
La Luna nella fantascienza compare fra le mete più antiche dei viaggi immaginari fuori dalla Terra: nella narrativa fantastica e fantascientifica, nel cinema, nel fumetto, nell'animazione e in altri media può essere un mondo abitato, una meta di esplorazione scientifica, una colonia umana, una rovina aliena o una minaccia per la Terra. Il viaggio lunare ha una lunga tradizione letteraria, sviluppatasi dalla satira sociale fino a diventare uno dei temi ricorrenti della fantascienza. La Luna è presente anche in una storia culturale più ampia, che comprende le arti figurative, la musica e la divulgazione scientifica.
Tra Cinquecento e Seicento, con la nuova astronomia e le osservazioni telescopiche, diversi racconti descrissero la Luna anche come un mondo con una superficie osservabile, abitabile o raggiungibile; nell'Ottocento molti racconti portarono i viaggiatori sulla Luna con palloni, cannoni e macchine volanti, fino ai racconti novecenteschi costruiti attorno ai razzi e al volo spaziale.
La missione Apollo 11 del 1969 realizzò il primo allunaggio umano: il viaggio verso la Luna, prima immaginato in libri e film, divenne un fatto storico seguito in televisione. Nelle storie successive di fantascienza, il satellite ospitò basi e colonie, racconti e romanzi di fantascienza hard, cioè attenti alla precisione scientifica e tecnica, trame su reperti extraterrestri, installazioni militari o sfruttamento economico.


Nella narrativa greca di età imperiale la Luna è già il luogo di avventure fantastiche: Le incredibili meraviglie al di là di Thule (τῶν ὑπὲρ Θούλην ἀπίστων λόγοι κδʹ) di Antonio Diogene è noto solo per testimonianza indiretta, mentre due testi del II secolo d.C. di Luciano di Samosata, l'Icaromenippo e La storia vera, usano il viaggio oltre la Terra come parodia dei filosofi, dei geografi e dei racconti meravigliosi. Nell'Icaromenippo Menippo raggiunge la Luna con ali ricavate da un'aquila e da un avvoltoio e, seduto sul satellite, osserva dall'alto la piccolezza della Terra e la vita degli uomini. Ne La storia vera la nave del narratore è sollevata da un turbine, viaggia per sette giorni nell'aria e approda sulla Luna, dove il re Endimione è in guerra con gli abitanti del Sole per la colonizzazione di Espero, identificato con Venere. Nel Rinascimento italiano la Luna compare anche nel viaggio di Astolfo dell'Orlando furioso (1516), dove il personaggio raggiunge la Luna sul carro di Elia per recuperare il senno perduto da Orlando.
Nel primo Cinquecento, il Somnium (1541) di Juan Maldonado riprese dalla Divina Commedia l'idea di un viaggio verso i cieli guidato da una figura femminile e la usò in due racconti latini: il primo descrive una popolazione della Luna, mentre il secondo presenta una società del Nuovo Mondo. Nel racconto il narratore sogna un'ascesa iniziata a Burgos nella notte tra il 14 e il 15 ottobre 1532, mentre attende l'apparizione della cometa di Halley e viene accompagnato da una guida femminile modellata su Beatrice nella Commedia. Sulla Luna la guida critica l'ingiustizia subita dalle figlie nella successione ereditaria e difende la sapienza femminile. Il testo spiega le macchie visibili dalla Terra e presenta la Luna come un mondo abitato da una società propria.
Le teorie astronomiche di Copernico, Tycho Brahe e Galileo Galilei ispirarono, nel Seicento, racconti sulla Luna che mostrarono anche la Terra vista dal satellite. Nel Somnium (1634) di Giovanni Keplero, il viaggio avviene in sogno e il protagonista è portato sulla Luna da demoni; dalla Luna la Terra e il cielo appaiono diversi da come li vede un osservatore terrestre. In The Man in the Moone (1638) di Francis Godwin, il protagonista è trasportato verso la Luna da uccelli; dalla Luna osserva la rotazione terrestre e incontra una società abitata da cristiani, guidata da un sovrano e organizzata con leggi e costumi propri. Le osservazioni telescopiche del Sidereus nuncius (1610) di Galileo mostrarono montagne e irregolarità sulla superficie della Luna e diedero forza all'idea che il satellite potesse essere abitabile, anche se lo scienziato non sostenne l'esistenza di vita sulla Luna. The Discovery of a World in the Moone (1638) di John Wilkins presentò la Luna come un mondo probabilmente abitabile; nell'appendice dell'edizione ampliata del 1640 Wilkins suggerì che un uomo potesse essere portato sulla Luna da un grande uccello oppure da una macchina volante. In L'altro mondo ovvero Stati e imperi della Luna (L'autre monde ou Les états et empires de la lune, 1657) di Savinien Cyrano de Bergerac, il narratore tenta più volte di salire verso la Luna e vi giunge dopo un lancio accidentale da una macchina fornita di razzi; sulla Luna gli abitanti lo considerano un animale e presentano costumi e credenze diversi da quelli europei. Iter lunare (1703) di David Russen propose invece come mezzo di trasporto una molla gigantesca.



Nel Settecento numerosi autori usarono il viaggio sulla Luna per ambientarvi satire politiche e sociali e descrissero con maggiore attenzione i mezzi usati per arrivarci. The Consolidator (1705) di Daniel Defoe descrive un veicolo volante meccanico, piumato e mosso da ali, costruito in Cina con la consulenza degli abitanti della Luna; le invenzioni descritte nel testo sono usate nella satira politica del racconto. A Voyage to Cacklogallinia (1727) di Samuel Brunt porta il protagonista prima in un'isola dei Caraibi abitata da grandi uccelli parlanti e poi sulla Luna, dove le anime degli esseri umani attendono un ulteriore passaggio verso il divino; il racconto fa satira su politica, commercio e cultura britannica. A Trip to the Moon (1728) di Murtagh McDermot presenta il viaggio sulla Luna come descrizione delle leggi, dei costumi e dei comportamenti degli abitanti del satellite. Nella tradizione delle avventure del Barone di Münchhausen, il viaggio sulla Luna entrò nelle edizioni inglesi ampliate a partire dalla quarta edizione di Gulliver Revived (1786), che aggiunse materiale non attribuito a Rudolf Erich Raspe e un Account of a Voyage into the Moon; gli episodi sulla Luna ripresero motivi di Luciano, tra cui gli abitanti della Luna, la vita nel ventre di una balena e l'isola di formaggio.
Nel 1793 A Voyage to the Moon, Strongly Recommended to All Lovers of Real Freedom, pubblicato con lo pseudonimo Aratus, fu stampato a Londra e usò il viaggio in pallone per una satira politica della Gran Bretagna: il narratore raggiunge l'isola di Barsilia sulla Luna, abitata da serpenti eretti, divisa in gerarchie e governata dal Grande Serpente. Nella letteratura russa settecentesca Novejšee putešestvie, sočinennoe v gorode Beleve ("Il nuovissimo viaggio composto nella città di Belev", 1784) di Vasilij Alekseevič Levšin fu pubblicato nel 1784 ed è un racconto satirico con una società della Luna e la prima descrizione russa nota di un viaggio alla Luna. Il testo descrive un protagonista che immagina una macchina capace di navigare nell'aria, costruisce in sogno un apparato alato e dirige il viaggio verso la Luna. Nel primo Ottocento, Zemlja Bezglavcev ("La terra degli Acefali", 1824) di Wilhelm Küchelbecker, pubblicato nel 1824, colloca sulla Luna il paese degli Acefali, raggiunto mediante un pallone aerostatico.
In A History of New York (1809) Washington Irving immaginò una conquista della Terra da parte di abitanti della Luna arrivati su navi che scendono lungo i raggi della Luna; la scena riprende la colonizzazione delle Americhe dal punto di vista degli abitanti invasi. A Flight to the Moon; or, The Vision of Randalthus (1813) di George Fowler porta il protagonista sulla Luna in una nube eterea; il narratore incontra abitanti ai quali presenta conoscenze terrestri di scienza, politica, religione e società. A Voyage to the Moon (1827) di Joseph Atterley, pseudonimo di George Tucker, descrive il "lunarium" (primo metallo antigravitazionale della letteratura) e una macchina costruita con quel metallo, con cui Atterley e un eremita brahmano raggiungono la Luna in tre giorni; il viaggio introduce la società di Morosofia sulla Luna e ne descrive costumi, scienza e filosofia.
Nel XIX secolo molti racconti diedero più spazio al mezzo di trasporto: palloni, macchine volanti, cannoni e proiettili abitati. L'incomparabile avventura di un certo Hans Pfaall (Hans Phaall: A Tale, 1835) di Edgar Allan Poe unì satira comica, calcoli e spiegazioni scientifiche, immaginando un viaggio in pallone verso la Luna e descrivendo in dettaglio il mezzo aerostatico usato dal protagonista. Nello stesso periodo Recollections of Six Days' Journey in the Moon (1844), pubblicato nel Southern Literary Messenger, riprese il viaggio attraverso il cielo in una storia di sei giorni sulla Luna.
Nell'Italia di metà Ottocento Ernesto Capocci di Belmonte pubblicò nel 1857 Relazione del primo viaggio alla Luna fatto da una donna nell'anno di grazia 2057, nel quale la protagonista compie il viaggio a bordo di una navicella sparata verso la Luna da un cannone gigantesco. Il romanzo di Capocci precedette di otto anni Dalla Terra alla Luna (De la Terre à la Lune, 1865) di Jules Verne e introdusse una donna astronauta, il rischio di impatto con meteoriti e l'"eterizzazione" dell'equipaggio, cioè un sonno indotto usato per risparmiare viveri e ossigeno durante il viaggio. Con Dalla Terra alla Luna (De la Terre à la Lune, 1865) e Intorno alla Luna (Autour de la Lune, 1870) Verne descrisse il viaggio sulla Luna come impresa balistica organizzata dal Baltimore Gun Club attorno alla costruzione del cannone Columbiad e al lancio di un proiettile abitato. На Луне ("Sulla Luna", 1893) di Konstantin Ėduardovič Ciolkovskij descrive il risveglio improvviso sulla Luna, la gravità ridotta a un sesto, il cielo nero, l'assenza di aria, acqua e vegetazione e la durata del giorno sul satellite. I primi uomini sulla Luna (The First Men in the Moon, 1901) di H. G. Wells conserva un espediente narrativo fantastico, la cavorite, una sostanza capace di schermare la gravità; dopo la traversata, i protagonisti entrano all'interno della Luna e incontrano la società sotterranea dei Seleniti.

Il cinema riprese fin dai suoi primordi la tradizione letteraria del viaggio sulla Luna. Viaggio nella Luna (Le Voyage dans la Lune, 1902) di Georges Méliès raffigura il viaggio sulla Luna come una breve avventura comica fatta di scenografie e trucchi di montaggio: gli astronomi partono in una navicella sparata da un cannone, incontrano i Seleniti e tornano sulla Terra; la discesa del proiettile nell'occhio della Luna divenne una delle immagini più riconoscibili del cinema fantastico. Una donna nella luna (Frau im Mond, 1929) di Fritz Lang raccontò una spedizione in razzo verso una Luna dove si cercano miniere d'oro; il film mostrò la preparazione del decollo, il conto alla rovescia e l'interno del razzo. Uomini sulla Luna (Destination Moon, 1950) presentò il primo allunaggio come un'impresa finanziata da privati e fu scritto anche da Robert A. Heinlein, con materiale tratto da Razzo G.2 (Rocket Ship Galileo, 1947).
Dopo la seconda guerra mondiale, i razzi erano ormai anche oggetti militari e tecnici reali: negli anni trenta esistevano società astronautiche in Germania, negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Nel 1944 i V-2 caddero su Londra. Nei testi del dopoguerra il viaggio verso la Luna è raccontato con razzi, equipaggi, finanziamenti e basi. In Requiem (1940) Heinlein raccontò un uomo disposto a morire pur di andare sulla Luna; in L'uomo che vendette la Luna (The Man Who Sold the Moon, 1950) riprese il motivo del primo volo finanziato da privati; nel film Uomini sulla Luna (Destination Moon, 1950) Heinlein riutilizzò materiale da Razzo G.2. Arthur C. Clarke pubblicò il saggio We Can Rocket to the Moon - Now! (1939) e poi usò la Luna in testi narrativi come Preludio allo spazio (Prelude to Space, 1951) e Ombre sulla Luna (Earthlight, 1955).
Nel secondo dopoguerra il primo allunaggio immaginario fu ancora rappresentato in opere come Destinazione Luna (Mission to the Moon, 1956) di Lester del Rey, Le Jardin de Kanashima (1964) di Pierre Boulle e Shoot at the Moon (1966) di William F. Temple. Destinazione Luna appartiene ai romanzi giovanili dedicati alle basi sulla Luna, Le Jardin de Kanashima trattò il primo allunaggio in un romanzo di narrativa generale e Shoot at the Moon fu tra gli ultimi racconti di fantascienza pubblicati prima dell'Apollo 11 a immaginare il primo viaggio prima che avvenisse davvero. In Venezuela, El primer viaje a la Luna (1955) di Francisco Aniceto Lugo fu uno dei primi avvicinamenti della letteratura venezuelana alla fantascienza; il romanzo riprese elementi del viaggio sulla Luna già presenti in Luciano, Verne e Wells e descrisse l'incontro con gli abitanti della Luna. Nel cinema, Conto alla rovescia (Countdown, 1968) uscì alla vigilia dell'Apollo 11 e è tra i film che raccontarono il viaggio sulla Luna prima dell'allunaggio reale.
Con l'allunaggio di Apollo 11, nel 1969, il viaggio fino ad allora solo immaginato divenne un evento reale e le storie successive dovettero misurarsi con quel precedente. Dopo quella data le storie ambientate sulla Luna raccontarono basi, colonie, ritrovamenti extraterrestri, installazioni militari, thriller e racconti di fantascienza hard, mentre molte narrazioni spostarono il viaggio verso mete più lontane. L'allunaggio fu celebrato come successo tecnico e nazionale, ma suscitò anche critiche per il costo del programma spaziale e per il contrasto con i problemi sociali sulla Terra. Il numero del New York Times uscito dopo la passeggiata di Apollo 11 affiancò alle notizie poesie, immagini e interventi di persone che esprimevano dubbi sull'esplorazione dello spazio.


Dal II secolo d.C. al Seicento diversi racconti di viaggio sulla Luna presentarono il satellite come un mondo abitato, non come una distesa vuota. Nel Somnium (1634) di Keplero il satellite è trattato come un mondo con proprie condizioni fisiche e possibili abitanti; Keplero attribuisce alle creature della Luna caratteristiche adatte al lungo giorno e alla lunga notte del satellite. Il Great Moon Hoax del 1835 presentò come vera una falsa scoperta giornalistica di animali e popolazioni della Luna, attribuita alle osservazioni del celebre astronomo John Herschel. Il Great Moon Hoax fu tradotto e diffuso anche in Italia, dove uscì a Napoli nel 1836 con il titolo Delle scoperte fatte nella Luna del dottor Giovanni Herschell.
Nel Settecento italiano la Luna abitata comparve anche nel teatro musicale e nelle immagini. Il mondo della Luna (1750) di Carlo Goldoni racconta una finta visita sulla Luna organizzata per ingannare un personaggio e mostra una corte della Luna con usanze e abitanti immaginari. Il testo fu musicato per la prima volta da Baldassarre Galuppi nel 1750. Le incisioni di Filippo Morghen dedicate alle carrozze volanti e ad altre scene di vita sulla Luna mostrano la stessa fantasia di una Luna abitata e organizzata come una società nelle immagini napoletane del Settecento.
Nella seconda metà dell'Ottocento l'idea di vita sulla superficie della Luna apparve sempre meno plausibile agli astronomi e ai divulgatori scientifici; nelle storie successive, gli abitanti della Luna furono collocati soprattutto sotto la superficie, sul lato non visibile dalla Terra o in un passato remoto. Le riviste popolari di fantascienza degli anni venti e trenta ripresero la vita sulla Luna con avventure su popoli del satellite, lato nascosto, caverne e passato remoto: Il popolo della Luna (The Moon Maid, 1926) di Edgar Rice Burroughs, The Other Side of the Moon (1929) di Edmond Hamilton, Maza of the Moon (1929) di Otis Adelbert Kline e The Moon Era (1932) di Jack Williamson. Alcune opere immaginarono forme di vita non umanoidi, come i molluschi intelligenti di The Lunar Chrysalis (1931) di Raymond Z. Gallun e le creature energetiche di Magician of Dream Valley (1938) e All'ombra di Tycho (The Trouble with Tycho, 1961).

Il nome "Seleniti" indica in senso ampio gli abitanti immaginari della Luna; nella fantascienza fra Ottocento e Novecento il caso più noto è quello di I primi uomini sulla Luna (The First Men in the Moon, 1901) di H. G. Wells. Nel romanzo di Wells i viaggiatori entrano all'interno del satellite e incontrano una società sotterranea di creature simili a insetti. I Seleniti non hanno tutti la stessa forma: il testo li divide in gruppi specializzati, con corpi e compiti differenti e descrive una comunità in cui ogni individuo è definito dal lavoro che svolge. In questo modo il romanzo separa la superficie ostile dall'interno abitabile della Luna.
Dopo Wells, altre storie collocarono gli abitanti della Luna in luoghi nascosti, come gallerie, cavità interne e regioni invisibili dalla Terra. Il termine "Seleniti" è rimasto associato soprattutto agli abitanti della Luna descritti da Wells, con insetti intelligenti, città sotterranee e gerarchie di lavoratori specializzati.

Quando gli abitanti della Luna diventarono meno credibili, alcune opere di fine Ottocento descrissero il satellite come un corpo deserto, con resti di civiltà scomparse. In Letters from the Planets (1887) di W. S. Lach-Szyrma, The Ghost of Guy Thyrle (1895) di Edgar Fawcett e A Honeymoon in Space (1901) di George Griffith, i viaggiatori trovano una Luna desolata o segnata da rovine. In A Honeymoon in Space la visita alla Luna richiede anche tute respiratorie ("breathing-dresses"), indumenti protettivi dotati di casco, comunicazione telefonica e apparato per fornire aria respirabile. Les Exilés de la Terre (1888) di André Laurie usa un'altra soluzione: un'impresa vuole attirare la Luna verso la Terra con enormi magneti, ma gli organizzatori vengono trascinati sul satellite.
Nel secondo Novecento la Luna può essere deserta ma conservare manufatti alieni o resti inspiegati. In La sentinella (The Sentinel, 1951) di Arthur C. Clarke, una spedizione trova sulla Luna un artefatto lasciato da alieni; il racconto fu poi alla base di 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey, 1968). Il satellite proibito (Rogue Moon, 1960) di Algis Budrys presenta un artefatto alieno pericoloso, mentre Lo scheletro impossibile (Inherit the Stars, 1977) di James P. Hogan parte dal ritrovamento di un cadavere umano sulla Luna.



Nella fantascienza, in molte storie il primo allunaggio immaginario è seguito dalla costruzione di basi o colonie, anche quando le storie ricordano che sulla superficie della Luna mancano aria, acqua e condizioni terrestri. Le scoperte astronomiche sull'inospitalità dei corpi del Sistema solare resero meno semplice immaginare altri mondi abitabili senza protezioni, ma la fantascienza continuò a descrivere insediamenti chiusi e protetti, costruiti per vivere senza aria respirabile all'esterno. Uno dei primi cicli europei dedicati alla colonizzazione della Luna è la Trilogia lunare di Jerzy Żuławski, composta da Na srebrnym globie. Rękopis z księżyca ("Sul globo d'argento. Manoscritto dalla Luna", 1903), Zwycięzca ("Il vincitore", 1910) e Stara ziemia ("La vecchia Terra", 1911), nella quale una spedizione naufragata fonda una comunità sul satellite. La trilogia segue anche i discendenti dei primi coloni, la nascita di una religione e il ritorno di un astronauta terrestre accolto come un salvatore religioso, che però fallisce nel ruolo di messia e viene ucciso, in un'allegoria della crocifissione. Nella letteratura italiana Yambo affrontò la colonizzazione della Luna in La colonia lunare (1932), che descrive un primo viaggio sul satellite e l'edificazione della comunità di Selenopoli sulla Luna. Yambo tornò al viaggio sulla Luna in Luna paese incomodo (1945), pubblicato da Vallecchi nel 1945 con il sottotitolo Resoconto di un viaggio di tre scienziati dalla terra al nostro satellite.
In alcune storie la colonia sulla Luna entra in conflitto con la Terra e chiede l'indipendenza. The Birth of a New Republic (1931) di Jack Williamson e Miles J. Breuer raccontò sulla Luna una rivolta ispirata alla nascita di una repubblica, mentre La Luna è una severa maestra (The Moon Is a Harsh Mistress, 1966) di Robert A. Heinlein raccontò la rivolta di una colonia penale e la sua separazione politica dalla Terra. Moonwar (1998) di Ben Bova riprese il conflitto fra colonia e Terra mostrando una comunità sulla Luna ancora dipendente da risorse, rifornimenti e decisioni politiche terrestri.


Nei racconti di Robert A. Heinlein la Luna è meta di viaggio, insediamento e conflitto politico: Requiem (1940) e L'uomo che vendette la Luna (The Man Who Sold the Moon, 1950) raccontano il primo viaggio verso la Luna attraverso il desiderio di arrivarci e il problema di finanziarlo, mentre Razzo G.2 (Rocket Ship Galileo, 1947) fornì materiale per il film Uomini sulla Luna (Destination Moon, 1950) e immaginò una base nazista nascosta sul satellite. Nei racconti di Heinlein ambientati sulla Luna compaiono tunnel, città sotterranee, viaggi di superficie, incidenti, salvataggi e famiglie nate nel nuovo insediamento.
Negli anni cinquanta e sessanta le basi sulla Luna ospitano sopravvissuti, indagini, viaggi tecnici e conflitti militari. Luna d'inferno (The Moon Is Hell!, 1951) di John W. Campbell immagina un gruppo di sopravvissuti bloccato sulla Luna. Ombre sulla Luna (Earthlight, 1955) di Arthur C. Clarke descrive invece osservatori, mezzi cingolati e un conflitto fra la Terra e colonie del Sistema solare. In Polvere di Luna (A Fall of Moondust, 1961), sempre di Clarke, un veicolo turistico che naviga sulla polvere della Luna sprofonda e deve essere salvato con mezzi tecnici. Tra queste opere ci sono anche All'ombra di Tycho (The Trouble with Tycho, 1961) di Clifford D. Simak, incentrato sulla ricerca di una spedizione perduta, La città sulla Luna (City on the Moon, 1957) di Murray Leinster, con una base missilistica statunitense, nonché La fortezza sulla Luna (The Tranquillity Alternative, 1996) di Allen Steele, che immagina una base sulla Luna dentro una logica di deterrenza militare.
Dopo il 1969 molte storie partono da una Luna già raggiunta e raccontano insediamenti esistenti, lavoro tecnico, ricerche scientifiche, indagini e conflitti politici. Ben Bova dedicò al satellite più titoli del ciclo Tales of the Grand Tour, tra cui Welcome to Moonbase (1987), Moonrise (1996) e Moonwar (1998); in questi romanzi la base sulla Luna è progettata come insediamento permanente e dipende da imprese industriali, risorse e scontri di potere. Orbita Olympus (Orbital Decay, 1989) di Allen Steele racconta operai e tecnici impegnati nella costruzione e manutenzione di infrastrutture in orbita e sulla Luna. Zero assoluto (Heads, 1990) di Greg Bear colloca sulla Luna una ricerca fisica sullo zero assoluto, con tensioni religiose e culturali legate all'esperimento. Limit (2009) di Frank Schätzing racconta lo sfruttamento commerciale del satellite, l'ascensore spaziale e il turismo spaziale di lusso. Artemis - La prima città sulla Luna (Artemis, 2017) di Andy Weir concentra il racconto su una città a cupole sulla Luna, con sabotaggio, contrabbando e dettagli tecnici legati alla vita in un insediamento chiuso.
Alcune opere descrivono colonie sulla Luna con governi propri, rapporti familiari diversi da quelli terrestri e norme locali. In La falce dei cieli (The Lathe of Heaven, 1971) di Ursula K. Le Guin le basi sulla Luna cambiano insieme alla realtà modificata dai sogni del protagonista, mentre nella terza parte di Neanche gli dei (The Gods Themselves, 1972) di Isaac Asimov una comunità sulla Luna è coinvolta negli esperimenti scientifici e nei conflitti legati allo scambio di energia con un altro universo. Nel ciclo dei giganti di James P. Hogan, a partire da Lo scheletro impossibile (Inherit the Stars, 1977), la scoperta di un corpo umano sulla Luna avvia una storia alternativa del Sistema solare, con il pianeta scomparso Minerva e una nuova spiegazione dell'origine dell'umanità. Le colonie sulla Luna hanno governi molto diversi: in La Luna è una severa maestra (The Moon Is a Harsh Mistress, 1966) e Il gatto che attraversa i muri (The Cat Who Walks Through Walls, 1985) di Heinlein prevalgono soluzioni libertarie, mentre La spiaggia d'acciaio (Steel Beach, 1992) di John Varley raffigura una società in cui la scarsità materiale è superata e nella quale un'autorità centrale garantisce lavoro e beni essenziali. The Six Families (1998) di Nancy Holder trasferisce sulla Luna il conflitto fra famiglie criminali. Luna One (1973) di Ernest H. Taves introduce invece problemi sociali come la dipendenza da droghe in una colonia permanente.
Nel ciclo Luna di Ian McDonald, composto da Luna nuova (Luna: New Moon, 2015), Luna piena (Luna: Wolf Moon, 2017) e Luna crescente (Luna: Moon Rising, 2019), la Luna industrializzata è dominata da cinque corporazioni dinastiche, fra conflitti di clan e crisi climatica terrestre. Nei testi di John Kessel ambientati sulla Luna, tra cui Storie da uomini (Stories for Men, 2002) e The Moon and the Other (2017), la colonia è costruita su regole diverse per uomini e donne, governo locale e controllo sociale. In Se mai ti dimenticassi, o Terra... (If I Forget Thee, Oh Earth, 1951) di Clarke, una colonia sulla Luna conserva l'umanità dopo una catastrofe nucleare sulla Terra, mentre Moonseed (1998) di Stephen Baxter inserisce la Luna in una catastrofe che minaccia la Terra. De Maan (1992) di Carl Koppeschaar, tradotto in inglese come Moon Handbook: A 21st-Century Travel Guide, adotta la forma della guida di viaggio per descrivere una futura esperienza turistica sulla Luna. Il romanzo Ice (2002) di Shane Johnson e il racconto People Came From Earth (1999) di Stephen Baxter raccontano missioni successive all'Apollo nelle quali il ritorno sulla Luna riapre il ricordo degli sbarchi e diventa una prova di sopravvivenza.
Alcune opere presentano la Luna come un pericolo per la Terra: il satellite si avvicina al pianeta, viene spostato dall'orbita, si frantuma, nasconde una base ostile o si rivela una struttura artificiale. Quando il pericolo proviene dalla distruzione della Terra, la fantascienza parla di racconto di disastro; quando invece l'attacco parte dalla Luna, si tratta di una storia d'invasione. Le catastrofi astronomiche sono presenti anche nella narrativa sulla fine del mondo, mentre nel secondo Novecento il cinema di fantascienza ha rappresentato radiazioni, contaminazione e annientamento sullo sfondo della guerra fredda e del rischio nucleare.
In The Hopkins Manuscript (1939) di R. C. Sherriff la Luna è in rotta di collisione con la Terra; il romanzo racconta l'attesa della catastrofe e la sottovalutazione britannica della guerra imminente. In I parassiti della mente (The Mind Parasites, 1967) di Colin Wilson la Luna viene spostata telecineticamente fino all'orbita di Mercurio e la sua superficie diventa fusa; in Luna, maledetta Luna! (The Ceres Solution, 1981) di Bob Shaw un gruppo di radicali alieni fa esplodere deliberatamente il satellite; in Moonseed (1998) di Stephen Baxter la trasformazione della Luna e la comparsa di un'atmosfera fanno parte di una catastrofe che rende necessaria l'evacuazione della Terra. In Seveneves (2015) di Neal Stephenson la frantumazione improvvisa della Luna produce una pioggia di frammenti destinata a durare millenni, rende inabitabile la Terra e costringe i sopravvissuti a vivere in habitat spaziali.
Altre storie non fanno cadere la Luna sulla Terra, ma nascondono sotto la sua superficie macchine, basi o scoperte che mettono in pericolo la Terra. L'anello di Caronte (The Ring of Charon, 1990) di Roger MacBride Allen fa emergere dalle profondità della Luna un'entità capace di manipolare la gravità e di spostare la Terra attraverso un cunicolo spazio-temporale, mentre The Transmigration of Souls (1996) di William Barton colloca sulla Luna una base abbandonata e una scoperta sul teletrasporto e sul viaggio nel tempo. Assemblers of Infinity (1993) di Kevin J. Anderson e Doug Beason usa una base sulla Luna e la nanotecnologia per introdurre la minaccia della melma grigia, una massa di nanomacchine autoreplicanti (grey goo), mentre Moonfall (1998) di Jack McDevitt porta il racconto catastrofico fino alla distruzione della Luna.
La serie televisiva Spazio 1999 (Space: 1999, 1975-1977) inizia con un'esplosione termonucleare che strappa la Luna all'orbita terrestre; la base Alpha non parte su un'astronave, ma viene trascinata nello spazio insieme al satellite e incontra pianeti e forme di vita aliene. Due film del XXI secolo riprendono la Luna come causa o conseguenza di un disastro terrestre: in Oblivion (2013) la distruzione della Luna da parte degli invasori alieni appartiene alla storia precedente del film e la Terra è diventata un ambiente devastato e radioattivo, mentre in Moonfall (2022) di Roland Emmerich la Luna è una macrostruttura abitata da alieni e coinvolta in una catastrofe orbitale. In Cattivissimo me (Despicable Me, 2010) il supercriminale Gru vuole rubare la Luna; la minaccia è trattata come una rapina impossibile, non come disastro astronomico.

In altre opere l'attacco contro la Terra parte dalla Luna. Nelle serie cinematografiche statunitensi del dopoguerra Radar Men from the Moon (1952) mostra abitanti del satellite che, minacciati dall'assottigliamento della loro atmosfera, progettano di conquistare la Terra e di trasferirvi la propria popolazione; il film giapponese Inferno nella stratosfera (Uchū Daisensō, 1959) fa partire gli attacchi alieni da una base sulla Luna e porta gli astronauti terrestri a distruggerla. Un altro gruppo di opere immagina nazisti sopravvissuti nello spazio: Razzo G.2 (Rocket Ship Galileo, 1947) di Robert A. Heinlein è una delle prime storie in cui nazisti fuggiti dopo la seconda guerra mondiale trovano rifugio fuori dalla Terra, mentre Iron Sky (2012) usa la stessa idea in forma satirica, con una roccaforte nazista sul lato nascosto della Luna e un'invasione della Terra preparata per il 2018. Nel cinema degli anni 2010 la Luna può nascondere anche resti di guerre aliene: in Transformers 3 (Transformers: Dark of the Moon, 2011) il programma Apollo è reinterpretato come copertura per l'indagine su un'astronave precipitata sul lato nascosto della Luna; da lì viene teletrasportato un esercito di Decepticon per invadere la Terra.


Il cinema porta presto la Luna sullo schermo con Viaggio nella Luna (Le Voyage dans la Lune, 1902) di Georges Méliès, che riprese il viaggio sulla Luna già sviluppato da Jules Verne e rese celebre l'immagine della capsula conficcata nell'occhio della Luna; il film appartiene al cinema delle origini e usa scenografie, trucchi visivi e trasformazioni invece di una ricostruzione scientifica del viaggio. Negli anni venti e cinquanta alcuni film diedero più spazio al razzo, alla traiettoria, alle procedure di viaggio e all'allunaggio: Una donna nella luna (Frau im Mond, 1929) di Fritz Lang, tratto dal romanzo Die Frau im Mond (1928) di Thea von Harbou, presenta il viaggio attraverso un razzo e si avvalse della consulenza di Hermann Oberth e Willy Ley. Uomini sulla Luna (Destination Moon, 1950) di George Pal raccontò un primo allunaggio con tono divulgativo, con Robert A. Heinlein tra gli autori della sceneggiatura e immagini spaziali associate a Chesley Bonestell. Project Moonbase (1953) nacque da un progetto televisivo non realizzato e riprese il filone aperto da Uomini sulla Luna (Destination Moon, 1950).
Fra la fine degli anni cinquanta e gli anni sessanta alcuni film ambientarono sulla Luna basi militari, invasioni, colonie o scoperte extraterrestri: Inferno nella stratosfera (Uchū Daisensō, 1959) pone sul satellite una base aliena da cui parte l'attacco contro la Terra; Base Luna chiama Terra (First Men in the Moon, 1964) riprende I primi uomini sulla Luna (The First Men in the Moon, 1901) di H. G. Wells e mostra il viaggio sulla Luna insieme alla scoperta dei Seleniti; 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey, 1968) colloca sulla Luna la base Clavius e il monolito sepolto nel cratere Tycho, cioè il primo artefatto extraterrestre trovato dagli esseri umani nel film. La Luna è presente anche in film comici, catastrofici o ibridi: Luna zero due (Moon Zero Two, 1969) fu costruito come un western spaziale ("space western") della Hammer, mentre La morte viene dallo spazio (1958) e Totò nella luna (1958) usarono il satellite rispettivamente per una minaccia catastrofica e per una commedia parodica; il satellite abitato o militarizzato è poi al centro di film come Il pianeta ribelle (The Shape of Things to Come, 1979), L'aereo più pazzo del mondo... sempre più pazzo (Airplane II: The Sequel, 1982), Moontrap - Destinazione Terra (Moontrap, 1989), Lunar Cop - Poliziotto dello spazio (Lunarcop, 1995) e Pluto Nash (The Adventures of Pluto Nash, 2002), dove la Luna è rifugio oltre la Terra, colonia, deposito di manufatti, territorio sorvegliato da una polizia spaziale o città colonizzata. Nel cinema successivo agli sbarchi Apollo, in diversi film la Luna è già abitata, sfruttata o visitata in segreto: Moon (2009) di Duncan Jones concentra l'azione in una base di estrazione dell'elio-3 e lega il lavoro sulla Luna all'isolamento e allo sfruttamento industriale; Ad Astra (2019) mostra una Luna commercializzata e contesa; Independence Day - Rigenerazione (Independence Day: Resurgence, 2016) e Alita - Angelo della battaglia (Alita: Battle Angel, 2019) inseriscono il satellite in storie di guerra spaziale e infrastrutture oltre la Terra. Transformers 3 (Transformers: Dark of the Moon, 2011), Iron Sky (2012), Oblivion (2013) e Moonfall (2022) presentano invece la Luna come luogo di relitti, basi ostili, invasioni o catastrofi planetarie.
Nelle serie televisive la Luna ospita basi scientifiche, postazioni militari, colonie o varianti ucroniche della corsa allo spazio. Le prime serie spaziali statunitensi per ragazzi abituarono il pubblico televisivo a storie seriali di viaggio nello spazio; Men into Space (1959-1960) scelse un'impostazione più vicina al programma spaziale reale, mentre produzioni britanniche come Moonbase 3 (1973) e Spazio 1999 (Space: 1999, 1975-1977) costruirono storie a episodi attorno a basi sulla Luna. In UFO (1970-1971) la base nel Mare Imbrium fa parte del sistema difensivo terrestre contro gli alieni; Moonbase 3 (1973) è ambientata in una base europea e concentra gli episodi sui problemi di una piccola comunità scientifica isolata; Spazio 1999 (Space: 1999, 1975-1977) fa uscire la Luna dall'orbita terrestre dopo un'esplosione nucleare e usa la base Alpha come punto di vista dei protagonisti durante gli incontri con pianeti e forme di vita aliene.
Altre serie televisive usarono basi sulla Luna, da Star Cops (1987) a For All Mankind (2019). For All Mankind (2019) parte da uno sbarco sovietico sulla Luna e immagina una corsa allo spazio che continua per decenni. The Silent Sea (2021) è ambientata in una base abbandonata sulla Luna durante una missione di recupero, mentre Away (2020) e Space Force (2020-2022) mantengono la Luna come tappa o obiettivo operativo di un programma spaziale rivolto altrove.


Nei fumetti si trovano viaggi di esplorazione sulla Luna, civiltà nascoste e colonie future: le avventure di Tintin sulla Luna, Obiettivo Luna (Objectif Lune, 1953) e Uomini sulla Luna (On a marché sur la Lune, 1954), seguono la costruzione del razzo, la base di partenza, la preparazione del viaggio, la partenza e la vita dell'equipaggio; Rocket to the Moon (1951), pubblicato da Avon, adattò Maza of the Moon (1929) di Otis Adelbert Kline, mentre Race for the Moon fu una testata della Harvey pubblicata dal 1956. Moon Girl (1947-1949) presenta un'eroina proveniente dalla Luna. Nel fumetto e nell'animazione giapponese la Luna è sede di rivolte, regni perduti, basi militari o lavoro nello spazio. La prima uscita anime direttamente in video, Dallos (1983-1984), racconta una rivolta in una colonia sulla Luna e riprende il modello di La Luna è una severa maestra. Sailor Moon (1991) presenta la Luna come patria mitica del Silver Millennium, mentre Cowboy Bebop (1998) fa derivare la devastazione della Terra da un incidente che ha colpito la Luna e ha disperso l'umanità nel Sistema solare. Uchu kyodai - Fratelli nello spazio (Uchū kyōdai, 2007), Planetes (1999) e Moonlight Mile (2000) seguono una fantascienza spaziale più realistica: il primo segue due aspiranti astronauti diretti verso la Luna, il secondo lega l'orbita terrestre e la Luna al problema dei detriti spaziali e dello sfruttamento industriale, il terzo descrive addestramento, missioni, basi robotiche e competizione geopolitica per lo spazio.

Nei giochi da tavolo e di carte la Luna è presente sia in giochi educativi di astronomia sia in giochi dedicati al viaggio spaziale: nel gioco astronomico Science in Sport, or the Pleasures of Astronomy. A New Game (1804), basato sul gioco dell'oca, una casella mostra l'uomo nella Luna come esempio di ignoranza astronomica e le regole collegano il movimento sul tabellone alla conoscenza degli oggetti celesti; Race to the Moon (circa 1935), prodotto da All-Fair, è un gioco da tavolo dedicato a razzi, Luna e spazio; il gioco di carte Astronaut della Pepys Series (1961) usa 44 carte illustrate per rappresentare sette fasi di un viaggio verso la Luna, dalla partenza all'allunaggio, insieme a ritardi, ostacoli e carte di interesse spaziale. Nei videogiochi, alcuni titoli sono costruiti sull'allunaggio, sulla guida di veicoli sulla superficie della Luna o sulla riparazione di una base; altri inseriscono la Luna come livello o missione all'interno di viaggi che proseguono oltre il satellite.
La prima versione di Lunar Lander, nota come Lunar Landing Game (1969), fu progettata da Jim Storer e chiedeva al giocatore di far atterrare un modulo lunare risparmiando carburante. La versione in tempo reale Moonlander (1973) fu distribuita su mainframe DEC, mentre Atari ne realizzò una conversione arcade nel 1979. Il gioco richiama il programma Apollo per il modulo, il carburante e la manovra di atterraggio, senza nemici alieni o missili da evitare. Moon Patrol (1982) pone invece il giocatore alla guida di un rover che attraversa la superficie della Luna fra crateri, mine, carri armati e attacchi dall'alto. Moonbase Alpha (2010), rilasciato dalla NASA, è ambientato in una base sulla Luna colpita da un meteorite, dove i giocatori devono usare robot, rover e strumenti di riparazione per ripristinare il sistema di supporto vitale. Il gioco riprende piani di architettura per una base sulla Luna e fu distribuito dalla NASA anche con finalità educative.
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