| Telford Taylor | |
|---|---|
| Nascita | Schenectady, 24 febbraio 1908 |
| Morte | Manhattan, 23 maggio 1998 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Anni di servizio | 1942-1949 |
| Grado | Generale di brigata |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Altre cariche | Avvocato, Docente |
| voci di militari presenti su Wikipedia | |
Telford Taylor (Schenectady, 24 febbraio 1908 – Manhattan, 23 maggio 1998) è stato un avvocato, scrittore e docente statunitense.
È noto principalmente per il suo ruolo di procuratore capo durante i processi secondari di Norimberga contro i criminali di guerra della Germania nazista, oltre che per la sua ferma opposizione al maccartismo negli anni Cinquanta e per le aspre critiche rivolte alla condotta degli Stati Uniti durante la guerra del Vietnam.
Si distinse per la difesa delle libertà civili e, in seguito, per l'analisi giuridica e morale dei crimini di guerra nel conflitto vietnamita, tema approfondito nel suo celebre saggio Nuremberg and Vietnam: An American Tragedy.
Nasce a Schenectady, nello Stato di New York, il 24 febbraio 1908, figlio di John Bellamy Taylor (parente di Edward Bellamy) e Marcia Estabrook Jones. Studiò presso il Williams College e la Harvard Law School, dove conseguì la laurea in giurisprudenza nel 1932.
Nel corso degli anni Trenta, Taylor ricoprì diversi incarichi presso varie agenzie governative. Nel 1935 fu consulente legale per una sottocommissione della Commissione senatoriale per il commercio interstatale, presieduta da Burton K. Wheeler, della quale faceva parte anche il futuro presidente Harry S. Truman. Nel 1940 venne nominato consulente legale generale (in inglese General Counsel) della Federal Communications Commission (FCC), incarico che mantenne fino al suo ingresso nell'esercito nel 1942.
Si sposò due volte. Dal primo matrimonio con Mary Ellen Walker (1937) nacquero tre figli. Durante la permanenza a Bletchley Park, ebbe una relazione con la crittografa e futura scrittrice Christine Brooke-Rose. Nel 1974 sposò Toby Golick, dalla quale ebbe due figli. Ebbe inoltre una figlia, Ursula, dalla relazione con Julie Rechnagel.
Dopo l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto, il 5 ottobre 1942 Taylor entrò in servizio nel corpo di intelligence militare (Military Intelligence Service) con il grado di maggiore. Fu posto alla guida del gruppo statunitense presso Bletchley Park, incaricato di analizzare le intercettazioni ottenute tramite il sistema Ultra. Nel 1943, promosso al grado di tenente colonnello, si recò in Inghilterra dove prese parte ai negoziati per l'accordo BRUSA.
Nel 1944, promosso colonnello, fu assegnato allo staff di Robert H. Jackson, contribuendo alla stesura della Carta di Londra, che pose le basi per il Tribunale militare internazionale. Durante i primi dibattimenti di Norimberga rappresentò l'accusa contro l'Oberkommando der Wehrmacht. Il 17 ottobre 1946, a seguito delle dimissioni di Jackson, Taylor fu promosso generale di brigata e nominato procuratore capo per i successivi processi secondari di Norimberga. Sotto la sua direzione, 163 dei 200 imputati furono giudicati colpevoli. Nonostante alcune riserve sui singoli verdetti, Taylor considerò i procedimenti un successo cruciale per la definizione dei crimini contro l'umanità e dei crimini contro la pace, concetti poi formalizzati dall'ONU nei Principi di Norimberga del 1950.
Conclusa l'esperienza in Germania, riprese l'attività forense negli Stati Uniti senza abbandonare l'impegno civile. Alla fine degli anni cinquanta, fornì consulenza storica e materiali d'archivio a William Shirer per la stesura del celebre saggio Storia del Terzo Reich, pubblicato nel 1960.
Rientrato alla vita civile, Taylor aprì uno studio legale a New York, distinguendosi per la ferma opposizione alle attività del senatore Joseph McCarthy. In un discorso tenuto a West Point nel 1953, definì McCarthy un «pericoloso avventuriero» e criticò il presidente Dwight D. Eisenhower per non aver arginato gli abusi del potere investigativo del Congresso. In veste di avvocato, assunse la difesa di diverse figure colpite dalle epurazioni maccartiste, tra cui i leader sindacali Harry Bridges e Junius Scales. Nel 1955 riassunse queste battaglie civili nel saggio Grand Inquest: The Story of Congressional Investigations. Nel 1959 partecipò inoltre come consulente tecnico e narratore all'episodio della serie televisiva Playhouse 90 intitolato Judgment at Nuremberg.
Nel 1962 intraprese la carriera accademica come professore ordinario presso la Columbia University, dove nel 1974 ottenne la prestigiosa cattedra di Nash Professor of Law. Nel 1961 si recò in Israele come osservatore per il Processo ad Adolf Eichmann, sollevando tuttavia alcune riserve sulla giurisdizione del dibattimento rispetto agli standard della giustizia internazionale. Durante le proteste studentesche del 1968, fu tra i pochi docenti a difendere le azioni degli studenti, inquadrandole nell'alveo della disobbedienza civile.
Negli anni settanta divenne una delle voci critiche più autorevoli contro l'intervento statunitense nel Sud-est asiatico. Nel celebre saggio Nuremberg and Vietnam: An American Tragedy (1970), sostenne che, applicando i medesimi standard giuridici di Norimberga, la condotta militare degli Stati Uniti in Vietnam e Cambogia sarebbe stata passibile di incriminazione per crimini di guerra. Criticò duramente la gestione del processo per il massacro di My Lai e la campagna di bombardamenti su Hanoi del 1972, città che visitò personalmente nel dicembre dello stesso anno insieme all'attivista Joan Baez.
Al termine del conflitto, Taylor espresse una profonda revisione del suo giudizio sulla storia e sulla moralità statunitense:
Nel 1976 Taylor, già professore ospite presso le università di Harvard e Yale, fu tra i fondatori della facoltà della Benjamin N. Cardozo School of Law presso la Yeshiva University, pur proseguendo l'attività di insegnamento alla Columbia University.
Nel 1979 pubblicò Munich: The Price of Peace, un'analisi approfondita sulla conferenza di Monaco che gli valse il National Book Critics Circle Award. Durante gli anni ottanta estese la propria attività legale all'ambito sportivo, ricoprendo il ruolo di special master (commissario esperto per la risoluzione delle controversie) per la NBA. Si ritirò ufficialmente dall'attività professionale nel 1994.
Morì all'età di 90 anni il 23 maggio 1998 presso il St. Luke's-Roosevelt Hospital di Manhattan, in conseguenza di un ictus.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 108479391 · ISNI (EN) 0000 0001 1697 6612 · SBN LO1V131926 · LCCN (EN) n50008430 · GND (DE) 119182297 · BNF (FR) cb12298199r (data) · J9U (EN, HE) 987007463482505171 · NSK (HR) 981005798137909366 |
|---|