
Il telamone (in latino Tĕlămōn; dal greco antico Τελαμών?) è una scultura a tutto tondo o ad altorilievo impiegata come sostegno, strutturale o decorativo, spesso in sostituzione di colonne o lesene. In architettura è il corrispondente maschile della cariatide.
Trae il suo nome dal personaggio mitologico Telamone, ma simbolicamente è più assimilabile con Atlante, il titano condannato da Zeus a reggere i pilastri del cielo per l'eternità: dai Greci, infatti, veniva chiamato in questo modo.
L'uso dei telamoni in architettura è cronologicamente successivo a quello delle cariatidi, a sua volta preceduto da alcuni imponenti monoliti diffuso nell'antico Egitto. Le più antiche testimonianze esistenti, databili al 480 a.C. circa, sono quelle del tempio di Zeus Olimpio ad Akragas, nella Valle dei Templi: qui 38 telamoni, alti ciascuno 7,65 metri, si alternavano alle gigantesche colonne del tempio.
Da quel momento vennero adottati in opere successive: si ricordano i telamoni delle terme di Fregellae (I secolo a.C.) e i Daci presenti sugli attici del Foro di Traiano a Roma (II secolo d.C.), nell'identica posizione delle cariatidi del Foro di Augusto. Figure di telamoni si riscontrano anche in diversi affreschi pompeiani.
In epoca romana si iniziò a raffigurarli inginocchiati per enfatizzare maggiormente il segno di sottomissione e sopportazione delle parti strutturali: quest'uso si diffonderà anche nell'arte decorativa romanica e gotica. Passeranno quindi nella pittura e architettura del Rinascimento, del Manierismo, del Barocco e dell'Eclettismo. Nel XVII secolo ed in quello successivo divennero popolari anche come ornamenti a poppa del cassero delle navi.[senza fonte]
Alcuni esempi di edifici antichi e moderni con telamoni: