Il sevirato era una delle magistrature minori dell'antica Roma: coloro che ne facevano parte erano chiamati "seviri". Il nome deriva da sex (sei) e vir (uomo), in quanto il sevirato era un collegio di sei persone; l'abbreviazione epigrafica di sevir (seviro) era infatti vi vir.
Già in età repubblicana esistevano alcuni collegi minori in contesti specifici, indicati come seviri, come i seviri equitum Romanorum o i seviri mensarii.
Il tipo di sevirato a noi più noto è però sicuramente quello dei seviri augustales di età imperiale, analoghi ai Sodales Augustales istituiti nell'Urbe da Tiberio dopo la morte di Augusto (14 d.C.) e dedicati al suo culto. Anche nel caso dei seviri augustales si trattava di un collegio di sacerdoti, istituito però nei singoli municipia sia in Italia sia nelle province.
La carica veniva di solito rivestita dai liberti arricchiti e consisteva prevalentemente nel curare l'organizzazione di giochi e spettacoli. Tra questi grande importanza avevano i combattimenti dei gladiatori, per la cui organizzazione erano necessarie ingenti somme che i liberti, grazie ai traffici di varia natura da loro gestiti, generalmente possedevano. Il sevirato assunse dunque un forte valore simbolico per i liberti come mezzo per testimoniare non solo l'affrancamento dalla schiavitù, ma soprattutto la propria ascesa sociale.
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