| Sebastiano Pandolfo | |
|---|---|
| Nascita | Sortino, (SR), 18 gennaio 1922 |
| Morte | Fiesole, (FI), 30 luglio 1944 |
| Cause della morte | Fucilazione |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Regio Esercito Italiano |
| Arma | Arma dei Carabinieri |
| Grado | Carabiniere |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Decorazioni | Medaglia d'argento al valor militare alla memoria |
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Sebastiano Pandolfo (Sortino, 18 gennaio 1922 – Fiesole, 30 luglio 1944) è stato un carabiniere italiano, insignito della Medaglia d'argento al valor militare alla memoria per il suo sacrificio durante la Resistenza italiana.
Nacque a Sortino, in provincia di Siracusa, da Salvatore Pandolfo e Lucia Giampapa.
Arruolato come soldato di leva nel 1941, entrò l’8 ottobre dello stesso anno come allievo carabiniere ausiliario presso la Legione Allievi Carabinieri di Roma. Dopo il periodo di formazione prestò servizio a Milano e successivamente a Firenze.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 rimase in servizio, venendo assegnato il 12 giugno 1944 alla Stazione dei Carabinieri di Fiesole, in Toscana.
Il 29 luglio 1944 Pandolfo fu incaricato, insieme ad altri carabinieri e a una staffetta partigiana, di trasportare un plico destinato al comando della brigata partigiana “Rosselli”. Lungo la strada furono intercettati da truppe tedesche: Pandolfo e la staffetta Rolando Lunari vennero catturati, feriti e successivamente seviziati.
Secondo le testimonianze, pur sotto tortura Pandolfo si rifiutò di rivelare informazioni e ingoiò il messaggio che trasportava per non farlo cadere nelle mani del nemico. Il giorno seguente, 30 luglio 1944, venne fucilato a soli 22 anni.
La sua salma fu traslata dopo la guerra nel cimitero di Sortino, nella tomba di famiglia.
Sebastiano Pandolfo è ricordato tra i “Martiri di Fiesole”, carabinieri caduti per mano nazista nel 1944.
Nel 2014 la sua vicenda è stata rievocata dal film per la televisione A testa alta - I martiri di Fiesole di Maurizio Zaccaro.
Alla memoria di Sebastiano Pandolfo venne concessa la Medaglia d’argento al valor militare con la motivazione: «Carabiniere aderente al fronte clandestino, durante una pericolosa missione veniva ferito e catturato dal nemico. Essendosi rifiutato di dare qualsiasi notizia, sebbene sottoposto a crudeli sevizie, veniva passato per le armi. »
San Clemente di Fiesole (FI), 30 luglio 1944.
In suo onore è stata inoltre intitolata la Caserma sede della Stazione Carabinieri di Ferla.
Medaglia d'Argento al Valor Militare alla memoria