Un supergustatore (in inglese supertaster) è un individuo che possiede una sensibilità gustativa notevolmente superiore rispetto alla media della popolazione, soprattutto verso il gusto dell'amaro.
Il termine "supertaster" è stato utilizzato per la prima volta nel 1991 in un articolo scientifico di Linda Bartoshuk sulla rivista Food Technology. Tale caratteristica è stata correlata a fattori genetici e a una maggiore densità di papille gustative sulla lingua, che consentirebbe ai supergustatori di percepire i sapori in modo più intenso e dettagliato.
Si stima che circa il 25% della popolazione mondiale sia composta da supergustatori, anche se la percentuale può variare in base a fattori genetici e ambientali. In generale, le donne sembrano essere più inclini a essere supergustatori rispetto agli uomini.[senza fonte] La prevalenza può variare anche a seconda della razza e dell'etnia, con alcune popolazioni che presentano una maggiore incidenza di supergustatori.[senza fonte]
Gli individui definiti "supergustatori" possiedono un numero significativamente maggiore di papille gustative (anche più del doppio) rispetto agli individui con sensibilità gustativa normale o inferiore (questi ultimi sono conosciuti come "non gustatori" o "ipogustatori"). Le papille gustative sono piccole protuberanze sulla lingua che contengono recettori sensoriali per il gusto. Un "medium taster" (una persona nella media) ha circa 2 000-5 000 papille gustative, mentre un supergustatore può averne più di 10 000, avendo così una maggiore capacità di distinguere e percepire i sapori in modo più dettagliato e intenso; questi dati sono desunti da una misurazione del numero di papille medio per cm².
La maggiore sensibilità ai sapori amari è legata in parte a specifici recettori del gusto nel corpo umano, in particolare a un recettore codificato dal gene TAS2R38, responsabile della percezione di composti amari presenti in molti alimenti: le persone che possiedono varianti di questo gene particolarmente sensibili avvertirebbero i sapori amari con maggiore intensità.
Tale variazione genetica non sarebbe comunque sufficiente, da sola, a spiegare le caratteristiche dei supergustatori.
I supergustatori tendono a essere particolarmente sensibili a gusti come l'amaro, il quale viene percepito in modo molto più marcato rispetto a persone con una sensibilità gustativa normale. La maggiore sensibilità ai sapori amari può influire sulle preferenze alimentari dei supergustatori, che tendono a evitare alimenti che contengono sapori amari forti, come broccoli, cavoletti di Bruxelles, caffè, cioccolato fondente e alcuni tipi di alcolici. Per consumare più facilmente tali alimenti, alcuni supergustatori aggiungono a essi sale, zucchero o condimenti grassi. Probabilmente per tale motivo molti supergustatori preferiscono cibi più salati.
Inoltre, i supergustatori possono avere una percezione più intensa di cibi piccanti e speziati, trovandoli spesso troppo forti o sgradevoli[senza fonte], mentre le persone con una sensibilità gustativa inferiore potrebbero apprezzarli di più.
Alcuni studi suggeriscono che i supergustatori possano essere più sensibili anche ad altri gusti come il dolce, l'acido e il salato, sebbene la loro sensibilità agli altri sapori non sia così marcata come quella per l'amaro. I supergustatori possiedono generalmente anche un migliore senso dell'olfatto retronasale.
I supergustatori tendono a sentire inoltre più sgradevole il gusto delle sigarette, per via dell'amaro lasciato in bocca dal tabacco e dagli additivi.
Uno dei metodi più comuni per identificare i supergustatori è l'uso di composti chimici che inducono una percezione di amaro. Un esempio è il propiltiouracile (PROP), una sostanza che molti supergustatori percepiscono come estremamente amara, mentre altre persone non la avvertono o la percepiscono in modo molto più debole. Un altro esempio di sostanza utilizzata per verificare la sensibilità gustativa di un individuo è la feniltiocarbammide.
Un altro metodo consiste nello stendere del colorante alimentare sulla lingua e procedere al conteggio delle papille gustative visibili.