Nishikawa Sukenobu

Bellezza con l'orologio, pittura su seta di Sukenobu: la bijin ("bella donna") sembra voler bloccare il meccanismo, presumibilmente per poter rimanere più a lungo con il suo amante. Prima metà del XVIII° secolo.

Nishikawa Sukenobu (西川 祐信?; Kyoto, 1671 – 1751) è stato un pittore e incisore giapponese di ukiyo-e e uno dei grandi interpreti dell'arte del bijin-ga.

Biografia

Nishikawa Sukenobu nacque nel 1671 a Kyoto ed ebbe come nomi personali Yusuke, poi Ukyo, mentre come nomi d'arte ebbe Jitokusai e Bunkado, spesso preceduti dall'espressione "Yamato eshi", ovvero "pittore giapponese", che riflette il suo sentimento nazionalista. Studiò pittura con Kanō Einō della scuola Kanō, e poi con la scuola Tosa, subendo l'influenza di maestri come Hishikawa Moronobu, ma molti dei suoi dipinti mostrano abilità in più stili all'interno della stessa composizione, rivelando pure l'influenza di stili non studiati con i suoi maestri Fondò inoltre una propria scuola, la scuola Nishikawa, che salì rapidamente al livello delle migliori scuole di Edo; nei suoi scritti sulla pittura si inquadrò nello stile yamato-e, sostenendo la valorizzazione del patrimonio artistico e letterario giapponese, uno spirito nazionalista tradizionalista che emerge anche dall'aver illustrato integralmente l'ehon Yamato hiji, un'enciclopedia in dieci volumi dedicata a paesaggi famosi, eroi e grandi personaggi della storia giapponese.La sua produzione fu straordinariamente abbondante, con oltre duecento ehon su soggetti quanto mai vari: bijinga, scene di vita quotidiana, shunga, eventi contemporanei, racconti storici e leggende, oltre a un manuale epistolare per donne, l'Onna manyo keiko zoshi; produsse invece poche se non nessuna ichimai-e (stampa a foglio singolo), verosimilmente per via delle convenzioni editoriali e delle dinamiche di mercato tipiche di Kamigata.

La sua vita è particolarmente lunga e impegnata, con una produzione considerevole, sia come pittore che come illustratore di libri. La sua produzione letteraria si attesta tra il 1698 ed il 1750.

Egli risiedette a Kyoto, il che ne fa un caso particolare nel mondo dell'ukiyo-e.

Stile

Oltre ad un gran numero di dipinti notevoli per la loro grazia ed i loro colori caldi, ha illustrato molti libri. In più ha realizzato parecchie stampe di attori, ma sono le sue immagini di donne che lo fecero divenire famoso. Il suo Hyakunin jorō shinasadame (百人女郎品定? "Apprezzamento di cento donne"), pubblicato in due volumi nel 1723, raffiguranti donne di tutte le classi, dall'Imperatrice alle prostitute, venne accolto molto favorevolmente e lo rese celebre.

Le sue stampe sono spesso in bianco e nero, senza alcun colore. Tuttavia, si riconosce abbastanza facilmente il suo stile, grazie all'aspetto delle ragazze che dipingeva, sempre eleganti, a volte con un accenno di sorriso, vestite in kimono splendidamente ornati. Si dice che i più grandi tintori di Kyoto spesso domandavano dei modelli a Sukenobu, che pubblicò per loro, diverse raccolte di disegni per kimono.

Tra queste raccolte si ricordano lo Shotoku inagata del 1713, con i pattern per l'era Shōtoku presentati non isolatamente ma indossati da giovani donne, e lo Hinagata miyako fuzoku del 1716, il cui successo spinse l'editore a pubblicare l'anno seguente il Sanjuniso sugata kurabe (1717), basato su trentadue stampe di figure femminili accompagnate da iscrizioni calligrafiche. Nel 1731 pubblicò inoltre l'Ehon tokiwagusa, in tre volumi, presentando un nuovo ideale femminile reso con uno stile più moderato e affusolato rispetto allo Hyakunin jorō shinasadame; per raffigurare le donne del passato si ispirò allo stile della scuola Tosa, in particolare a quello di Tosa Mitsunobu (1434-1525), che raccomandò espressamente ai propri allievi come modello classico da seguire.

Il suo stile influenzò notevolmente i successori, compreso Harunobu, anche se i volti rappresentati da quest'ultimo sono assai diversi, generalmente più snelli. Fra i suoi allievi si può citare Hasegawa Mitsunobu.

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ Per i biografati giapponesi nati prima del periodo Meiji si usano le convenzioni classiche dell'onomastica giapponese, secondo cui il cognome precede il nome. "Nishikawa" è il cognome.
  2. 1 2 3 4 5 Bernabò Brea, Frabetti, p. 9.
  3. 1 2 Marco Milone, Ukiyo-e, L'erudita, 2022, p. 343.
  4. ↑ Marco Milone, Ukiyo-e, L'Erudita, 2022, p. 344.
  5. ↑ Marco Milone, Ukiyo-e, L'Erudita, 2022, p. 345.
  6. ↑ Marco Milone, Ukiyo-e, L'Erudita, 2022, p. 347.
  7. ↑ Bernabò Brea, Kondo, p. 130.

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