Studio di scacchi

I compositori Nikolaj Kralin e Yochanan Afek

Uno studio di scacchi, o più semplicemente uno studio, è una composizione scacchistica che rappresenta un finale di partita, creata da un compositore di studi, in cui si presenta al solutore una posizione da risolvere.

Introduzione

Lo studio di scacchi è diverso dal problema di scacchi per vari aspetti: nello studio non è indicato il numero di mosse per arrivare alla soluzione, mentre il problema si presenta generalmente con l'enunciato "il Bianco muove e dà matto in due mosse" oppure "il Bianco muove e dà matto in n mosse". La posizione iniziale di un problema è, inoltre, generalmente molto artificiale, difficilmente raggiungibile in partita, a differenza dello studio in cui si rivedono pattern più simili a quelli che si possono riscontrare in un vero finale di una partita a tavolino. L'enunciato di uno studio è del tipo "il Bianco muove e vince" oppure "il Bianco muove e patta", e lo studio si considera risolto quando si raggiunge una posizione inequivocabilmente vinta o pari, a seconda del caso. Il numero di mosse in cui questo obiettivo deve essere raggiunto non viene specificato: ogni studio può infatti presentare più linee di gioco di lunghezza differente.

Molti studi hanno dato contributi essenziali alla teoria dei finali, essendo in essi indicata la manovra corretta per vincere o pattare in una determinata posizione. Come per i problemi, lo studio per essere corretto deve avere un'unica soluzione, pur permettendo in alcuni casi mosse alternative minori, come per es. muovere un Cavallo da b1 a b5 con la manovra b1-c3-b5 oppure b1-a3-b5. In tal caso si ha un "duale minore", generalmente tollerato. Se lo studio ha una soluzione diversa fin dalla prima mossa da quella proposta dall'autore si ha un "cook" e lo studio viene detto "demolito". Come nel caso del problema, uno studio che non ha soluzione è detto insolubile (generalmente capita per via di una difesa efficace sfuggita all'analisi del compositore, anche se i computer hanno ridotto di molto questa eventualità).

Gli studi vengono presentati in concorsi di composizione, oggi regolamentati dalla WFCC (World Federation for Chess Composition).

La FIDE, tramite la WFCC, attribuisce i seguenti titoli a vita (assegnati indistintamente sia per la composizione di studi che di problemi):

Lo stesso argomento in dettaglio: Titoli FIDE per la composizione scacchistica.

Sono stati studiati vari metodi per la classificazione degli studi, i più usati attualmente sono:

Il codice di classificazione è utile per la ricerca di un determinato studio o posizione nei database. Il database dell'olandese Harold van der Heijden comprende (edizione del 2020) 93.839 studi, ed è considerato di riferimento a livello internazionale.

Esempi di studi

Richard Réti
Ostrauer Morgenzeitung, 1921
abcdefgh
8
h8 re del bianco
a6 re del nero
c6 pedone del bianco
h5 pedone del nero
8
77
66
55
44
33
22
11
abcdefgh
Il bianco muove e patta

Sulla destra vediamo un famoso studio di Richard Réti.

A prima vista sembra impossibile che il Bianco possa pattare: se il Re Bianco cerca di portarsi verso il pedone Nero non potrà mai raggiungerlo, mentre il Nero può catturare il pedone Bianco se cerca di promuovere. Tuttavia il Bianco può trarre vantaggio dal fatto che il Re può muovere in due direzioni nello stesso tempo: verso il pedone Nero e verso il proprio pedone.

La soluzione è la seguente: 1.Rg7! h4 (1...Rb6 2.Rf6! h4 3.Re5! con trasposizione) 2.Rf6! Rb6 (se 2...h3, 3.Re6 h2 4.c7 Rb7 5.Rd7 e anche il Bianco promuove) 3.Re5! Ora se 3...Rxc6 il Re Bianco si porta in f4 e ferma il pedone, mentre se 3...h3 4.Rd6 ed anche il Bianco promuove. In ogni caso il Bianco riesce ad ottenere la patta.

Questo tipo di finale è trattato nell'articolo Finali di pedoni.

Alois Wotawa
Deutsche Schachzeitung, 1944
abcdefgh
8
b7 pedone del nero
d7 pedone del nero
g7 re del bianco
c6 pedone del nero
d6 alfiere del bianco
c5 pedone del bianco
e5 pedone del bianco
f5 re del nero
a4 pedone del nero
c4 pedone del bianco
d4 pedone del nero
d3 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
8
77
66
55
44
33
22
11
abcdefgh
Il bianco muove e vince

Uno studio più complesso è quello del diagramma a destra, del compositore austriaco Alois Wotawa.

Sembra impossibile che il Bianco possa vincere, in quanto il pedone in a4 non può essere fermato. Ma anche il Bianco può promuovere, e se il Nero volesse impedirlo a suo carico sono pronte, incredibilmente, due varianti di matto!

1.Rh6!! Per giocare una mossa così apparentemente assurda bisogna aver calcolato molte difficili continuazioni.

1...a3 2.e6! con due svolgimenti:

- a) 2...dxe6 3.Ae5!! Rxe5 4.Rg5 a2 5.f4 matto;

- b) 2...Rxe6 3.Rg6 a2 4.f4 a1=D 5.f5 matto.

Una composizione molto originale dall'esito sorprendente, tipica dello stile di Alois Wotawa.

Storia

Matto di Dilārām
abcdefgh
8
b8 torre del nero
g8 re del nero
f6 pedone del bianco
g6 pedone del bianco
a4 re del bianco
c4 cavallo del nero
g4 cavallo del bianco
h4 torre del bianco
h3 elefante del bianco
b2 torre del nero
h1 torre del bianco
8
77
66
55
44
33
22
11
abcdefgh
Il bianco muove e vince. Il pezzo in h3 è un al-fīl (elefante) e muove di due case in diagonale (saltando eventuali pezzi ad una casa di distanza). Gli altri pezzi muovono come i corrispettivi moderni.

La composizione di studi è precedente alla forma moderna degli scacchi. Si trovano alcuni studi degli scacchi (Shatranj) in manoscritti risalenti al IX secolo. Gli arabi introdussero in Europa nel IX secolo una tipologia di studi simili a quelli moderni, detti mansūba, nei quali veniva fornita una posizione di mediogioco o finale con un determinato obiettivo (es. il Bianco muove e vince). Uno dei più noti tra quelli pervenuti è il matto di Dilārām, tramandato in un manoscritto di scacchi del XV secolo redatto da Firdewsi al-Tahihal, ma le cui origini risalgono al X secolo e probabilmente sono attribuibili al maestro arabo di shatranj Abu Bakr ibn Yahya al-Suli. Un aneddoto narra che il principe Murwardi, appassionato giocatore, in una sessione di gioco avesse perso tutti i suoi averi, mettendo in premio la sua bellissima moglie, Dilārām, in un'ultima disperata partita di rivincita. Il principe stava perdendo (posizione del diagramma a lato) quando Dilārām, con la frase "oh principe, sacrifica le torri ma non tua moglie", gli avrebbe suggerito una combinazione con la quale Murwardi vinse la partita, ovvero:

1.Th8+ Rxh8 2.Af5+ Rg8 3.Th8+ Rxh8 4.g7+ Rg8 5.Ch6#

I primi trattati sugli scacchi moderni, come quelli di Luis Ramírez de Lucena e Pedro Damiano (verso la fine del XV e inizio del XVI secolo) comprendono alcuni studi. Tuttavia questi studi sono ben diversi da quelli attuali, essendovi spesso pezzi non essenziali per la soluzione, cosa non permessa attualmente. Queste composizioni venivano chiamate con vari nomi (per es. Damiano le definiva "suttilitatae").

Il primo uso del termine studi risale al 1851 nell'opera "Chess Studies" dei tedeschi Bernhard Horwitz e Josef Kling, considerata generalmente come l'inizio della studistica moderna. Si ritiene che la composizione di studi si sia evoluta in una vera e propria arte verso la fine del XIX secolo, con Aleksej Troickij e Henri Rinck tra i primi esponenti più importanti.

Molti compositori, come Troickij, Rinck e Leonid Kubbel, sono conosciuti solo per la loro attività di studisti, ma alcuni famosi giocatori, tra cui Emanuel Lasker, Richard Réti, Vasilij Smyslov, Paul Keres, Pál Benkő, Aleksandr Beljavskij e Jan Timman, sono stati anche compositori di studi.

Principali compositori di studi

Josef Kling
Leonid Kubbel
John Nunn
Harold van der Heijden

Compositori di studi italiani

Rinaldo Bianchetti
Carlo Salvioli

Note

  1. ↑ Handbook of Chess Composition, di Hannu Harkola, pag. 25, v. link esterni.
  2. ↑ Soluzione dello studio di Wotawa:: 1.Rh6!! Per giocare una mossa così apparentemente assurda bisogna aver calcolato molte difficili continuazioni. 1...a3 2.e6! con due svolgimenti: a) 2...dxe6 3.Ae5!! Rxe5 4.Rg5 a2 5.f4 matto; b) 2...Rxe6 3.Rg6 a2 4.f4 a1=D 5.f5 matto.
  3. ↑ Puzzles: a thousand-year-old chess problem, su chessbase.com, ChessBase. URL consultato il 9 settembre 2013.
  4. ↑ (EN) WCCI 2022-2024 Results – WFCC, su wfcc.ch. URL consultato il 2 luglio 2025.
  5. ↑ Scacco! 1987, pag. 311
  6. ↑ (EN) Gatti, Daniele Guglielmo FIDE Chess Profile, su International Chess Federation (FIDE). URL consultato il 30 giugno 2025.
  7. ↑ www.arves.org - Gatti, Daniele 1987, su arves.org. URL consultato il 30 giugno 2025.
  8. ↑ (EN) International judges – WFCC, su wfcc.ch. URL consultato il 20 luglio 2025.
  9. ↑ Harold Van der Heijden, Editorial, in EG (2025), n. 239.
  10. ↑ (NL) Masterclasses, su Schaakvereniging Paul Keres, 1º settembre 2019. URL consultato il 5 luglio 2025.
  11. ↑ (SV) Springaren – Svenska Problemschackklubben, su springaren.se, 3 marzo 2025. URL consultato il 2 luglio 2025.
  12. ↑ Mikitovics János MAGYAR SAKKSZERZŐK - HUNGARIAN CHESS COMPOSERS, su www.magyarsakkszerzok.hu. URL consultato il 2 luglio 2025.
  13. ↑ (RU) 100 Memorable Studies – Chess Study Art, su chessstudy.art, 31 gennaio 2025. URL consultato il 2 luglio 2025.
  14. ↑ Infilata scacchi, Fare il problemista (con Daniele Gatti), su L’Infilata, 1º aprile 2025. URL consultato il 2 luglio 2025.
  15. ↑ AltriScacchisti, Dopo ben 141 anni un italiano ottiene il primo studio “Babson Task” corretto e legale, su Uno Scacchista, 28 gennaio 2025. URL consultato il 2 luglio 2025.
  16. ↑ Index Best Problems Magazine, su www.bestproblems.it. URL consultato il 2 luglio 2025.
  17. ↑ SuperProblem, su superproblem.ru. URL consultato il 2 luglio 2025.
  18. ↑ Torre & Cavallo Scacco! - N. 4 luglio-agosto 2025, su Messaggerie Scacchistiche. URL consultato il 2 luglio 2025.
  19. ↑ (RU) Таск Бабсона – Chess Study Art, su chessstudy.art, 2 febbraio 2025. URL consultato il 2 luglio 2025.
  20. ↑ Le mosse vincenti del sovramontino Gatti: è nel gotha mondiale del gioco degli scacchi, su Corriere delle Alpi, 8 gennaio 2025. URL consultato il 28 giugno 2025.
  21. 1 2 Gli Studi di Mario Micaloni (1) | Scacchierando.it, su scacchierando.it. URL consultato il 28 giugno 2025.
  22. ↑ (EN) Micaloni, Mario FIDE Chess Profile, su International Chess Federation (FIDE). URL consultato il 30 giugno 2025.

Bibliografia

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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