Teofilo di Novgorod

Teofilo di Novgorod
Icona seicentesca di Teofilo di Novgorod

Vescovo di Novgorod
Elezione15 novembre 1470
Fine patriarcato1480 (destituito)
1483 (rinuncia)
PredecessoreGiona di Novgorod
SuccessoreSergio di Novgorod
 
Consacrazione episcopale15 dicembre 1471 da Filippo I di Mosca
 
Nascita1420 circa
MorteKiev
26 ottobre 1484
SepolturaMonastero delle Grotte di Kiev
Teofilo di Novgorod

Vescovo

 
Nascita1420 circa
MorteKiev, 26 ottobre 1484
Venerato daChiesa ortodossa russa
Santuario principaleMonastero delle Grotte di Kiev
Ricorrenza28 agosto
26 ottobre

Teofilo (in russo Фео́фил?, Feofil; 1420 circa – Kiev, 26 ottobre 1484) è stato un arcivescovo ortodosso russo, vescovo di Novgorod tra il 1470 e il 1480.

Favorevole all'autorità del Granducato di Mosca, il suo operato contribuì alla caduta della Repubblica di Novgorod dopo la sconfitta della sua città nelle guerre tra Mosca e Novgorod. Perse tuttavia il favore dello zar Ivan III di Russia e fu destituito, morendo poi durante un pellegrinaggio a Kiev. È venerato come santo dalla Chiesa ortodossa russa.

Biografia

La contestata elezione

Lo stesso argomento in dettaglio: Guerre tra Mosca e Novgorod.
Teofilo era un oppositore delle risoluzioni unioniste adottate dal concilio di Basilea, Ferrara e Firenze del 1431-1445, desiderando mantenere la chiesa ortodossa russa totalmente indipendente da quella cattolica, linea che perseguì una volta vescovo cementando i rapporti con Mosca e la subordinazione della metropolia di Novgorod a quella della capitale

Era un monaco del monastero di Otensk, nato all'incirca nel 1420. Le sue prime menzioni risalgono all'episcopato di Giona di Novgorod (1458-1470), quando ricopriva alcuni incarichi in seno alla metropolia di Novgorod.

A differenza di buona parte del clero di Novgorod, fortemente geloso della propria autonomia, Teofilo era fedele al metropolita di Mosca Filippo I, e per questo, alla morte di Giona nel 1470, fu il candidato vescovo appoggiato dai moscoviti. Novgorod infatti, dopo aver perso i primi scontri delle guerre contro Mosca iniziate nel 1456, risentiva fortemente dell'influenza della città rivale, e aveva un forte partito pro-moscovita di cui proprio Teofilo era uno dei principali esponenti. Il principale rivale di Teofilo era Pimen, sostenuto invece dal partito favorevole all'indipendenza della città. La situazione era ulteriormente confusa perché molti ortodossi erano favorevoli a una riconciliazione con la Chiesa cattolica promossa dal concilio di Basilea, Ferrara e Firenze, conclusosi nel 1445 e nei cui effetti unificanti per la Cristianità molti ancora credevano; a questa linea faceva capo Pimen, che voleva rinnovare la comunione col patriarca di Kiev, favorevole ai cattolici, mentre invece Teofilo era determinato a non staccarsi dalla chiesa ortodossa moscovita, che desiderava mantenere la completa autocefalia. Gli scontri divennero così aspri che, per risolvere la disputa, si ricorse ad un sorteggio casuale. Dalla procedura, tenuta il 15 novembre 1470, uscì vittorioso proprio Teofilo, che fu quindi proclamato nuovo vescovo di Novgorod. Pimen, insoddisfatto dell'esito sfavorevole, con l'appoggio dei magnati Marfa Boreckaja e Michele Olelkovič tentò di organizzare un complotto per destituire Teofilo, ma il partito moscovita fomentò un tumulto e il vescovo rivale venne linciato dalla folla.

La consacrazione di Teofilo da parte del metropolita Filippo I di Mosca in una cronaca coeva

La guerra contro Mosca

La contestata elezione di Teofilo si andò ad inserire nelle già compromesse relazioni diplomatiche tra Novgorod e Mosca, e fu uno dei motivi del riaccendersi della guerra l'anno successivo. Nel 1471 infatti lo zar Ivan III di Russia invase i territori della Repubblica di Novgorod per sottomettere la città, e Teofilo, operando in accordo alla sua fede politico-religiosa, si rifiutò di sostenere le iniziative militari novgorodiane. Il mancato sostegno della metropolia di Novgorod era molto grave per la causa repubblicana, poiché essa era proprietaria di vasti e ricchi latifondi ed era in grado di mettere in campo importanti forze militari; la sua opposizione fu quindi determinante per il fallimento finale della causa novgorodiana, che risultò quindi grandemente danneggiata dalla linea filo-moscovita di Teofilo. Pur senza il sostegno della ricca metropolia e soprattutto di re Casimiro IV di Polonia, alleato della repubblica ma tiratosi indietro dal fornire aiuti al momento dello scoppio della guerra, i novgorodiani riuscirono comunque a costituire un esercito per respingere l'invasione, che venne tuttavia sbaragliato alla battaglia del fiume Scelon del 14 luglio 1471.

Teofilo lascia Mosca con gli ostaggi liberati da Ivan III

Dopo la disastrosa sconfitta, Novgorod cercò la pace con Ivan, e a trattarla fu proprio il vescovo Teofilo, considerata la sua vicinanza alle autorità di Mosca. Teofilo, che al tempo rientrava tra le simpatie dello zar, riuscì ad ottenere tutto sommato dei termini non troppo duri per Novgorod. La repubblica si limitò a doversi nuovamente adeguare al trattato già in vigore con Mosca prima della guerra e al pagamento di una salata multa. Quindi il vescovo, che si riconosceva dipendente dal metropolita di Mosca, si recò nella capitale e fu ivi consacrato il 15 dicembre 1471 da Filippo I, dopo un anno dall'elezione a causa dei rivolgimenti politico-militari che avevano sconvolto i territori russi. Come segno di buona volontà, lo zar rilasciò numerosi prigionieri novgorodiani, che rientrarono quindi in città assieme a Teofilo nel successivo 1472.

Nel 1477 il partito anti-moscovita prese nuovamente il sopravvento e scoppiò ancora la guerra con Mosca, che andò anche peggio della precedente dato che la repubblica non seppe minimamente difendersi dalla successiva invasione moscovita. Ivan III mise sotto assedio la città, e solo una nuova mediazione di Teofilo impedì il peggio per Novgorod, che così infine si arrese. Stavolta Ivan non lasciò a Novgorod alcuna parvenza di autonomia, distruggendo le istituzioni repubblicane e deportando a Mosca buona parte dei boiardi e del clero ortodosso della città rivale. L'insistenza di Teofilo per condizioni più favorevoli per la città sconfitta cominciò a fargli perdere il favore di Ivan, che nel 1480 lo destituì dall'episcopato, lo imprigionò e lo deportò a Mosca, volendo a Novgorod una classe dirigente totalmente dipendente dalla sua volontà.

Ultimi anni, morte e culto

Ormai ritornato al semplice stato monacale, fu rinchiuso nel monastero di Čudov. Dopo una formale rinuncia alla metropolia di Novgorod nel 1483 per permettere l'elezione di un successore (Sergio di Novgorod), fu rilasciato ma comunque costretto a rimanere a Mosca. Nel 1484, nonostante fosse ormai anziano e si muovesse con difficoltà, decise di compiere un pellegrinaggio a Kiev, morendo il 26 ottobre successivo nella vecchia capitale della Rus' e venendo sepolto nel Monastero delle Grotte di Kiev.

Dopo la sua morte fu proclamato santo, ed è venerato dalla chiesa ortodossa russa nei giorni 28 agosto e 26 ottobre, ricordato assieme agli altri santi sepolti nel Monastero delle Grotte di Kiev nella tradizionale sinassi che si tiene nelle grotte.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 (RU) Феофил, св., su ortho-rus.ru (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2007).
  2. 1 2 3 4 5 (RU) Конфликты с Москвой, 1456 и 1470 1471 гг., su agmi.ru, 16 marzo 2009.
  3. 1 2 3 Giuseppe Rubini, Storia di Russia dai primitivi e principali suoi popoli fino al 1725, Torino, 1858, pp. 138-141.
  4. ↑ (RU) Акафист всем святым преподобным Киево-Печерским, su akafistnik.ru.