| Sorin Group | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Società per azioni |
| Borse valori | Borsa Italiana (2004–2015) |
| ISIN | IT0003544431 |
| Fondazione | 1956 a Saluggia |
| Fondata da | Montecatini e Gruppo Fiat |
| Chiusura | 2015 Fusione con Cyberonics, Inc. in LivaNova |
| Sede principale | Milano |
| Gruppo | SNIA |
| Settore | Medicale |
| Prodotti | Apparecchiature medicali |
| Fatturato | oltre 700 milioni di euro |
| Dipendenti | circa 4.800 |
| Sito web | www.sorin.com |
Sorin Group S.p.A. è stata una società italiana produttrice di apparecchi medicali, in particolare per il trattamento delle malattie cardiovascolari e renali.
Era quotata alla Borsa di Milano dal 5 gennaio 2004, dopo essere stata scissa dal gruppo chimico SNIA. Il 19 ottobre 2015 è stata revocata dalle negoziazioni in seguito alla fusione con la statunitense Cyberonics, Inc., che ha dato vita alla LivaNova. Contava su circa 4.800 dipendenti, con un fatturato di oltre 700 milioni di euro.
La società nasce a Saluggia nel 1956 come Società Ricerche Impianti Nucleari - SORIN, con azionisti Montecatini e Fiat, allo scopo di effettuare ricerche nel settore nucleare. Il reattore Avogadro viene inaugurato alla fine del 1959. In seguito alla nazionalizzazione dell'energia elettrica degli anni sessanta, Sorin diversifica ed inizia la produzione di valvole mitraliche e stimolatori cardiaci, assumendo la denominazione di Sorin Biomedica S.p.A.
Nel 1985, si quota alla Borsa di Milano; la catena societaria è composta dalla controllante Bioengineering International B.V. di Amsterdam che, a sua volta, fa capo alla Ihf International Holding Fiat S.A. di Lugano, controllata da Fiat Spa. L'anno successivo la partecipazione Sorin è trasferita a SNIA BPD. Nel 1992 Sorin Biomedica acquista la divisione cardiovascolare di Pfizer Inc. (già operante con il marchio Shiley) per 250 milioni di dollari, acquisendo contestualmente Dideco S.r.l. – leader europeo nella circolazione extracorporea – e Stöckert Instrumente GmbH, affermandosi come player internazionale nel mercato della circolazione extracorporea. Nel 2000 è fusa per incorporazione nella controllante SNIA. Nel dicembre 2003, Sorin Group S.p.A. viene nuovamente creata per ricevere il ramo Tecnologie Medicali che viene contestualmente scisso da SNIA.
Il 26 febbraio 2015, Sorin Group ha annunciato la fusione con il produttore statunitense di dispositivi medici Cyberonics, Inc. per formare una nuova società holding con sede nel Regno Unito. Il 25 giugno 2015 le due aziende hanno svelato il nome della nuova società: LivaNova, dalla combinazione delle parole live (inglese, "vivere") e nova (latino, "nuovo"). La fusione è stata perfezionata il 19 ottobre 2015, con quotazione delle azioni LivaNova al NASDAQ e al London Stock Exchange con il simbolo "LIVN". LivaNova ha operato inizialmente con tre divisioni: cardiochirurgia (sede operativa a Mirandola), neuromodulazione (Houston) e gestione del ritmo cardiaco (Clamart, Francia). Nel 2018 la divisione gestione del ritmo cardiaco è stata ceduta a MicroPort Scientific Corporation per 190 milioni di dollari. Nel 2020 è stata dismessa anche la divisione valvole cardiache, ceduta a Gyrus Capital per 73 milioni di dollari e confluita nella nuova società Corcym.
I maggiori azionisti della Sorin sono stati Bios S.p.A (al 19%), MPS (7%), Equinox Two SCA (tramite Tower6 Bis Sarl con il 6,69%), Finsoe S.p.A. (tramite Unipol con il 4,56%), Zadig Gestion (3,01%). Gli azionisti di Bios sono Tower6 Sarl e Hopa.
Il 9 gennaio 2014 il MPS ha comunicato di aver ceduto l'intera partecipazione in Sorin.
A partire dal 2012, la Procura della Repubblica di Milano aveva aperto un'inchiesta a carico degli ex amministratori di SNIA relativamente alla scissione SNIA-Sorin del 2003, ipotizzando il reato di falso in bilancio e associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta per distrazione per 572 milioni di euro di patrimonio netto conferiti nella Sorin. Nel febbraio 2015, sette ex consiglieri di amministrazione – tra cui Emilio Gnutti, Carlo Callieri e Umberto Rosa – sono stati rinviati a giudizio per concorso in bancarotta per distrazione. Il processo si è concluso nel maggio 2019 con l'assoluzione di tutti gli imputati con formula piena («perché il fatto non sussiste»).
Parallelamente, SNIA in amministrazione straordinaria ha convenuto in giudizio Sorin (poi LivaNova) chiedendone la responsabilità solidale per i costi di bonifica di tre siti industriali contaminati, riconducibili ad attività del gruppo SNIA antecedenti alla scissione del 2003. Nel 2016 il Tribunale di Milano aveva respinto le domande, ma la Corte d'Appello ne ha successivamente riconosciuto la responsabilità di LivaNova entro i limiti dell'attivo trasferito con la scissione, condannandola a rimborsare complessivamente circa 453 milioni di euro. Nel luglio 2024 la Corte di giustizia dell'Unione europea – chiamata in via pregiudiziale – ha stabilito che la responsabilità solidale delle società beneficiarie di una scissione si estende anche ai debiti di natura indeterminata al momento dell'operazione, come i costi di bonifica ambientale. Nel marzo 2025 la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna di LivaNova.