Le Sequenze sono un ciclo di quattordici composizioni per vari strumenti solisti di Luciano Berio, diciannove se considerate le trascrizioni e versioni alternative preparate o approvate dal compositore, scritte a partire dal 1958 fino al 2004. Le Sequenze costituiscono dei brani essenziali del repertorio strumentale del XX secolo che, proprio per il fatto di essere state composte nell'arco di più di quattro decenni, rappresentano anche un'importante testimonianza dell'evoluzione stilistica del compositore. La loro popolarità all'interno del panorama musicale contemporaneo le ha portate a divenire una sorta di modello nella scrittura per strumento solista a partire dalla seconda metà del novecento.
Ognuna di queste composizioni è stata sviluppata partendo da un rapporto diretto e creativo con l'esecutore a cui era dedicata, spesso tra i massimi virtuosi dello strumento utilizzato, ed è corredata da dei versi introduttivi scritti, a partire dal 1994, da Edoardo Sanguineti, storico amico e collaboratore di Berio, su invito del compositore.
Il titolo Sequenza di ognuna di queste composizioni, più che essere un riferimento a idee formali precostituite, indicherebbe il loro essere state sviluppate su successioni di campi armonici. Sebbene abbraccino un periodo di tempo molto vasto della produzione del compositore e ognuna abbia delle proprie peculiari caratteristiche, è possibile delinearne alcuni tratti comuni fondamentali: rispetto dello strumento, concepito come testimone della sua storia; ricerca di una nuova forma di virtuosismo, definito da Berio come virtuosismo di consapevolezza, che coinvolga anche l'intelletto dell'interprete oltre che la sua tecnica strumentale, quest'ultima affrontata in maniera sperimentale in relazione al lavoro di scrittura; ruolo centrale del gesto, talvolta risultante in una teatralizzazione dell'esecuzione; ricerca di una polifonia latente sviluppata a partire da materiale monodico, in un senso ch'è dapprima letterale per poi diventare metaforico nel corso degli anni. Queste composizioni miravano, insomma, ad un'esplorazione profonda delle potenzialità dello strumento, compresi i suoi limiti tecnici affrontati in parallelo ai limiti della scrittura tematica.
Il controllo del compositore sul percorso armonico, ovverosia le successioni di campi armonici, e sulla densità delle altre funzioni musicali che scaturiscono da esse, fu un aspetto importante nel processo compositivo per ognuna delle Sequenze. Il controllo in termini di densità, in particolare, è qui inteso come un controllo qualitativo, oltre che quantitativo, degli eventi musicali all'interno di quattro categorie definite dallo stesso Berio come dimensioni e caratterizzate da diversi livelli di tensione. La dimensione temporale, che afferisce alla durata dei suoni e dei diversi gradi d'articolazione, la dimensione delle altezze, che ne gestisce i registri, la dimensione dinamica, che si esprime in termini di impatto sonoro e contrasto dinamico, e la dimensione morfologica, in cui si delineano vari gradi di aderenza o di scostamento dello strumento, in senso acustico o simbolico, rispetto alla sua identità storica e funzione tradizionale.
Qui di seguito sono elencate le quattordici sequenze e le trascrizioni, o versioni alternative, ufficiali:
Fatta eccezione per la Sequenza IXb, ch'è opera dello stesso Berio, le restanti rielaborazioni e trascrizioni furono realizzate da altri. La Sequenza XIVb per contrabbasso, in particolare, nacque dalla richiesta fatta dal compositore a Stefano Scodanibbio di reinventare la sequenza per violoncello adoperando le nuove tecniche strumentali che il contrabbassista marchigiano aveva sviluppato.
I versi scritti da Edoardo Sanguineti, qui di seguito elencati, comprendono, invece, un testo introduttivo per il ciclo di composizioni e per le Sequenze scritte esclusivamente da Berio, compreso l'adattamento della sequenza IX, con l'unica eccezione della Sequenza XIVb di Scodanibbio:
A partire dal 1965, inoltre, Berio realizza una serie di composizioni per strumento solista e orchestra o ensemble, concepite come commenti e analisi di alcune delle sue Sequenze, il cui materiale solistico originale viene spesso riproposto integralmente e con poche modifiche. La parte orchestrale, o di ensemble, è, nelle intenzioni del compositore, l'esplicazione di processi rimasti latenti nell'opera di partenza, il cui materiale è messo in costante dialogo con il suo commento, da cui sembra, paradossalmente, generarsi in alcuni casi. Questa serie di composizioni, intitolate Chemins dal francese di Itinerari, indicano quindi nuovi percorsi dei materiali di partenza che vengono qui espansi e riletti.
| Anno | Titolo | Esecutori | Etichetta |
|---|---|---|---|
| 1998 | Berio - Sequenzas | Ensemble InterContemporain, Sophie Cherrier, Frédérique Cambreling, Luisa Castellani, Florent Boffard, Benny Sluchin, Christophe Desjardins, László Hadady, Jeanne-Marie Conquer, Alain Damiens, Gabriele Cassone, Eliot Fisk, Pascal Gallois, Teodoro Anzellotti, Christian Wirth | Deutsche Grammophon |
| 2006 | Berio - The Complete Sequenzas, Alternate Sequenzas and works for solo instruments; with verses by Edoardo Sanguineti | Paula Robison, Susan Jolles, Isabelle Ganz, Aki Takahashi, Stuart Dempster, Garth Knox, Jacqueline Leclair, Irvine Arditti, Carol Robinson, Kelland Thomas, William Forman, Seth Josel, Noriko Shimada, Stefan Hussong, Rohan de Saram, Ulrich Krieger, Alain Billard, Stefano Scodanibbio, Enzo Salomone | Mode Records |
| 2006 | Luciano Berio - Sequenzas I-XIV For Solo Instruments | Nora Shulman, Erica Goodman, Tony Arnold, Boris Berman, Alain Trudel, Steven Dann, Matej Šarc, Jasper Wood, Joaquin Valdepeñas, Guy Few, Pablo Sáinz Villegas, Ken Munday, Joseph Petric, Darrett Adkins, Wallace Halladay | Naxos Records |