
Theodor Holm Nelson (Chicago, 17 giugno 1937) è un sociologo e filosofo statunitense, attivo negli ambiti della gestione delle conoscenze, dell'informatica e delle interfacce uomo-macchina.
Nel 1963 ha coniato il termine "ipertesto", apparso per la prima volta in una pubblicazione nel 1965. Gli si attribuisce inoltre il primo utilizzo dei termini ipermedia, docuverso, transclusione, virtualità, interconnettibilità e teledildonico. Il suo principale impegno è da sempre rivolto all'accessibilità dei computer per gli utenti comuni.
Figlio del regista televisivo e cinematografico Ralph Nelson, vincitore del Premio Emmy, e di Celeste Holm, attrice vincitrice di un Premio Oscar, Ted Nelson è di origini norvegesi. I genitori divorziarono quando Ted aveva solo due anni. Crebbe con i nonni materni; frequentò le scuole a New York. Nel 1959 conseguì la laurea triennale in filosofia allo Swarthmore College, seguita nel 1963 dalla laurea specialistica in sociologia all'Università Harvard. Ad Harvard ebbe come docenti: Jerome Bruner, psicologo d'impostazione cognitivista; George Homans, fondatore della sociologia comportamentale e della teoria dell'interscambio sociale (Social exchange theory); David McClelland, psicologo sociale, noto per la sua teoria dei bisogni.
Nel 1960 Nelson elaborò il progetto Xanadu, che contiene in nuce l'idea di ipertesto informatico, cioè della possibilità di collegare tra loro diversi documenti elettronici aventi caratteristiche comuni. Il progetto comprendeva anche la creazione di un'interfaccia utente semplice da usare. Nelson trattò di Xanadu in due opere: Computer Lib/Dream Machines (1974) e Literary Machines (1981):
Nel 1995 il giornalista Gary Wolf ha scritto un racconto fintamente apologetico, The Curse of Xanadu, pubblicato sulla rivista Wired, che narra di Nelson e del suo progetto definendolo "la più lunga vicenda di vaporware nella storia dell'industria informatica". Nelson non ha gradito l'articolo ed ha espresso la sua riprovazione sul proprio sito web, definendo Wolf uno "sciacallo spietato" e minacciandolo di querela. Nelson sostiene che, in verità, alcuni aspetti della sua visione sono stati soddisfatti dall'invenzione di Tim Berners-Lee, il World Wide Web. Tuttavia afferma di aborrire sia il World Wide Web sia l'XML che tutti i linguaggi di markup embedded, considerando l'invenzione di Berners-Lee una grossolana semplificazione della sua opera:
L'idea che Nelson difendeva era diversa: concepire il computer e la rete in generale come forme di libertà; di conseguenza solo una visione dinamica della testualità avrebbe potuto permettere la realizzazione del suo progetto. Nella sua formulazione originale, espressa nel saggio A File Structure for the Complex, the Changing, and the Indeterminate (Una struttura di archivio per l'insieme, per il cambiamento e per l'indeterminato, 1965), il sistema che punta a realizzare Ted Nelson deve essere in grado di riprodurre la complessità, la velocità e soprattutto l'imprevedibilità del ragionamento umano, con la sua particolare caratteristica di creare analogie e operare secondo collegamenti. L'utilizzo del computer non dev'essere finalizzato alla realizzazione di un documento stampato.
Nel suo articolo As We Will Think (1972), una risposta al famoso As We May Think di Vannevar Bush (1945), Nelson afferma in proposito «[...] scrivere è un processo che trasforma l'albero del pensiero in uno steccato».
Nel 2002 Nelson ha conseguito un dottorato di ricerca in semiotica dei nuovi media e usabilità presso la Keio University (Giappone).
Nel 2004 è stato nominato ricercatore al Wadham College di Oxford ed è stato professore associato all'Oxford Internet Institute, dove attualmente sta conducendo le sue ricerche. Nelson sta lavorando su una nuova struttura informatica, ZigZag, descritto sul sito web del progetto Xanadu, che ospita anche due versioni del codice Xanadu. È professore onorario ad Oxford.
Ted Nelson ha dichiarato di seguire questo motto:
Ted Nelson sostiene quattro massime:
Questa citazione proviene dall'articolo, già citato, di Gary Wolf, apparso sulla rivista «Wired» (The Curse of Xanadu, giugno 1995).
Dopo il 1974, Ted Nelson ha pubblicato la maggior parte delle sue opere con «Mindful Press», la sua casa editrice personale:
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