| Siṁhādri | |
|---|---|
| Titolo originale | సింహాద్రి |
| Lingua originale | telugu |
| Paese di produzione | India |
| Anno | 2003 |
| Durata | 175 min |
| Rapporto | 2,39:1 |
| Genere | azione, gangster, drammatico, musicale |
| Regia | S. S. Rajamauli |
| Soggetto | Visva Vijayendra Prasad |
| Sceneggiatura | S. S. Rajamauli, dialoghi di Visvanath e M. Ratnam |
| Produttore | V. Vijay Kumar Varma |
| Casa di produzione | VMC Productions |
| Distribuzione in italiano | Buena Vista International Italia |
| Fotografia | K. Ravindrababu |
| Montaggio | Kotagiri Venkatesvararavu |
| Musiche | M. M. Kiravani |
| Scenografia | B. Anandsayi |
| Interpreti e personaggi | |
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Siṁhādri (in telugu సింహాద్రి, pron. AFI: [siŋɦaːd̪ɾi]) è un film del 2003 diretto e sceneggiato da S. S. Rajamauli, con protagonisti NTR Jr. e Bhumika Cavla.
Visva Vijayendra Prasad ne ha scritto il soggetto ispirandosi al rapporto tra i protagonisti del classico di Kollywood Mūṉṟām piṟai (1982). Colpito in particolare dal finale nel quale la ragazza colta da amnesia, interpretata da Sridevi, riacquista la memoria e non si ricorda più del protagonista Kamal Haasan, che si era preso cura di lei nei mesi passati finendo per innamorarsene, ha voluto scrivere una storia in cui una scena analoga, per lui «straziante, come essere pugnalati al cuore con un palanchino», avvenisse prima dell'intervallo. In seguito al suggerimento in tal senso di un suo assistente, Prasad ha reso letterale la suddetta suggestione, costruendo attorno alla scena in cui l'eroina pugnala al cuore l'eroe che si è preso cura di lei, ritenendo potesse suscitare la curiosità del pubblico, il resto della storia e dei personaggi.
Nel frattempo, forte del successo al botteghino di Student No. 1 (2001), Rajamauli si è visto assegnare dal suo produttore e sceneggiatore Kovelamudi Raghavendraravu la regia di un altro star vehicle da lui prodotto, questa volta per suo figlio Kovelamudi "Suryaprakas" Prakasravu: tuttavia, rivelatosi l'esordio di quest'ultimo, il fantasy Nītō (2002), un esorbitante flop al botteghino, il cappa e spada che Rajamauli aveva approntato per sette mesi è stato accantonato, poiché l'ambientazione troppo simile non ispirava più fiducia nel pubblico e nei produttori, senza che Kovelamudi avesse un altro progetto da dargli.
In seguito a ciò, Rajamauli ha finito per trovarsi senza lavoro per oltre un anno, una situazione rischiosa per i prospetti futuri di un semiesordiente inesperto quale era. Alla ricerca di film da dirigere, si è poi ritrovato a fronteggiare le conseguenze impreviste del fatto che, nei titoli di testa di Student No. 1, il suo credit da regista fosse stato "schiacciato" in importanza da quello di Kovelamudi in qualità di darśakatva paryavēkṣaṇa (దర్శకత్వ పర్యవేక్షణ, lett. "supervisione alla regia"): ritenuto infatti dagli studios poco più che un prestanome, in quanto esordiente in un film altrimenti sceneggiato e prodotto da una figura nota a Tollywood, che per di più se ne riservava la supervisione, Rajamauli ha continuato a vedere latitare le loro offerte, senza riuscire a capitalizzare sul successo pur rispettabile del suo esordio. Il regista ha ammesso a posteriori la sua ingenuità, avendo preso alla lettera tutte le persone all'interno dell'industria cinematografica che si erano complimentate con lui per la buona riuscita del suo esordio puramente per cortesia professionale.
Dopo 14 mesi di inattività da parte di Rajamauli, la VMC Productions di Vijay Kumar Varma, intenta a sviluppare il succitato soggetto di Prasad in un film, si è trovata in ambasce dopo che, all'ultimo minuto, sia il suo regista Bejavada Gopala che la star Balakrsna hanno abbandonato il progetto a causa di altri impegni contrattuali. La VMC li ha sostituiti rispettivamente con Uday Sankar e Venkates, ma il divo richiedeva troppi cambiamenti alla storia per accettare e il film si è trovato nuovamente a un punto morto. Grazie al suggerimento di suo padre Prasad, Rajamauli si è offerto di sceneggiare e dirigere il film, riuscendo infine a convincerne i produttori tramite il coinvolgimento di NTR: l'attore, che faticava a ritrovare il successo di Student No. 1 coi suoi ruoli successivi, era però già impegnato nelle riprese di un altro film per la VMC, Kurrāḍu. Tuttavia ha acconsentito non appena Rajamauli gli ha raccontato a grandi linee come intendeva sviluppare la trama (non avendo il tempo di scrivere una prima bozza del copione), giocandosi sulla fiducia il suo star power residuo per costringere la VMC a cancellare le riprese di Kurrāḍu nonostante il 40% del film fosse già stato girato, oltre che ad assumere Rajamauli per sceneggiare e dirigere Siṁhādri.
Il budget è stato di 85 milioni di rupie (ca. 1,9 milioni dollari nel 2003).
La colonna sonora e le canzoni del film sono state composte dal cugino di Rajamauli, M. M. Kiravani, alla loro seconda collaborazione dopo Student No. 1 (2001). Eccezionalmente, invece che commissionargli delle nuove composizioni, Rajamauli ha preferito attingere al suo repertorio pluridecennale. La maggior parte dei brani sono infatti cover di canzoni che Kiravani aveva composto per altri film di scarso successo: la melodia di Am'mainā nānnainā è quella del brano Gujarātī paraḍālā pan̄jābī paruvālā, dal film Kiṣkindhakāṇḍa (1994), dov'era cantata da Sripati Panditaradhyula Balasubrahmanyam e Krsnan Santakumari Citra; quella di Cinnadam'mē cīkulu è di una corrispettiva omonima dal film Samarpaṇa (1994), cantata da Srinivasamurti; quella di Siṅgamalai è di Lāl salām, dal film People's Encounter (1991), cantata da Sripati Panditaradhyula Balasubrahmanyam. Cīma cīma era stata composta originariamente col titolo di Cēpā cēpā per il film Sāhasavīruḍu Sāgarakan'ya (1996), ma era rimasta inutilizzata, mentre Nuvvu whistle-stē per un film di NTR Jr. mai andato in porto. Cirāku anukō è invece un plagio di Cotton Eye Joe dei Rednex, l'ultimo da parte di Kiravani. La scomessa di Rajamauli è stata vinta, siccome anche la colonna sonora si è rivelata un successo commerciale, aumentando la popolarità del film, nonostante alcune critiche si siano levate comunque.
Musiche di M. M. Kiravani; edizioni musicali Aditya Music.
Durata totale: 33:16
Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche dell'Andhra Pradesh a partire dal 9 luglio 2003.
Il film è stato un enorme successo al botteghino dell'Andhra Pradesh, incassandovi ca. 327 milioni di rupie (ca. 3,5 milioni di dollari nel 2003). È rientrato nei costi di produzione prima di uscire in sala, venendo infatti venduto ai vari circuiti di distribuzione per una cifra pari a 115 milioni di rupie. È stato il film in lingua telugu di maggior incasso dell'anno.[senza fonte] È restato in cartellone per 50 giorni in 167 o 173 città e villaggi, per 100 giorni in ca. 150 città e villaggi e per 175 giorni in ca. 55 villaggi e centri abitati, battendo gli analoghi risultati ottenuti da Ciranjivi con Indra (2002), ma non gli incassi di 350 milioni di rupie di quest'ultimo. Anni dopo, tuttavia, Rajamauli ha parzialmente smentito l'attendibilità di queste cifre, dichiarando che: «eravamo tutti contenti [...] [del] successo, essendo restati oltre 100 giorni in svariate sale. [...] Ma il produttore ha gonfiato i numeri, e sbandierato che il film fosse restato in cartellone addirittura per più di 175 giorni, a scopo pubblicitario. Mi ha fatto sentire irritato e umiliato», giurando a sé stesso che non avrebbe più lavorato con produttori che ricorrevano a simili strategie, anche se una situazione del genere si sarebbe ripetuta con Magadheera (2008).
Il successo del film ha fatto sì che a Rajamauli venisse attribuito il merito per quello dell'esordio Student No. 1 (2001), del quale era considerato poco più che un prestanome del produttore Kovelamudi Raghavendraravu, lanciando la sua carriera a Tollywood. Inoltre rese NTR definitivamente una star.
Gudipudi Srihari, critico di punta di Tollywood per il periodico The Hindu, ha promosso il film, sebbene con alcune riserve, definendolo «un duro e puro film d'evasione pieno di scene implausibili [che] riesce comunque a divertire» e scrivendo che: «NTR raggiunge nuove vette come action hero. La sua dizione è buona e l'interpretazione equilibrata. Dimostra grande disinvoltura sia nella recitazione che nel ballo. Nacar infonde dignità al suo personaggio. La fotografia è eccellente e anche la musica di Kiravani è un punto di forza», bocciandone invece il secondo tempo "indigesto", i «troppi combattimenti [che] guastano il ritmo» e il «cattivo gusto [...] [del]la parte comica ambientata nel reparto di naturopatia».
In rete, Jivi di Idlebrain.com ha promosso il film con 3 stelle e ½, promuovendo l'interpretazione e la presenza scenica di NTR che aveva trovato carenti proprio nel precedente film di Rajamauli Student No. 1: «questo personaggio gli ha offerto l'opportunità di sfruttare appieno le sue capacità recitative per impressionare il pubblico, e lui ha usato ogni inquadratura per lasciare un segno nel cuore degli spettatori [...] sfoggia[ndo] l'intero spettro delle emozioni umane: innocenza, audacia e astuzia. Le sue doti di ballerino, disinvolte e naturali, raggiungono nuove vette. È straordinario nelle scene d'azione e il suo linguaggio del corpo e le espressioni facciali rendono credibili anche le scene più incredibili. Padroneggia il timbro vocale con naturalezza da una battuta all'altra, a seconda delle necessità». Ha riservato lodi anche al resto del cast, tra cui una Bhumika Cavla, «perfetta per la parte. Ci conquista con il suo aspetto innocente, ideale per interpretare la minorata [...] ma, nella canzone Nuvvu whistle-stē, è possibile ammirarne una versione totalmente inedita e più sensuale», un'Anikta «a suo agio nel ruolo di donna oggetto che non esita a spogliarsi al minimo pretesto [...] con gioia dei guardoni», lamentandone la scomparsa nel secondo tempo, e un «Nacar perfetto per la parte», promuovendo a differenza di Gudipudi la linea comica. Sul comparto tecnico, ha riservato lodi in particolare alla regia di Rajamauli per la sua capacità di bilanciare «combattimenti, commedia, romanticismo, masala e dialoghi con polso fermo, senza perdere il controllo della narrazione [...] sarà un grande regista in futuro», e alla fotografia, lodando le scene di tramonto come quelle prima dell'intervallo. È stato però concorde con Gudipudi nel trovare che il secondo tempo risultasse appesantito dalla lunghezza del flashback, che induceva lo spettatore a credere che, con la sua fine, stesse finendo anche il film, trovandosi invece di fronte al vero climax.