
Gli Sichangu, noti in lakota come Sičháŋǧu Oyáte, chiamati anche Brulé (dal francese lett. "bruciati", traduzione del nome in lingua originale), sono una fra le due maggiori delle sette suddivisioni (a volte chiamate impropriamente bande o anche "sotto-tribù") dei nativi americani Teton (Titonwan) Lakota; il nome deriva, secondo la tradizione, da un evento accaduto nel periodo della migrazione attraverso i Plains, quando gli Sichangu incapparono in un incendio e molti fra loro riportarono più o meno gravi ustioni nell'attraversare la pianura o estensioni boscose in fiamme.
La maggioranza degli Sichangu abita nella riserva indiana di Rosebud nel sud ovest del Dakota del Sud, dove sono federalmente riconosciuti come Tribù Sioux Rosebud o Sichangu Oyate, mentre un gruppo minore abita nella riserva indiana di Lower Brule sulla riva occidentale del fiume Missouri; le due tribù sono ormai politicamente indipendenti l'una dall'altra.
Provenienti dalle pianure boscose del Minnesota nel XVI secolo, i Teton successivamente si spostarono gradualmente verso ovest, per finire ad abitare nelle regioni tra il Montana e il confine sud del Canada, dagli inizi del XIX secolo. Questo territorio era spesso conteso ai Crow, popolazione nativa americana che si era stanziata nelle vicine regioni del nord-ovest.
I conflitti tra gli Sichangu e il governo statunitense iniziarono ad accendersi a partire dalla metà dell'Ottocento, esplodendo con il c.d. "massacro di Grattan" e aggravandosi con l'apertura da parte degli Stati Uniti del "sentiero di Bozeman", che attraversava il territorio lakota e faceva fuggire i bisonti, fonte essenziale di cibo e vestiario nella vita dei nativi nordamericani.
Nel decennio 1850 emersero tra gli Sichangu diversi capi guerrieri, tra i quali Sinte Galeshka (Coda Chiazzata), che, quasi al termine della "Guerra di Secessione", guidò con successo la reazione dei Teton e dei loro alleati Cheyenne e Arapaho contro l'invasione dei coloni diretti nel Colorado lungo la pista del Platte River e la vendetta per il massacro di Sand Creek, prima di unirsi alla fase iniziale della lotta contro la costruzione di forti militari e poi di una linea ferroviaria lungo il "Bozeman Trail" (un progetto ferroviario che avrebbe dovuto collegare il Wyoming ai bacini auriferi del Montana), e depose le armi, dopo due anni di guerra, soltanto in seguito all'abbandono del progetto da parte del Governo statunitense.
A partire dalla fine degli anni sessanta dell'Ottocento, e comunque dopo la guerra di secessione americana, il governo di Washington ebbe a disposizione un maggior numero di uomini da inviare nel "lontano Ovest", aumentando le dimensioni del conflitto con i nativi. Le battaglie tra i due schieramenti erano necessariamente un "tocca e fuggi" da parte dei primi, che per inferiorità numerica e tecnologica, non avevano speranze di vittoria in campo aperto. Una grande riserva per gli Sichangu fu istituita a Rosebud, dove la grande maggioranza di essi si radunò sotto la guida di Coda Chiazzata, e una riserva più piccola fu istituita a Lower Brule.
Assieme agli Oglala Sioux, stanziati nella riserva indiana di Pine Ridge, sono spesso chiamati Lakota meridionali. Sono divisi in tre gruppi regionali:
Secondo lo stregone Sichangu Tatánka Wakan ("Bisonte Sacro") le divisioni erano ulteriormente suddivise nelle seguenti tiyošpaye o bande, divise a loro volta in varie tiwahe locali (famiglie):
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