| Selaroides leptolepis | |
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| Stato di conservazione | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Actinopterygii |
| Sottoclasse | Acanthopterygii |
| Ordine | Carangiformes |
| Famiglia | Carangidae |
| Genere | Selaroides |
| Specie | S. leptolepis |
| Nomenclatura binomiale | |
| Selaroides leptolepis (Cuvier, 1833) | |
| Sinonimi | |
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Carangoides dinema | |
| Areale | |

Selaroides leptolepis (Cuvier, 1833) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Carangidae. Si tratta dell'unico membro conosciuto del genere Selaroides.
L'areale della specie comprende l'Indo-Pacifico dal Golfo Persico a ovest alle Filippine, a nord fino al Giappone e a sud fino al mar degli Arafura.
Vive in acque costiere, a una profondità massima di 50 metri su fondali mobili e talvolta può penetrate negli estuari in acqua dolce.
S. leptolepis ha una forma del corpo tipica di molti carangidi, con un corpo allungato, oblungo e compresso, e con i profili dorsale e ventrale ugualmente curvi. È presente una palpebra adiposa abbastanza sviluppata sulla metà posteriore dell'occhio. La dentatura è una delle caratteristiche diagnostiche della specie: la mascella superiore è completamente priva di denti, mentre la mascella inferiore presenta un'unica serie di sottili denti villiformi. La pinna dorsale è divisa in due parti; la prima presenta 8 spine e la seconda 1 spina e un numero di raggi molli compreso tra 24 e 26. La pinna anale ha 2 spine separate, seguite da un numero di raggi molli compreso tra 20 e 23. In un caso documentato, queste due spine non erano presenti. Sia la parte molle della pinna dorsale che quella anale presentano delle guaine basali coperte di scaglie. La pinna pettorale è falcata e non raggiunge la giunzione tra la sezione curva e quella rettilinea della linea laterale. La curvatura anteriore della linea laterale è moderata, con la sezione rettilinea che contiene da 13 a 25 scaglie e da 24 a 29 piccoli scudetti (scaglie ingrandite sulla linea laterale tipiche dei carangidi). Il petto è completamente ricoperto di scaglie. Sono presenti da 40 a 46 branchiospine in totale e 24 vertebre.
La colrazione va dal blu metallico al blu-verde nella parte superiore, sfumando in un bianco argenteo nella parte inferiore, con una caratteristica ampia striscia gialla che si estende dal margine superiore dell'occhio fino al peduncolo caudale. È evidente una macchia nera opercolare che spesso si estende fino alla base della pinna pettorale. Le pinne dorsale, anale e caudale variano dal giallo pallido al giallo scuro, le pinne ventrali sono bianche e le pinne pettorali sono trasparenti.
S. leptolepis è una specie di piccole dimensioni, che raggiunge una lunghezza massima di 22 cm, ma più comunemente raggiunge dimensioni inferiori ai 15 cm. Il peso massimo noto è di 625 g.
Specie gregaria, forma fitti banchi
Le prede pù comuni sono costituite da crostacei ostracodi ed eufausiacei, da molluschi gasteropodi e da pesci. Altre fonti alimentari conosciute sono le uova e le larve di pesci, i copepodi, il fitoplancton e le diatomee.
La specie ha una buona importanza commerciale e viene catturata con varie tecniche tra le quali le reti a strascico, le reti da circuizione, le reti da posta e le nasse. Le carni hanno colore scuro e sono di qualità discreta.
S. leptolepis è diffusa su un vastissimo areale e, sebbene sia soggetta a prelievo, non lo è in modo molto intenso e le popolazioni sembrano in buono stato. La Lista rossa IUCN la classifica a "rischio minimo"<ref name=IUCN>.