Sucho

Sucho
Сухо
Dipinto del faro di Vjačeslav Ovčinnikov
Geografia fisica
LocalizzazioneLago Ladoga
Coordinate60°24′30″N 32°05′18″E
Geografia politica
StatoRussia (bandiera) Russia
Circondario federaleNordoccidentale
Soggetto federaleOblast' di Leningrado
RajonVolchovskij
Cartografia
Mappa di localizzazione: Russia europea
Sucho
Sucho
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Sucho (in russo Сухо?) è una piccola isola artificiale situata nella parte sud-orientale del lago Ladoga, a circa 20 km dalla sua sponda meridionale. L'isola ha la forma di un ferro di cavallo irregolare e misura approssimativamente 90 × 60 metri.

L'isola fu realizzata a partire da un basso fondale all'inizio del XVIII secolo, per ordine dello zar Pietro I, come aiuto alla navigazione.

Storia

Secondo la leggenda, Pietro I scoprì la secca incagliandosi su di essa mentre navigava dalla baia del Volchov su uno jal (una piccola imbarcazione), esclamando: «Qui è asciutto!» (in russo: Zdes' sucho). Ordinò quindi a tutte le navi di passaggio di lasciare pietre sulla secca, così da formare un'isola, che divenne nota come Sucho («Asciutto»). L'accesso alla baia si trovava a sud-est, poiché in quel settore i venti orientali soffiavano di rado.

Nel 1891 vi fu costruito un alto faro in pietra.

Durante la seconda guerra mondiale, i sovietici presidiarono Sucho per contribuire alla difesa della parte meridionale del lago. La posizione dell'isola proteggeva le rotte di rifornimento che attraversavano il lago, inclusa la celebre Strada della Vita in inverno, diretta verso la Leningrado assediata, e copriva inoltre gli accessi alla base della Flottiglia del Ladoga a Novaja Ladoga, nella baia del Volchov. Nell'ottobre del 1942, un assalto dell'Asse contro l'isola, condotto con traghetti armati Siebel, subì gravi perdite nel tentativo di neutralizzare l'artiglieria costiera sovietica; lo scontro segnò di fatto la fine delle operazioni offensive efficaci dell'Asse sul lago.

Dopo la guerra fu installata una stazione meteorologica. L'isola restò disabitata dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica. Oggi vi rimane un faro automatizzato.

Note

  1. ↑ (RU) Ostrov Sucho, su Tajny XX veka. URL consultato il 21 febbraio 2025 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2015).
  2. ↑ (EN) Finnish navy in Continuation War, year 1942, su kotisivut.fonet.fi. URL consultato il 29 marzo 2018 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2014).
  3. ↑ (RU) Andrej Jur'evič Epatko, Tajny prošlogo. Zanimatel'nye očerki peterburgskogo istorika. Ot Petra I do našich dnej, Centrpoligraf, 1º gennaio 2013, ISBN 978-5-457-52337-1.
  4. ↑ (RU) Andrej Epatko, Ostrov Sucho, su mk-piter.ru, 12 febbraio 2003. URL consultato il 17 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2012).

Collegamenti esterni