| Spoletosfera | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Città | Spoleto |
| Codice postale | 06049 |
| Informazioni generali | |
| Tipo | teatro, struttura, cupola geodetica e opera creativa |
| Progettista | Richard Buckminster Fuller |
| Collegamenti | |
| Fine | 1967 |
| Mappa | |
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Spoletosfera è una struttura tecnica chiamata "cupola geodetica", donata alla città di Spoleto nel 1967 dall'autore/inventore l'architetto Richard Buckminster Fuller in occasione del X Festival dei Due Mondi. In concomitanza Giovanni Carandente allestiva una personale mostra di Fuller dal titolo: “Le strutture di Fuller: 40 anni di ricerca architettonica, 1927-1967”.
La cupola geodetica, brevettata da Fuller nel 1954, riproduce la sfericità schiacciata della terra (geoide). È un qualcosa a metà tra opera d'arte e struttura tecnica: è formata da una combinazione di elementi triangolari prefabbricati in metallo, collegati con giunti nodali, disposti in modo da permetterle di sorreggersi da sola, senza bisogno di muri interni o pilastri di sostegno. La sua costruzione si basa sull'estensione di alcuni principi base dei solidi semplici (tetraedro, ottaedro e solidi con numero di facce maggiori) che possano considerarsi approssimazione della sfera. Ne risulta una struttura estremamente leggera e allo stesso tempo stabile, di basso costo, facile da trasportare e semplice nel montaggio.

Spoletosfera misura circa 21 m. di diametro. Collocata a sud del centro storico della città, di fronte alla Casina degli ippocastani, in un'area verde tra viale Matteotti e viale Martiri della Resistenza, è oggi divenuta parte integrante del paesaggio urbano: ulteriore espressione del connubio antico/moderno presente a Spoleto fin dal 1962, anno dell'allestimento della mostra a cielo aperto Sculture nella città.
Coperta con un telo diventa un ambiente utilizzabile per spettacoli off, conferenze, recital e mostre d'arte. Nel tempo ha ospitato eventi artistici di vario interesse: happening, installazioni, performance e concerti. Lo stesso Fuller la inaugurò con una lezione di meccanica razionale e con dimostrazioni di "balletti della mente".
In seguito la struttura è rimasta inutilizzata fino al 2008, quando, in occasione dell'apertura di un parcheggio sotterraneo proprio in quell'area e grazie all'idea dell'assessore alla cultura Giorgio Flamini e all'intervento dei fratelli Monini, è stata dotata di un sistema di illuminazione non invasivo formato da circa 105.000 luci a LED bianche sostenute da 750 metri di tubo trasparente, che la rende viva e suggestiva anche nella ore notturne. foto[collegamento interrotto]
Successivamente ha ospitato altri eventi nell'ambito del Festival dei Due Mondi:
Richard Buckminster Fuller nel 1968 insieme all'architetto Shoji Sadao realizza un'altra opera per Spoleto: