Silvano Ceccherini

«...Ci sono sassi su tutte le strade; su tutte le strade ci sono dolori..»
Silvano Ceccherini (1968 circa)

Silvano Ceccherini (Livorno, 24 marzo 1915 – Minusio, 21 dicembre 1974) è stato un anarchico e scrittore italiano, nonché soldato della Legione Straniera Francese.

Biografia

Nato a Livorno nel 1915, Ceccherini, soprannominato il "Jean Genet italiano" per le esperienze di vita comuni a quelle dello scrittore francese, abbandonò gli studi alla quarta elementare e a sedici anni d'età si diede alla piccola delinquenza. Scaricatore di porto, anarchico, vagabondo, rapinatore e bandito della pineta del Tombolo, dal 1934 al 1939 prestò servizio per cinque anni nella Legione straniera francese. Arruolato a Sidi Bel Abbes, Ceccherini fu addestrato al 1º Reggimento straniero a Saida e dopo quattro mesi fu trasferito al 2° RE a Meknès in Marocco. Descrisse la sua avventura legionaria nel romanzo "Sassi su tutte le strade", edito nel 1968. Alcune fonti bibliografiche sostengono, anche supportate da quello che disse lo stesso Ceccherini, che egli avesse partecipato alla guerra civile spagnola; ma fonti archivistiche affermano che in realtà non fu così.

Nel 1940 durante il servizio nella Regia Marina, fu condannato a cinque anni di carcere militare per aver picchiato un ufficiale. Fuggito nel 1944, visse nell'immediato dopoguerra nella pineta del Tombolo, ai margini del campo militare dell'esercito americano, in una tenda con una prostituta, di traffici illeciti e rapine. Catturato dopo uno scontro a fuoco con la polizia, subì un'altra condanna a diciotto anni di reclusione che scontò nei penitenziari di Pisa, San Gimignano, Saluzzo e per la maggior parte nel carcere di massima sicurezza di Porto Azzurro.

Nel 1973 vinse il premio internazionale di giornalismo Tarquinia-Marina Velca lavorando per Il Telegrafo.

Scarcerato, visse in Francia, in un convento di benedettini in Lussemburgo e in Svizzera per ritornare nel 1973, ormai malato, a Livorno, ove morì suicida l'anno seguente, nel 1974.

Ceccherini esordì nella letteratura italiana nel 1963 con il romanzo La traduzione, basato sulle proprie esperienze di carcerato, ed ebbe un discreto successo sia in Italia che all'estero. Vinse i premi letterari Prato, Pisa, Grosseto, Montenero, Coni e Teramo.

Opere

Note

  1. ↑ Alcune schede biografiche presenti nelle sue opere viene riferito che fosse nato a Pisa, ma ciò è errato.
  2. ↑ In una succinta biografia di Silvano Ceccherini a cura della Rizzoli che accompagna lo scritto "Sassi su tutte le strade", edito nel 1968, si legge invece: "...Ha studiato alla Sorbona e alla Università Popolare di Berkeley. La sua vita è stata irregolare e avventurosa. Pilota da caccia durante l'ultima guerra. Ha attraversato il Sahara a piedi..."
  3. ↑ iltirreno.gelocal.it, https://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2011/10/16/news/il-bandito-scrittore-1.2746368.
  4. ↑ firenze.repubblica.it, https://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/08/16/news/silvano_ceccherini_il_romanziere_galeotto-6313079/.
  5. ↑ La ricostruzione dell’esordio poetico di Ceccherini presenta alcune incertezze bibliografiche. In diverse fonti compaiono infatti due titoli per la sua prima raccolta: Poesie dell’anarchia, indicata come pubblicata dalla Federazione Anarchica Italiana nel 1945, e Poesie sociali, priva di indicazioni tipografiche ma probabilmente stampata a Pisa tra il 1942 e il 1945. Quest’ultima risulta catalogata nel Servizio Bibliotecario Nazionale e conservata presso la Biblioteca del Circolo Culturale Errico Malatesta di Livorno. Del titolo Poesie dell’anarchia non sono invece note copie fisiche: esso compare solo a partire dalla fine degli anni Sessanta in alcune fonti editoriali e biografiche. Per questo motivo si ritiene generalmente che il titolo autentico della raccolta sia Poesie sociali, mentre Poesie dell’anarchia sarebbe il risultato di una successiva confusione bibliografica diffusa tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta.
  6. ↑ Entrambi i manoscritti dei romanzi sono consultabili presso la biblioteca labronica alla villa Fabbricotti di Livorno.
  7. ↑ Albo d'oro, su premionazionaleletterariopisa.onweb.it. URL consultato il 7 novembre 2019.
  8. ↑ Vincitori Racconto sportivo, su www.coni.it. URL consultato il 16 marzo 2026.
  9. ↑ La morte del fiume – Premio Strega 2026, su premiostrega.it. URL consultato il 13 ottobre 2026.

Bibliografia

Collegamenti esterni

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