Śaktipāta

Presso la tradizione mistica dell'India, lo śaktipāta (in sanscrito शक्तिपात, anglizzato in shaktipat) ìndica sia il passaggio dell'energia chiamata Kuṇḍalinī da un maestro spirituale ad un allievo, sia la discesa di quest'Energia rivelatrice direttamente da Dio.

Il termine è composto da śakti, che significa "energia", "forza", "potere", e pat, che significa "andare", "muovere", "scorrere", o anche pāta che descrive più propriamente la "caduta", la "discesa".

Il risveglio dell'Energia

La Kundalinī Shakti è "l'incarnazione della Suprema Energia della Coscienza del Sé" presente ma, normalmente, inattiva nel corpo umano. C'è chi sostiene che il modo più certo e sicuro per risvegliare la Kundalinī sia la Shaktipat, perché tramite questa pratica il maestro, per mezzo della sua energia completamente dispiegata, risveglia la Kundalinī nel discepolo e ne regola il processo di crescita. Egli cioè riesce a stabilire un contatto fra la propria energia e quella quiescente nell'allievo e ripetendo, se le circostanze lo richiedono, più volte quest'operazione ne può stimolare il completo risveglio ed alimentarne progressivamente lo sviluppo.

Il maestro trasmette la propria conoscenza al discepolo in virtù del fatto che la sua consapevolezza penetra nel profondo sé del discepolo e vi diffonde le sue particolari caratteristiche. Il guru fa questo nello stesso modo in cui uno yogi può entrare nel corpo di un'altra persona senza lasciare il proprio.

L'iniziazione con trasferimento di Shakti prende il nome di Śaktipāta dīkṣā. In questo rituale il discepolo è reso parte della famiglia spirituale (kula), una famiglia che non è basata sulle relazioni di sangue ma "sulla conoscenza (vidyā) e sulla tradizione che essi condividono. […] Dato che la consapevolezza è più grande del corpo vidyā è un vincolo più forte del legame di sangue".

Modalità di trasmissione

La Shaktipat può essere realizzata dal maestro spiritualmente illuminato sia per mezzo della trasmissione di parole sacre o mantra, sia per mezzo dello sguardo, del pensiero o del tocco. Il tocco è effettuato solitamente in corrispondenza dell'ajna chakra o terzo occhio del discepolo.

La Shaktipat, inoltre, virtualmente è trasmissibile di persona o a distanza: attraverso un oggetto, tramite il telefono, grazie ad uno scritto Tutto è veicolo di energia quindi, e potenzialmente sono innumerevoli i mezzi di attuazione della Shaktipat.

In termini più generali la Discesa della Shakti può anche realizzarsi perché stimolata dalla benedizione di un maestro, dalla condivisione dell'energia spirituale in un gruppo (satsaGgati, la compagnia dei virtuosi), dalla lettura di scritti ispirati o, semplicemente, in virtù della forza della devozione (bhakti).

"Ѐ tutta energia spirituale che scorre in noi e ciò può avvenire per varie influenze e in molti modi. Ѐ la nostra bhakti che determina l'intensità di questo flusso più che ogni altra cosa. Infatti, in realtà la Shaktipat ha la sua origine nell'aspirante e in nessun altro".

Shaktipat come espressione della libera volontà di Dio

Concordemente a quanto appena detto va infine ricordato che la Shaktipat è un atto di Grazia Divina (anugraha), completamente indeterminato.

Shiva esprime se stesso nell'emanazione e nella dissoluzione dell'universo, tutto avviene in ragione della sua grazia ed Egli è essenzialmente libero. La Shaktipat può discendere direttamente da Lui senza che ci sia alcuna intermediazione da parte di un maestro. D'altra parte l'atteggiamento di chi riceve non è irrilevante: ciò che egli desidera corrisponde alla sua apertura nell'accogliere la luce divina.

Livelli di intensità della Shaktipat

Secondo il Tantrāloka di Abhinavagupta la rivelazione può essere di nove tipi, in base alla volontà di Shiva: "la caduta di potenza", che è la Shaktipat, si divide in tre gradazioni, violenta, mezzana e debole, ognuna delle quali si divide a sua volta in tre:

Esponiamo infine questa medesima classificazione così come è stata interpretata negli insegnamenti di Swami Lakshmanjoo (1907-1991), maestro contemporaneo continuatore della Tradizione Shivaita del Kashmir. In base alla sua intensità, la Shaktipat può essere definita:

Note

  1. ↑ (EN) Shaktipata, Śaktipāta, Shakti-pata: 6 definitions, su wisdomlib.org. URL consultato il 2 marzo 2025.
  2. ↑ Dizionario Sanscrito, A. Vallardi, Milano, Garzanti editore, 1993.
  3. ↑ Self realization in Kashmir Shaivism. The oral teachings of Swami Lakshmanjoo, John Hughes, Albany (NY), State University of New York Press, 1995, p.94.
  4. ↑ Guida al viaggio spirituale, Swami Muktananda, Roma, edizioni Mediterranee, 1987, p. 73.
  5. ↑ Abhinavagupta, The Kula ritual, as elaborated in chapter 29 of the Tantrāloka, John R. Dupuche, Delhi, Motilal Banarsidass publishers, 2003, p. 131.
  6. ↑ Ibidem.
  7. ↑ Kundalini Tantra, Swami Satyananda Saraswati, Munger, Yoga Publications Trust, 1984, p. 46.
  8. ↑ Advanced Yoga Practices, Yogani, London-Nashville, AYP Publishing, 2004, p. 238.
  9. ↑ Abhinavagupta, The Kula ritual, as elaborated in chapter 29 of the Tantrāloka, John R. Dupuche, Delhi, Motilal Banarsidass publishers, 2003, p. 154.
  10. ↑ Luce dei Tantra. Tantrāloka, Abhinavagupta, Milano, Adelphi edizioni, 1999, pp. 303-314.
  11. ↑ Kashmir Shaivism: The secret supreme, Swami Lakshman Jee, Culver City (CA), Universal Shaiva Fellowship, 2007.

Bibliografia

Voci correlate

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