Il serventese, detto anche sirventese o sermentese, è un componimento strofico della metrica italiana che utilizza schemi e argomenti vari, anche se preferisce quelli a carattere didascalico e narrativo, sorto intorno al XIII e XIV secolo. Nonostante il nome sia legato al provenzale sirventes, questo tipo di componimento ha il metro della canzone e pertanto non è collegabile al sirventes trobadorico.
Vi sono diversi tipi di serventese:
Altissima regina incoronata
della superna glorïa beata,
chiamoti, madre, per mia avocata,
con tutto 'l cuore.
Benedetta sie tu a tutte l'ore,
etterna sposa del divino amore,
io ingrato misaro peccatore
a te m'apiglio.
Celestiale regina, el mio periglio,
provede, madre, pregando 'l tuo Figlio,
che me die gratia ch'i' sie suo famiglio,
fedel amante.
Bianco da Siena, lauda CXVII vv. 1-12.
Sì com' altr' uomini vanno,
ki per prode e chi per danno,
per lo mondo tuttavia,
così m'andava l'altra dia
per un cammino trastullando
e d'un mio amor già pensando
e andava a capo chino.
Allora uscìo fuor del cammino
[. .]
(Incipit del Detto del gatto lupesco)
Dante Alighieri, nel capitolo VI della Vita nova, asserisce di aver composto "una pìstola sotto forma di serventese" nella quale stila una sorta di classifica delle sessanta donne più belle di Firenze. Questa epistola, tuttavia, non è giunta a noi.
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