Senza pelle

Senza pelle
Una scena del film.
Paese di produzioneItalia
Anno1994
Durata100 min
Generedrammatico
RegiaAlessandro D'Alatri
SoggettoAlessandro D'Alatri
SceneggiaturaAlessandro D'Alatri
Distribuzione in italianoIstituto Luce
FotografiaClaudio Collepiccolo
MontaggioCecilia Zanuso
MusicheMoni Ovadia, Alfredo Lacosegliaz
ScenografiaFrancesco Priori
Interpreti e personaggi

Senza pelle è un film del 1994 diretto da Alessandro D'Alatri.

È stato presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al 47º Festival di Cannes.

Trama

Gina, impiegata alle poste, conduce una vita apparentemente serena insieme al compagno Riccardo, autista di autobus con il quale convive da quattro anni e ha un bimbo di nome Enrico. I due non possono sposarsi perché Riccardo viene costantemente ostacolato dall'ex moglie Paola, la quale si rifiuta di concedergli il divorzio.

Una mattina, Gina trova nella cassetta delle lettere un biglietto romantico indirizzato a lei e firmato da un certo Saverio; da quel giorno in poi, le lettere si fanno quotidiane. Il contenuto delle missive denota un interesse amoroso da parte di Saverio, che tuttavia Gina non ha mai visto. La donna, dapprima spaventata, ne parla con l'amica Rossana e con la madre, che le consiglia di tenere la questione nascosta a Riccardo. Un giorno Riccardo, trovandosi solo in casa, riceve da un fattorino un enorme bouquet di rose rosse indirizzate a Gina e scopre i biglietti che la compagna ha tenuto nascosti in un cassetto. Inizialmente, va su tutte le furie credendo che Gina abbia un amante, poi la donna gli racconta i fatti e la coppia cerca in ogni modo di scoprire l'identità di Saverio.

Quando l'ammiratore misterioso lascia il proprio numero di telefono su un biglietto, Riccardo risale all'indirizzo ove questi risiede e irrompe nell'abitazione picchiando il rivale. Condotto in commissariato dopo che la madre di Saverio lo ha minacciato con un'arma detenuta in casa, Riccardo scopre la realtà: Saverio è un giovane psicolabile, in cura farmacologica per disturbi psichici dopo la morte del padre, illustre cardiologo. Il ragazzo vive con la madre e trascorre le giornate a fumare e a masturbarsi sui cataloghi di biancheria intima. La psichiatra che segue Saverio lo definisce un ragazzo innocuo, molto intelligente e sensibile, tanto da non riuscire ad avere confini col mondo circostante, quasi come se non avesse la pelle.

All'insaputa del marito, Gina comincia a frequentare Saverio concedendogli passeggiate e chiacchiere e scopre un giovane emotivo e delicato. Riesce a fargli ottenere un lavoretto in un vivaio gestito dal signor Urbano e continua ad accettare le poesie che il ragazzo le dedica. Nel frattempo, Saverio smette di prendere i farmaci riempiendo le boccette con acqua di rubinetto e la sua ossessione per Gina continua ad aumentare: un pomeriggio le chiede un bacio nella serra e lei glielo concede, per poi sentirsi in colpa e fuggire via dal ragazzo.

Gina e Riccardo non trovano altra soluzione che lasciare Roma, trasferendosi altrove in modo che Saverio non possa più rintracciarli. Lo scompenso dettato dall'improvviso abbandono della donna porta Saverio ad esplodere in una crisi psicotica, in cui distrugge il vivaio completamente nudo. Fermato dai carabinieri, viene ricoverato in comunità psichiatrica, dove dedicandosi alla cura dell'orto sembra ritrovare un proprio equilibrio.

Riconoscimenti

Note

  1. ↑ (FR) Quinzaine 1994, su quinzaine-realisateurs.com (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2014).
  2. 1 2 3 Enrico Lancia, Ciak d'oro, su books.google.it. URL consultato il 16 aprile 2020.

Collegamenti esterni

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