Seaspeak

Il Seaspeak è un linguaggio controllato derivato dalla lingua inglese, sviluppato per facilitare la comunicazione tra imbarcazioni i cui staff parlano lingue differenti. È stato sostituito dal SMCP, Standard Marine Communication Phrases (traducibile in italiano con frasario standard per le comunicazioni marittime). Ha un dizionario molto limitato ed una tendenza a incorporare parole straniere se l'inglese non sia dotato di un termine adatto allo scopo.

Linguaggi simili sono stati sviluppati anche per la comunicazione tra velivoli (airspeak) e tra treni (tunnelspeak).

Storia

Il seaspeak è stato sviluppato nel 1985 a La Spezia durante il workshop sull'inglese marittimo dell'International Maritime Lecturers Association (IMLA), un progetto guidato dal capitano Fred Weeks.

In seguito al disastro della MS Scandinavian Star nel 1990, un incidente nella quale proprio la mancanza di un linguaggio comune ha impedito l'organizzazione di procedure di sicurezza, l'International Maritime Organization (IMO) ha aggiornato e arricchito il Seaspeak e lo Standard Maritime Communication Vocabulary (SMCV, in italiano vocabolario standard per le comunicazioni marittime). Da questo sforzo è nato il frasario standard per le comunicazioni marittime (SMCP), più tardi adottato ufficialmente dall'IMU con risoluzione A.198(22) nel novembre 2001 durante la XXII Assemblea.

Esempio

Tra i vantaggi del Seaspeak c'è la possibilità di usare una singola breve frase per rimpiazzare una grande quantità di frasi. Ad esempio, "say again" può sostituire:

Un vocabolario semplificato aiuta anche a superare eventuali problemi di comprensione causati dalle interferenze: la frase "say again" è sempre due parole e tre sillabe, ed è più facile da desumere, non importa quanto siano distorte, di una qualsiasi delle frasi sopra.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni