Space Invaders Part II

Space Invaders Part II
videogioco
Schermata di gioco
Titolo originaleスペースインベーダー・パートII?
PiattaformaArcade
Data di pubblicazioneGiappone luglio 1979
Mondo/non specificato gennaio 1980
GenereSparatutto a schermata fissa
TemaFantascienza
OrigineGiappone
SviluppoTaito
PubblicazioneTaito, Midway Manufacturing
DesignTomohiro Nishikado
Modalità di giocoGiocatore singolo, due giocatori alternati
Preceduto daSpace Invaders
Seguito daReturn of the Invaders
Specifiche arcade
CPUIntel 8080 a 2 MHz
Processore audioTexas Instruments SN76477
SchermoRaster verticale
Risoluzione256x224 pixel
Periferica di inputJoystick 2 direzioni, 1 pulsante

Space Invaders Part II (スペースインベーダー・パートII?, Supēsu Inbēdā Pāto II) è un videogioco arcade di genere sparatutto a schermata fissa del 1979, edito dalla Taito. Sequel diretto di Space Invaders (1978), in esso vede il giocatore controllare un cannone laser incaricato di distruggere formazioni di alieni in discesa, schivandone al contempo i proiettili. Sono state introdotte nuove caratteristiche, come alieni che si dividono in due se colpiti, un limite di punteggio più elevato che consente di salvare le proprie iniziali e brevi sequenze animate tra un livello e l'altro.

Il titolo è stato realizzato riutilizzando le schede arcade in eccedenza di Space Invaders. Tomohiro Nishikado, autore dell'originale, si è occupato anche della progettazione di Part II, completandola in due mesi e integrando idee rimaste precedentemente inutilizzate. In Nord America è stato distribuito da Midway Manufacturing, con il nome locale di Deluxe Space Invaders.

Modalità di gioco

Le meccaniche di Space Invaders Part II sono simili a quelle del suo predecessore. Il giocatore controlla un cannone laser e deve eliminare tutti gli alieni che avanzano verso il basso dalla parte superiore dello schermo, con l'obiettivo di conquistare la Terra. Gli alieni si spostano lentamente verso il bordo dello schermo per poi scendere di livello, aumentando la velocità man mano che ne vengono abbattuti. Egli può proteggere il proprio cannone dai proiettili in arrivo riparandosi sotto grandi scudi, che si danneggiano se colpiti dai colpi sparati da entrambe le parti. Occasionalmente, nella parte superiore dello schermo appare un UFO che può essere abbattuto per ottenere punti bonus.

Il titolo introduce anche diversi elementi inediti. Alcuni alieni si dividono in due unità più piccole quando vengono colpiti. Può apparire un nuovo tipo di UFO che lampeggia mentre si sposta verso il lato dello schermo e che può essere abbattuto solo quando diventa visibile. Nei livelli avanzati, gli UFO hanno la capacità di rilasciare ulteriori alieni quando ne rimangono pochi in gioco. Il completamento di ogni livello offre al giocatore una breve sequenza animata che mostra un alieno in fuga a bordo di un UFO. I livelli sono indicati dal numero visualizzato sugli scudi.

Accoglienza

La rivista Cash Box apprezzò la grafica colorata e le meccaniche di gioco aggiuntive, affermando che avrebbero "accresciuto il divertimento dei giocatori più appassionati ed esperti". Un'altra ​​rivista, New Computer Express, si mostrò indifferente nei confronti di Prize Space Invaders a causa del prezzo elevato, pur riconoscendo che la meccanica legata ai premi rendeva tale aspetto in qualche modo perdonabile. In una retrospettiva del 1998, AllGame definì Space Invaders Part II "appena un sequel", dato che presentava pochissime differenze rispetto al gioco precedente, pur apprezzandone la sfida e la grafica a blocchi. AllGame criticò inoltre il titolo per la tendenza a diventare noioso e ripetitivo dopo sessioni di gioco prolungate. Tomohiro Nishikado, creatore di Space Invaders, preferisce questa versione all'originale, citando la varietà del gameplay.

Emulazione

Space Invaders Part II è incluso nelle raccolte Space Invaders Virtual Collection (1995), Space Invaders Anniversary (2003), Taito Memories Gekan (2005), Taito Legends (2005), Taito Legends Power-Up (2006), Space Invaders Pocket (2007) e nella recente Space Invaders Invincible Collection.

Note

  1. ↑ (JA) Masumi Akagi, アーケードTVゲームリスト 国内•海外編 (1971-2005), Nishinomiya, Amusement Tsūshin-sha, 2006, p. 41, ISBN 9784990251215.
  2. ↑ (JA) Masumi Akagi, アーケードTVゲームリスト 国内•海外編 (1971-2005), Nishinomiya, Amusement Tsūshin-sha, 2006, p. 136, ISBN 9784990251215.
  3. ↑ (JA) Game Maestro Volume 1, Mainichi Communications, dicembre 2000, ISBN 4839903182. URL consultato il 25 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2019).
  4. ↑ (EN) Simon Parkin, The Space Invader, in The New Yorker, 17 ottobre 2013. URL consultato il 25 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2014).
  5. ↑ (EN) Staff, Taito Talks, in GamesTM, n. 36, Highbury Entertainment, ottobre 2005, pp. 132–133, ISSN 1478-5889 (WC · ACNP).
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Space Invaders Virtual Collection instruction manual (translated from Japanese) (PDF), Taito, 1º dicembre 1995. URL consultato il 14 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2019).
  7. ↑ (EN) 'Deluxe Space Invaders' Rekindles Interest in Cocktail Table Models, in Cash Box, 15 marzo 1980, p. 65. URL consultato il 24 ottobre 2019.
  8. ↑ (EN) Hatstand Corner, in New Computer Express, n. 51, 10 agosto 1991. URL consultato il 24 ottobre 2019.
  9. 1 2 (EN) Anthony Baize, Space Invaders Part II, su AllGame, 1998. URL consultato il 24 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2014).
  10. ↑ (EN) Nishikado-San Speaks, in Retro Gamer, n. 3, Live Publishing, p. 35.
  11. ↑ (EN) Justin Calvert, Empire signs Space Invaders titles, su GameSpot, 22 gennaio 2004. URL consultato il 25 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2019).
  12. ↑ (EN) Sal Romano, Space Invaders: Invincible Collection launches March 26, 2020 in Japan, su Gemasutra, 5 luglio 2019. URL consultato il 25 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2019).

Bibliografia

Collegamenti esterni

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