Una serra solare è un elemento dell'architettura biocompatibile costituito da una serra vera e propria che coadiuva il riscaldamento degli edifici introitando la radiazione solare.
La serra solare rappresenta un sistema semplice ed efficace di risparmio energetico in edilizia. Può essere realizzata anche in fase di recupero edilizio, ad esempio tramite la chiusura di balconi, terrazze, logge, altane e strutture analoghe.
Il principio è basato sull’impiego di ampie superfici vetrate, che permettono ai raggi del sole di penetrare all’interno e di generare così un incremento della temperatura e una maggiore illuminazione naturale. Il beneficio si traduce in una riduzione dei consumi energetici, in particolare per il riscaldamento e l’illuminazione elettrica. In alcuni casi può contribuire anche a contenere l’uso del gas metano, qualora la serra ospiti impianti di cottura: il calore solare accumulato, infatti, può sommarsi a quello prodotto dai fornelli.
Gli utilizzi dell’energia solare catturata da una serra possono essere molteplici. In ogni caso, rispetto a una struttura simile priva di superfici captanti, si registra sempre un abbassamento dei consumi energetici.
Uno degli aspetti più rilevanti della serra solare (o serra bioclimatica) è la sua disciplina normativa, che in alcuni regolamenti locali è specificamente riconosciuta. Se non correttamente valutata, però, può essere scambiata per un ampliamento volumetrico o addirittura considerata un abuso edilizio soggetto a demolizione.
Non tutte le strutture vetrate possono essere classificate come serre solari captanti: solo quelle orientate a sud, dove l’irraggiamento solare consente alle superfici trasparenti di ricevere luce e calore per un periodo significativo della giornata. La serra, dunque, deve essere in grado di riscaldare gli ambienti interni in modo coerente con il suo scopo principale, ossia il risparmio energetico.
Diversa è la situazione di una veranda che non riceve luce solare sufficiente (perché collocata a nord, a un piano basso, o in ombra permanente di un altro edificio): in questo caso la struttura non può essere considerata una serra solare e incide quindi sulla volumetria dell’edificio.
Le serre solari, e più in generale tutte le opere che favoriscono il risparmio energetico, sono tutelate da normative comunitarie, nazionali e regionali. Gli Enti Locali hanno l’obbligo di vigilare sulla corretta applicazione della bioedilizia, promuovendo e agevolando gli interventi che riducono i consumi energetici.
Molti regolamenti edilizi si stanno adeguando in questa direzione, sostenendo una concezione di edilizia compatibile con l’ambiente (bioedilizia). Un atto amministrativo che non tenga conto di queste disposizioni, ad esempio ordinando erroneamente la demolizione di un’opera biosostenibile, è censurabile sia sul piano giuridico che su quello contabile.
La legge 10/1991 (art. 1) riconosce le opere di edilizia ecosostenibile come di pubblico interesse, obiettivo primario della Pubblica Amministrazione. L’art. 123 del D.P.R. 380/2001, in coerenza con l’art. 26 della stessa legge, prevede che tali opere non necessitino di autorizzazioni particolari, ma siano soggette a semplice comunicazione di inizio lavori.
Negli ultimi anni anche la normativa regionale si è orientata verso procedure più snelle, con l’intento di favorire e incentivare, anche economicamente, l’edilizia finalizzata al risparmio energetico.