Il nome scientifico del genere è stato definito per la prima volta dai botanici Harold Ernest Robinson (1932-2020) e Vicki Ann Funk (1947-2019) nella pubblicazione Botanische Jahrbücher für Systematik, Pflanzengeschichte und Pflanzengeographie. Leipzig (Bot. Jahrb. Syst. 108(2-3): 227) del 1987.
Descrizione
Il portamento delle piante di questa voce è fruticoso (di aspetto arbustivo). Altezza massima 1,5 - 2 metri. La pubescenza è fatta di semplici peli multisettati. Gli organi interni di queste piante contengono lattonisesquiterpenici.
Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo alterno. La lamina è intera, in genere a forma da lanceolata a ellittico-ovata. Le venature sono pennate. Entrambe le facce sono ricoperta da peli stipitato-ghiandolosi (quella abassiale in particolare è tomentosa).
Le infiorescenze sono di tipo terminale, formate da alcuni capolini (fino a 15 - 20). Frammisti ai capolini sono presenti delle fogliose brattee che li ricoprono abbondantemente. La struttura dei capolini, omogami e discoidi, è quella tipica delle Asteracee: un peduncolo sorregge un involucro composto da 100 - 130 brattee disposte su circa 8 serie che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono i fiori di tipo tubuloso. Le brattee, persistenti, sono provviste di apici stretti. Il ricettacolo può essere provvisto di pagliette oppure no.
Corolla: la corolla, formata da un tubo imbutiforme terminanti in 5 lobi, può essere pubescente o glabra. Il colore varia da lavanda a biancastro.
Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e distinti, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo. Le appendici delle antere sono sclerificate e glabre (e senza ghiandole). Le teche delle antere prive di code. Il polline è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed echinato (con punte) ma non "lophato".
Gineceo: Lo stilo è filiforme con base nodosa o diritta. Gli stigmi dello stilo sono due lunghi e divergenti; sono sottili, pelosi (peli a spazzola affilati e settati) e con apice acuto. L'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli. Gli stigmi hanno la superficie stigmatica interna (vicino alla base).
I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni, a forma più o meno cilindrica, hanno 5 coste con superficie in genere glabra. All'interno si può trovare del tessuto di tipo idioblasto e rafidi di tipo subquadrato da corti a moderatamente allungati; non è presente il tessuto tipo fitomelanina. Nella zona apicale dell'achenio è presente un anello all'interno del quale è posizionato il pappo che è formato da setole multiseriate. Le setole, facilmente decidue e usualmente non sclerificate alla base, sono corte e colorate di giallastro.
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
La distribuzione delle piante di questa voce è relativa al Messico.
Da un punto di vista filogenetico in base alle ultime analisi sul DNA la tribù Vernonieae è risultata divisa in due grandi cladi: Muovo Mondo e Vecchio Mondo. I generi di Leiboldiinae sono posizionati in un piccolo subclade centro-americano tra i cladi del Nuovo e Vecchio Mondo. Nelle varie analisi filogenetiche questa sottotribù è risultata la prima a separarsi dal gruppo del Nuovo Mondo.
La sottotribù, e quindi i suoi generi, si distingue per i seguenti caratteri:
l'areale di questo gruppo è il Messico e l'America centrale
In precedenza la tribù Vernonieae, e quindi la sottotribù (Leiboldiinae) di questo genere, era descritta all'interno della sottofamiglia Cichorioideae.
I caratteri distintivi per le specie di questo genere (Stramentopappus) sono:
nella zona apicale dell'achenio è presente un anello all'interno del quale è posizionato il pappo;
le brattee dell'involucro sono provviste di apici stretti.
Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy & R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.