Teca Falcone

La Teca Falcone è un memoriale realizzato per la conservazione e l'esposizione della Fiat Croma bianca sulla quale viaggiavano il magistrato Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo al momento della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992.

Il manufatto è collocato nella piazza d'armi della Scuola di formazione e aggiornamento del personale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria «Giovanni Falcone», a Roma, istituto intitolato alla memoria del magistrato. La teca, concepita non soltanto come struttura destinata alla protezione materiale del reperto ma anche come luogo della memoria dedicato a Falcone e alle vittime dell'attentato mafioso, fu inaugurata il 18 maggio 2012 alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La vettura custodita nella teca è una Fiat Croma bianca di proprietà del Ministero della giustizia, appartenente al convoglio che accompagnava Falcone dall'Aeroporto di Palermo-Punta Raisi verso Palermo il giorno dell'attentato. A bordo si trovavano il magistrato, che al momento dell'esplosione era alla guida, Francesca Morvillo e l'autista giudiziario Giuseppe Costanza. L'automobile, rimasta gravemente danneggiata nella deflagrazione, fu successivamente acquisita dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, che ne curò il restauro conservativo in vista della sua conservazione ed esposizione come reperto memoriale.

Storia

L'idea di recuperare e valorizzare l'autovettura di Falcone attraverso la sua conservazione in una struttura appositamente progettata maturò nell'ambito del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. L'iniziativa fu promossa da Enrico Ragosa, all'epoca a capo della Direzione generale delle risorse materiali, dei beni e dei servizi del Dipartimento, che nel 2002 affidò all'architetto Matteo Proto, dirigente dell'Ufficio tecnico della medesima Direzione generale, l'incarico di elaborare il progetto della teca e, successivamente, di curarne la direzione dei lavori.

La concreta realizzazione dell'opera subì tuttavia diversi rinvii e i lavori ebbero inizio soltanto nell'autunno del 2011. L'esecuzione fu affidata all'impresa Grossi Costruzioni di Roma, mentre l'ufficio di direzione dei lavori fu costituito dall'architetto Matteo Proto e dal geometra Emiliano Russolillo; quest'ultimo ricoprì inoltre l'incarico di coordinatore per la sicurezza durante la fase di esecuzione.

La teca fu inaugurata il 18 maggio 2012, in occasione della cerimonia per il 195º anniversario della fondazione del Corpo di Polizia penitenziaria, svoltasi presso la Scuola di formazione «Giovanni Falcone». Alla celebrazione presero parte il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il ministro della giustizia Paola Severino e il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Giovanni Tamburino. Al termine della cerimonia Napolitano e Severino raggiunsero la piazza d'armi della Scuola, dove visitarono la teca contenente la Fiat Croma di Falcone; il progetto e il significato del memoriale furono illustrati al capo dello Stato dall'architetto Matteo Proto.

Dopo l'inaugurazione la teca è divenuta uno dei luoghi attraverso i quali la Scuola «Giovanni Falcone» promuove iniziative dedicate alla memoria delle vittime della strage di Capaci e all'educazione alla legalità, con il coinvolgimento in particolare degli istituti scolastici. In tale contesto il memoriale e l'autovettura conservata al suo interno sono utilizzati come testimonianza materiale dell'attentato e dell'impegno di Falcone nella lotta alla mafia, nell'ambito di commemorazioni e incontri organizzati dal personale della Scuola e della Polizia penitenziaria.

Collocazione e descrizione

La scelta di collocare la teca all'interno della Scuola di formazione e aggiornamento del personale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, già intitolata a Giovanni Falcone, fu motivata dalla funzione formativa svolta dall'istituto e dalla volontà di inserire la memoria del magistrato in un luogo destinato alla preparazione e all'aggiornamento del personale dell'amministrazione penitenziaria. Il memoriale venne pertanto concepito non soltanto come spazio destinato alla conservazione materiale dell'autovettura, ma anche come elemento permanente di richiamo all'impegno di Falcone al servizio dello Stato e della giustizia.

All'interno del complesso la teca fu disposta lungo uno dei lati maggiori della piazza d'armi, in modo da rimanere visibile durante le attività e le cerimonie che vi si svolgono, tra cui l'alzabandiera, il giuramento del personale della Polizia penitenziaria e le celebrazioni annuali del Corpo. Nel corso della progettazione fu scartata l'ipotesi iniziale di collocarla sul lato breve di fondo della piazza: una sistemazione lungo l'asse maggiore dello spazio aperto avrebbe infatti conferito al manufatto una posizione eccessivamente dominante rispetto all'impostazione ricercata dal progettista. Fu quindi preferita una collocazione più defilata, approssimativamente al centro di uno dei lati lunghi del piazzale e in prossimità di un grande pino, elemento successivamente associato simbolicamente all'Albero Falcone, il ficus situato davanti all'abitazione palermitana del magistrato in via Emanuele Notarbartolo.

Tale rapporto simbolico fu ripreso nelle iniziative commemorative organizzate dalla Scuola. Nel 2014 venne promossa la prima edizione del premio «Oltre la Giustizia: il ricordo», rivolto agli studenti degli istituti scolastici del territorio e organizzato in occasione dell'anniversario della strage di Capaci. Circa duecento studenti parteciparono attraverso la realizzazione di messaggi, disegni, poesie e pensieri dedicati a Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, uccisi nell'attentato del 23 maggio 1992. Gli elaborati furono quindi appesi al pino posto accanto alla teca, riproponendo simbolicamente l'uso dell'Albero Falcone di Palermo quale luogo di raccolta di messaggi e testimonianze dedicati alla memoria del magistrato.

Dal punto di vista architettonico, il manufatto fu progettato privilegiando la completa visibilità dell'autovettura conservata al suo interno. Le pareti sono pertanto costituite da ampie vetrate modulari in cristallo, collegate mediante piedritti anch'essi in cristallo, mentre la struttura portante, concepita in modo da ridurne l'impatto visivo, è formata da pilastri cilindrici e travi in acciaio; queste ultime sono celate da un alto fascione perimetrale. La composizione deriva dall'accostamento di tre volumi geometrici elementari: i due maggiori sono costituiti da prismi ottenuti dall'estrusione di due triangoli equilateri specchiati e ruotati, mentre il terzo, di dimensioni minori e con base costituita da un triangolo rettangolo, funge da elemento di collegamento e occupa lo spazio risultante dalla rotazione, di circa 30°, dei due triangoli principali.

La scelta del triangolo equilatero come matrice geometrica dei due volumi principali possiede anche una funzione simbolica. Nel primo volume la figura richiama i principi di equità e imparzialità propri della giustizia e, attraverso questi, l'attività svolta da Falcone come magistrato; nel secondo costituisce invece un riferimento alla Sicilia, terra d'origine del magistrato e luogo dell'attentato, attraverso l'associazione con la Trinacria. Il triangolo fu conseguentemente assunto come leitmotiv dell'intero progetto e riproposto in numerosi elementi dell'allestimento.

Il motivo geometrico ricorre, in particolare, nel disegno del controsoffitto, formato da una successione di elementi triangolari realizzati con pannelli di lamiera microforata e orientati coerentemente con lo spazio sottostante. Lo stesso principio fu applicato alle maniglie in acciaio della porta d'ingresso in cristallo, appositamente disegnate: ciascuna è costituita da un triangolo rettangolo e le due maniglie, idealmente accostate, ricompongono il triangolo equilatero posto alla base della composizione. Anche alcuni elementi con funzione propriamente strutturale partecipano al medesimo disegno; le controventature di alcune campate, realizzate mediante tiranti in acciaio, riproducono infatti la figura triangolare ricorrente nell'organismo architettonico.

La Fiat Croma è collocata all'interno del memoriale sopra un letto di ciottoli naturali di diversa granulometria e tonalità. La sistemazione fu concepita per evocare visivamente il terreno e i detriti presenti sul luogo della strage di Capaci dopo l'esplosione, come documentato dalle fotografie dell'epoca, alcune delle quali sono riprodotte in un pannello espositivo posto all'interno della teca.

Anche il percorso di accesso al manufatto costituisce parte integrante della rappresentazione dell'attentato. Esso fu progettato come evocazione di un tratto autostradale ed è delimitato da guard rail deformati; la pavimentazione, realizzata in pietra naturale basaltica, è attraversata da strisce in lamina di acciaio inossidabile che riproducono le linee di delimitazione delle corsie e della carreggiata. In prossimità dell'ingresso le strisce metalliche si sollevano progressivamente dalla pavimentazione, si flettono e acquistano spessore fino a trasformarsi nei due corrimano che accompagnano l'accesso alla teca.

Sul retro del memoriale il progetto prosegue attraverso un grande incavo realizzato nel terreno, destinato a rappresentare il vuoto e il cratere prodotti dall'esplosione che il 23 maggio 1992 investì il convoglio di Falcone sull'autostrada A29. Sul fondo della depressione furono installati fari a fascio luminoso concentrato, orientati verso uno schermo in acciaio inossidabile in modo da generare un effetto di luce intensa e diffusa: l'installazione conclude così il percorso simbolico del manufatto con un richiamo alla deflagrazione che determinò la strage.

Note

  1. 1 2 3 4 Intervento del Presidente della Repubblica al 195º anniversario di fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria (PDF), su archivio.quirinale.it, Presidenza della Repubblica, 18 maggio 2012. URL consultato il 14 settembre 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 La teca Falcone (PDF), in Le Due Città, Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, maggio 2012. URL consultato il 14 settembre 2026.
  3. 1 2 3 23 maggio - Oltre la Giustizia: il ricordo, su Corpo di Polizia Penitenziaria, 23 maggio 2014. URL consultato il 14 settembre 2026.

Voci correlate