Tarsius fuscus

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Tarsio marrone
Cucciolo di T. fuscus nel parco naturale di Bantimurung-Bulusaraung, in Indonesia
Stato di conservazione
Vulnerabile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
SuperordineEuarchontoglires
(clade)Euarchonta
OrdinePrimates
SottordineHaplorrhini
InfraordineTarsiiformes
FamigliaTarsiidae
GenereTarsius
SpecieT. fuscus
Nomenclatura binomiale
Tarsius fuscus
G. Fischer, 1804

Il tarsio marrone (Tarsius fuscus G. Fischer, 1804) è un primate aplorrino della famiglia dei Tarsidi.

Descrizione

Ha generalmente una pelliccia marrone-rossastra. Il pelo all'estremità della coda è nero. Il cranio di questo tarso è più corto e le file di denti sono più corte rispetto alle altre specie del genere Tarsius. Le zampe posteriori sono piuttosto tozze. A differenza di altri tarsii, la cui coda è lunga tra il 143% e il 166% della somma tra lunghezza della testa e lunghezza del corpo, la coda del tarsio marrone è relativamente corta.

Biologia

È un animale notturno dalle abitudini prevalentemente arboricole. È carnivoro, in particolare insettivoro; generalmente cattura le prede balzando sopra di esse e ghermendole.

Distribuzione e habitat

Vive nelle foreste pluviali in un areale piuttosto ristretto, localizzato nella provincia indonesiana del Sulawesi Meridionale; in particolare è diffuso vicino alla città di Makassar.

Tassonomia

Per un periodo T. fuscus fu considerato una sottospecie del tarsio spettro (Tarsius tarsier), ma nel 2010 si tornò a considerarlo una specie a sé stante, poiché se ne era osservata la progressiva riduzione dell'areale, cosa che non era avvenuta per il T. tarsier propriamente detto.

Conservazione

La Lista rossa IUCN del 2020 ha classificato il tarsio marrone come "specie vulnerabile".

Note

  1. 1 2 (EN) M. Shekelle, Tarsius fuscus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 5 dicembre 2025.
  2. 1 2 3 (EN) Groves, C.; Shekelle, M., The Genera and Species of Tarsiidae, in International Journal of Primatology, vol. 31, n. 6, 2010, pp. 1071-1082, DOI:10.1007/s10764-010-9443-1.
  3. ↑ (EN) Schwartz, J.H., How Close Are the Similarities between Tarsius and Other Primates". Tarsiers: past, present, and future, Rutgers University Press, 2003, pp. 50-51, ISBN 978-0-8135-3236-3.

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