Nel 1295 tornò a Brescia per cercare di reprimere la rivolta tra guelfi e ghibellini. Venne nuovamente espulso dalla città ad opera del vescovo Berardo Maggi, che parteggiava per i ghibellini Visconti, proclamandosi signore di Brescia, in data 6 marzo 1298.
Richiamato in patria con tutti i guelfi l'anno seguente per disposizione di Enrico VII, provocò la sollevazione della città. Brescia venne messa sotto assedio dalle truppe dell'imperatore per quattro mesi. Tebaldo venne catturato nel 1311 e gli fu promessa la libertà qualora si fosse arreso assieme ai rivoltosi. Tebaldo incitò invece i suoi concittadini a proseguire la lotta. Venne torturato e morì il 20 giugno 1311.
Brescia ha intitolato a Tebaldo Brusato una piazza nel centro della città.
↑Gabriele Archetti, Berardo Maggi vescovo e signore di Brescia. Studi sulle istituzioni ecclesiastiche e sociali della Lombardia orientale tra XIII e XIV secolo, Brescia, 1994.
↑Piazza Tebaldo Brusato, su turismobrescia.it. URL consultato il 23 maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2016).
Bibliografia
Giuseppe Saleri, Museo Bresciano illustrato, Vol. I, Brescia, 1845.
Gabriele Archetti, Berardo Maggi vescovo e signore di Brescia. Studi sulle istituzioni ecclesiastiche e sociali della Lombardia orientale tra XIII e XIV secolo, Brescia, 1994.
Giacomo Malvezzi, Le cronache medievali, a cura di Gabriele Archetti, collana Quaderni di Brixia Sacra, traduzione di Irma Bonini Valetti, Brescia, Studium, 2016, ISBN978-88-382-4439-1.