journal of Vertebrate Paleontology, 24(Supplement to #3):38A
  6. ↑ Schmitz, L. e Motani, R., Nocturnality in Dinosaurs Inferred from Scleral Ring and Orbit Morphology, in Science, vol. 332, n. 6030, 2011, pp. 705–8, DOI:10.1126/science.1200043.
  7. ↑ Brian Andres e Timothy S. Myers, Lone Star Pterosaurs, in Earth and Environmental Science Transactions of the Royal Society of Edinburgh, vol. 103, 3–4, 2013, pp. 383, DOI:10.1017/S1755691013000303.

Bibliografia

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