Silvano Arieti

Silvano Arieti ritratto sul francobollo che ne commemora il 100º anniversario della nascita

Silvano Arieti (Pisa, 28 giugno 1914 – New York, 7 agosto 1981) è stato uno psichiatra italiano.

Biografia

Il nome Arieti è una variante di da Rieti/Rieti/Rietti, un'antica famiglia italiana di religione ebraica.

Silvano Arieti è particolarmente noto per essere stato uno dei più importanti[senza fonte] studiosi della schizofrenia di tutto il XX secolo.

Dopo la laurea in medicina lascia l'Italia a causa delle famigerate leggi antigiudaiche trovando rifugio negli Stati Uniti dove completa la propria formazione in psichiatria, neurologia, psicologia e psicoanalisi. Allievo di Frieda Fromm-Reichmann, s'inserisce nella corrente culturalista della psicoanalisi e della psichiatria psicodinamica.

La sua ricerca si apre in molteplici direzioni, sia dando pari dignità al mondo interno così come appare dal punto di vista psicoanalitico, sia ponendo attenzione al punto di vista delle neuroscienze, ovvero al funzionamento organico cerebrale.

I suoi contributi clinici e scientifici si sono focalizzati soprattutto sulle psicosi schizofreniche, di cui ha proposto un inquadramento psicologico di grande rilevanza. Nell'ultima fase della sua vita si dedicò allo studio del processo creativo.

Arieti è un riferimento imprescindibile nella storia della psichiatria[senza fonte], tanto più che la sua opera è così ricca di spunti di elaborazione da costituire a tutt'oggi un utile strumento nell'affrontare sia la complessità delle esperienze cliniche che il continuo evolversi di una teoria della psiche.

Ha di fatto contribuito in modo determinante al rinnovamento della psichiatria e della psicoterapia statunitensi ed italiane a partire dai primi anni sessanta, anni in cui le sue opere furono rese disponibili anche in italiano, potendo così estendere un positivo influsso su almeno due generazioni di psichiatri.

Per gli altissimi meriti scientifici[senza fonte] il 18 ottobre 2001 il Comune di Pisa gli ha intitolato "Largo Silvano Arieti" a Pisa nel quartiere di Porta a Lucca ed è stata apposta una lapide commemorativa sulla casa natale a Pisa, in via S. Andrea.

Opere

Altre pubblicazioni

Scrisse negli Stati Uniti, nel 1979, The Parnas: a scene from the Holocaust. Il romanzo, tradotto e pubblicato in Italia l'anno successivo, è ispirato alla vera storia di Giuseppe Pardo Roques, personaggio di rilievo della comunità giudaica di Pisa, dirimpettaio e amico di famiglia degli Arieti. Pardo Roques fu barbaramente ucciso nella sua casa di via Sant'Andrea, assieme ad altre 11 persone, ad opera di soldati tedeschi mai identificati, il 1º agosto 1944. Arieti non fu testimone diretto dei fatti, perché all'epoca si trovava già oltre Oceano. Ma nell'introduzione al romanzo collega anche a questa amicizia la sua decisione di optare per la psichiatria, dato che Pardo Roques era probabilmente affetto da una singolare fobia per cani e gatti, invalidante al punto di impedirgli a volte di uscire di casa.

Note

  1. ↑ comunità giudaica di Pisa, su pisaebraica.it.
  2. ↑ Carla Forti, Il caso Pardo Roques. Un eccidio del 1944 tra memoria e oblio, Torino, Einaudi, 1998.

Collegamenti esterni

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