Idiofoni

Negli strumenti musicali denominati idiofoni secondo la classificazione Hornbostel-Sachs (H-S: 1) il suono è prodotto dalla vibrazione del corpo stesso dello strumento, senza l'utilizzo di corde o membrane tese e senza che sia una colonna d'aria a essere fatta vibrare.

In base alla classificazione gli idiofoni si suddividono nelle seguenti famiglie:

Gli idiofoni sono realizzati in materiali diversi, come il metallo, il legno, l'osso e le materie plastiche. A differenza degli idiofoni a suono indeterminato, quelli a suono determinato sono suonati controllando la nota prodotta e rispettando le regole di intonazione delle varie culture musicali (scala cromatica "temperata" della musica colta occidentale, scale indiane, cinesi, intonazioni degli xilofoni africani).

Classificazione di Hornbostel-Sachs

Lo stesso argomento in dettaglio: Classificazione Hornbostel-Sachs.

Classificazione in base a materiale e altezza sonora

Idiofoni in osso

Idiofoni in metallo o legno

A suono determinato
Costituito da un unico elemento
Costituito da più elementi
A suono indeterminato
Lo stesso argomento in dettaglio: Idiofono a frequenza indefinita.

Note

  1. ↑ Questa catalogazione prevede l'utilizzo di numerazioni di riferimento per ogni tipologia di produttori di suono, suddividendoli nelle classi Idiofoni 1, membranofoni 2, cordofoni 3 e aerofoni 4. Ulteriori suffissi individuano le varie tipologie.
  2. ↑ Numero di catalogazione 111.
  3. ↑ 111.211
  4. ↑ 111.11
  5. ↑ 112.2
  6. ↑ Numero di catalogazione H-S: 112.1
  7. ↑ Numero di catalogazione H-S: 112.13
  8. ↑ Numero di catalogazione H-S: 112.3
  9. ↑ Numero di catalogazione H-S: 12
  10. ↑ La Zanza (Numero di catalogazione H-S: 121.1. Ve ne sono di prive di risuonatore 122.11; oppure con risuonatore 122.12) è anche chiamata Kalimba, Sanza, Sansa, Mbira (Zimbabwe), Chitata (Mozambico), Likembe (Congo, Zaire e Uganda). Lo strumento è abbastanza diffuso in tutta l'Africa equatoriale, oltre che in America, e nelle Antille, dove è giunto probabilmente con la tratta degli schiavi. La parola Zanza vuol dire “il legno” e indica il materiale di cui è fatto lo strumento, mentre Nsimbi significa invece “il ferro” ed è così che viene chiamata la Zanza sulle rive dello Zambesi, dove le linguette vibranti dello strumento sono appunto fatte di ferro. Strutturalmente lo strumento è piuttosto semplice, composto da una tavoletta di legno, piena o scavata, oppure di alcune canne di bambù incollate tra loro e ricoperte da un sottile foglio di fibra, su cui sono disposte un certo numero di lamelle, di metallo, di canna o di giunco, di diversa lunghezza, fermate ad un'estremità da una barretta trasversale e sollevate dal telaio/cassa armonica da un'altra barretta che funge da ponticello. Spesso alla cassa dello strumento viene associata una zucca vuota allo scopo di amplificarne il suono e favorirne la risonanza. Nel sud Katanga la cassa di risonanza è talvolta formata da una calotta cranica umana, ricoperta da una membrana vibrante in fibra, mentre in Congo può essere un guscio di tartaruga oppure una semisfera di legno. Lo strumento, che può assumere svariate forme, si suona pizzicando le lamelle con i pollici così da essere chiamato pianoforte a pollice. Anche nella cultura musicale europea è presente un idiofono a pizzico che sfrutta un congegno sonoro analogo a quello della zanza, reso però “automatico” da una molla, analoga a quella degli orologi meccanici: si tratta dei carillons.
  11. ↑ Numero di catalogazione H-S: 121.2. Nel caso di scacciapensieri con la lamina idioglottide, cioè tutt'uno col telaio al quale resta unita ad una estremità il numero di catalogazione h-S è 121.21
  12. ↑ Numero di catalogazione H-S: 13
  13. ↑ Numero di catalogazione H-S: 14

Bibliografia

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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