| Student No. 1 | |
|---|---|
| Titolo originale | స్టూడెంట్ నెం. 1 |
| Lingua originale | telugu |
| Paese di produzione | India |
| Anno | 2001 |
| Durata | 148 min |
| Rapporto | 2,39:1 |
| Genere | commedia, azione, drammatico, sentimentale, musicale |
| Regia | S. S. Rajamauli |
| Soggetto | Prthvi Teja |
| Sceneggiatura | Visvanath, Prthvi Teja, Kovelamudi Raghavendraravu |
| Produttore | Kovelamudi Raghavendraravu |
| Casa di produzione | Svapna Cinema |
| Fotografia | Hari Anumolu |
| Montaggio | Kotagiri Venkatesvararavu |
| Musiche | M. M. Kiravani |
| Interpreti e personaggi | |
| |
| Doppiatori originali | |
| |
Student No. 1 (in telugu స్టూడెంట్ నెం. 1, pron. AFI: [s̪ʈuːɖeɳʈ n̪em wʌn]; lett. "studente nº 1") è un film del 2001 diretto da S. S. Rajamauli, al suo esordio alla regia.
Aditya è un pacioccone la cui ragione di vita è studiare giurisprudenza alla facoltà dove s'è iscritto, anche a costo di farsi investire, e di investire gli altri a piedi, come impara a proprie spese la bella compagna di corso Anjali, pur di arrivare in orario a lezione. Ma il primo giorno l'attende una brutta sorpresa: imperversa infatti nel campus una banda di bulli guidata dal fuoricorso Satya, che, con l'unico scopo di punire i "secchioni", ha strappato da tempo il controllo dell'istituto al corpo docenti, costringendoli (per la gioia dei più) a interrompere esami e lezioni, punendo chiunque venga trovato a studiare anziché oziare o infastidire le ragazze. Disperato, Aditya escogita stratagemmi per studiare comunque: prima prova a blandire i bulli, poi nasconde dei libri di testo tra le pagine di una fanzine di Tollywood e, colto sul fatto, sopporta immobile l'essere subissato di palle da baseball per 5 minuti pur di strappare a Satya la concessione di studiare per un solo giorno, crollando a due secondi dalla fine. Resosi conto che Satya è innamorato di Anjali, che non reciproca, lo manipola suggerendogli di studiare romanzi rosa e film romantici per fare breccia nel cuore dell'inavvicinabile ragazza. Aditya però non si accorge che Anjali si è innamorata di lui e ha preso a pedinarlo, nella speranza di scoprire dove il ragazzo misterioso deve far ritorno ogni giorno con la stessa fretta con cui arriva. Ispirata dal voltafaccia di Satya, l'intera università si butta a capofitto nello studio e per prof e studentesse torna la pace, siccome gli ex bulli ora catalizzano tutta la loro energia in opere di bene. Tuttavia, pur avendo seguito alla lettera le istruzioni di Aditya, Satya viene respinto quando si dichiara ad Anjali. Furioso, torna quello di prima e la rapisce, intenzionato a sfregiarla con l'acido. Aditya si rivela allora un formidabile combattente e la salva, sconfiggendo da solo l'intera banda e rivelando, di fronte al campus, di venire ogni giorno in università dalla prigione dove sconta la sua pena: è infatti un assassino.
Anni prima, Aditya, molto legato alla madre e alla sorella, si vede costringere dal padre Raghavaravu, professore col chiodo fisso dello status sociale, a studiare giurisprudenza anziché ingegneria come gli sarebbe piaciuto. Per strada, un giorno salva una ragazza da degli stupratori, ma, nella colluttazione, ne uccide uno per errore. Scosso, tenta di tenerlo nascosto alla famiglia e soprattutto al padre, già adombrato per gli esami non passati, ma la verità emerge lo stesso: Raghavaravu, inflessibile e sordo a ogni supplica, lo disconosce, sognando un figlio «avvocato e non imputato». Cacciato di casa, ad Aditya non resta che costituirsi, forte del suo avere agito in difesa altrui. La polizia si dimostra inizialmente comprensiva, ma, al momento della testimonianza della vittima, quest'ultima, una ragazza di buona famiglia timorosa di uno scandalo, ritratta ogni cosa e Aditya vede l'imputazione trasformarsi da omicidio colposo a omicidio volontario e falsa testimonianza, finendo condannato all'ergastolo. In prigione, decide di farsi perdonare dal padre laureandosi in legge. Ottiene di frequentare i corsi in libertà vigilata grazie al direttore "illuminato" del carcere, che nel suo tempo dietro le sbarre riesce a trasformare in un vero centro di rieducazione.
Tutti sono commossi dall'esempio di Aditya e giurano di impegnarsi nello studio d'ora in poi. Intanto, Raghavaravu finisce anch'egli in prigione, accusato ingiustamente di essersi fatto corrompere per passare le domande d'esame d'ammissione al facoltoso palazzinaro Samba, che ne ha ordito l'arresto dopo che aveva rifiutato la sua mazzetta. Ignorando di trovarsi nella stessa prigione di Aditya, Raghavaravu continua a insistere di "non avere più un figlio", finché non tocca con mano la stima di cui egli gode presso gli altri detenuti e lo stesso direttore, il quale era stato supplicato invano di scarcerarlo da Aditya, incrollabilmente fiducioso nell'innocenza paterna. Resosi conto del suo errore, gli chiede umilmente perdono e lo riaccoglie in famiglia, con grande gioia di madre e sorella. Aditya riceve provvidenzialmente notizia della laurea e può così difendere il padre in tribunale, scoprendo però che il giudice è proprio il padre della ragazza che l'ha fatto finire in prigione. Nonostante l'abilità di Aditya come principe del foro e le prove schiaccianti portate in aula, l'accusa ha gioco facile a demolirne la credibilità a causa dei trascorsi penali. Durante la pausa pranzo, prevedendo una facile assoluzione, Samba si incontra coi migliori offerenti per vendere le domande d'esame, ma Aditya lo ferma, sconfiggendone gli scagnozzi e facendolo schiantare in auto. Incastrato tra le lamiere, viene cosparso di benzina e sta per essere arso vivo da Satya, ormai redentosi e, come il resto dei compagni di corso, furibondo verso lo sfregio agli studenti "meritori" che rappresentano il futuro dell'India, quando sopraggiunge il giudice: pur di salvarsi la vita, Samba confessa la sua colpevolezza, scagionando Raghavaravu e venendo arrestato. Il giudice confessa quindi di essere stato proprio lui a spingere sua figlia a mentire e rassegna le dimissioni, riscattando quindi la reputazione di Aditya, che può coronare il suo amore con Anjali.
Nel 2001, il produttore Kovelamudi Raghavendraravu, fondata insieme a Calasani Asvinidat della Vaijayanti Movies la joint venture Svapna Cinema, era alla ricerca di un mestierante che dirigesse un nuovo star vehicle per NTR, il cui esordio, Ninnu cūḍālani (2001), era stato un flop al botteghino. Preso nota della maniera in cui il pubblico aveva respinto l'attore come protagonista romantico, aveva quindi scritto una sceneggiatura che ne esaltasse invece le qualità "eroiche", puntando a una forma di divismo più simile a quello del nonno.
L'offerta è giunta a Rajamauli, che aveva diretto per Kovelamudi spot pubblicitari e una soap opera di successo, Śānti nivāsaṁ (2000–01), di cui buona parte del cast, tra cui Kanakala Rajiv e Chatrapati Sekhar, avrebbe infatti recitato nel film in ruoli di contorno. Originariamente, avrebbe dovuto essere co-diretto da Rajamauli insieme a Mullapudi Vara, l'altro regista di Śānti nivāsaṁ, ma Kovelamudi voleva evitare confusione innecessaria in fase di riprese di quello che avrebbe dovuto essere un film puramente di cassetta, optando per il solo Rajamauli, il quale si sarebbe poi dichiarato "sorpreso" dalla decisione, considerandosi il 5º in ordine d'importanza tra i suoi protégé. Pur sentendosi ancora inesperto, ha accettato senza esitare, per timore che un'occasione del genere non si ripetesse: «Ci sono migliaia di aspiranti registi che bussano alle porte delle case di produzione ogni giorno per una possibilità. E con me gli astri si erano allineati, senza nemmeno chiederlo». Rajamauli si è sempre dichiarato insoddisfatto della sua prima prova da regista, definendola «amatoriale, nel migliore dei casi, eccetto che forse per la scena prima dell'intervallo», ricordando poi come le riprese dovettero essere brevemente interrotte perché non sapeva adoperare il cameracrane, non richiesto dai più semplici movimenti di macchina di Śānti nivāsaṁ. In cambio Kovelamudi si riservò la qualifica, ben più preponderante nei titoli di testa, di darśakatva paryavēkṣaṇa (దర్శకత్వ పర్యవేక్షణ, lett. "supervisione alla regia"), con però l'effetto di suggerire che lo sconosciuto esordiente in cabina di regia, trattandosi inoltre di un film che Kovelamudi aveva sceneggiato e prodotto, fosse poco più che un prestanome.
Il budget è stato di 18,5 milioni di rupie (ca. 400 000 dollari nel 2001). Il numero musicale del brano Kāsta nannu è stato girato in Svizzera.
La colonna sonora e le canzoni del film sono state composte dal cugino di Rajamauli, M. M. Kiravani. La melodia di Kūcipūḍi kainā è plagiata da quella di Kuṟukku ciṟuttavaḷē di A. R. Rahman (dal film di Kollywood Mutalvaṉ, 1999).
Durata totale: 28:30
Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche dell'Andhra Pradesh a partire dal 27 settembre 2001 in 40 copie.
Il film è stato un successo al botteghino dell'Andhra Pradesh, incassandovi ca. 120 milioni di rupie (ca. 2,6 milioni di dollari nel 2001). È rientrato nei costi di produzione già prima di uscire in sala, venendo infatti venduto ai vari circuiti di distribuzione per una cifra pari a 27,5 milioni di rupie. È stato il 7º maggior incasso dell'anno per un film in lingua telugu. È restato in cartellone per 50 giorni in 73 città e villaggi, mentre per 100 giorni in 42 città e villaggi. Il successo del film ha permesso sia a Rajamauli che a NTR di continuare la loro carriera nel cinema.
Jivi di Idlebrain.com ha promosso il film con 3 stelle e ¼, scrivendo che NTR Jr. mostrava un «notevole miglioramento come attore se paragonato al suo primo film, Ninnu cūḍālani. Ma la sua pinguedine e il linguaggio del corpo lasciano ancora a desiderare. Sebbene abbia lavorato duramente [...] quel che gli manca ancora è il fascino naturale nel muoversi e la disinvoltura nel ballare. Anche il timbro vocale necessita di miglioramenti» e definendo la regia di Rajamauli «encomiabile» e in particolare le «scene d'azione e di mass [...] davvero ottime».