| Teutrante | |
|---|---|
| Saga | Ciclo troiano |
| Nome orig. | Τεύθρας (Teúthras) |
| Lingua orig. | Greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | maschio |
| Professione | eponimo e re della Teutrania |
Teutrante (in greco antico Τεύθρας?, Teúthras) è un personaggio della mitologia greca. Fu l'eponimo e re della Teutrania.
Figlio di Leucippe, sposò Auge che lo rese padre di Teutranio.
Diodoro Siculo scrive che fu il padre di Argiope.
Ditti Cretese scrive che sia anche il padre di Tecmessa.
Igino scrive che Auge fu una figlia adottiva.
La figura di Teutrante è di fondamentale importanza nel ciclo troiano poiché, accogliendo alla sua corte la principessa Auge e designando come proprio successore Telefo, funge da anello di congiunzione tra le dinastie della Grecia continentale e il futuro regno di Misia, teatro del primo (e sfortunato) sbarco della flotta achea diretta a Troia.
Teutrante, durante una battuta di caccia sul monte Thrasyllus, inseguì un cinghiale di dimensioni prodigiose. L'animale cercò rifugio nel tempio di Artemide Ortosia ed improvvisamente acquisì la parola ed implorò il re di risparmiarlo in quanto protetto della dea. Teutrante ignorò il prodigio ed uccise la bestia, ma la vendetta della divinità fu immediata, poiché Artemide resuscitò il cinghiale e colpì Teutrante con la follia e la lebbra, costringendolo a rifugiarsi sulla cima delle montagne. A salvarlo fu sua madre, Leucippe che si recò nella foresta e (con l'aiuto di Polido) offrì sacrifici di buoi e riuscì a placare l'ira della dea. Polido guarì Teutrante anche grazie all'utilizzo della pietra curativa "antipate", una roccia rinvenuta sul monte e dotata di proprietà specifiche contro la scabbia e la lebbra se polverizzata nel vino.
In segno di profonda gratitudine, Teutrante dedicò un altare ad Artemide e rinominò il monte con il proprio nome nonché fece fabbricare un cinghiale d'oro con il volto umano. Secondo la leggenda, questo cinghiale pronunciava la parola "abbi pietà (di me)" all'ingresso dei cacciatori nel santuario.
Diodoro Siculo scrive che Teutrante trovò ed accolse Auge (giunta in Misia via mare e chiusa dentro ad una cassa) e la sposò. In seguito, quando il giovane Telefo giunse nella regione alla ricerca della madre, il re lo ricevette con tutti gli onori e riconoscendone il valore e le nobili origini (ed essendo privo di figli maschi), gli offrì in sposa la propria figlia Argiope e lo designò come erede legittimo del regno di Misia.
Apollodoro ed Igino (le cui versioni probabilmente riflettono le trame di due tragedie perdute di Euripide, l'Auge ed i Misi), riportano invece una tradizione differente, secondo cui Teutrante non sposò Auge ma la adottò come figlia e quando il suo regno fu attaccato da Idas, Teutrante promise il trono e la mano della donna adottata a chiunque lo avesse salvato dal nemico. L'offerta venne accettata da Telefo che, una volta sconfitto Idas, ottenne che Teutrante mantenesse la promessa. Subito dopo il matrimonio però (nel talamo nuziale), Telefo riconobbe la madre ed una volta evitato l'incesto, fu adottato da Teutrante che gli diede inoltre sua figlia Argiope in sposa e lo nominò suo successore al trono.
La legittimità della successione di Telefo al trono di Teutrante trova riscontro anche nelle successive fonti bizantine poiché sia Stefano di Bisanzio che Giovanni Tzetzes confermano infatti che Telefo ereditò pacificamente il regno da Teutrante e che diede il nome alla regione della Teutrania.
Teutrante morì prima dello scoppio della guerra di Troia. Secondo la linea narrativa principale del ciclo epico, il re si spense di vecchiaia dopo aver designato formalmente Telefo come suo legittimo erede. Quando la flotta degli achei sbarcò per errore sulle coste della Misia credendo di aver raggiunto Troia, Teutrante era già deceduto e il regno era saldamente nelle mani del figliastro.
Lo scrittore e mitografo Robert Graves, nella sua analisi del ciclo troiano, propone un'interpretazione antropologica degli elementi legati alla caccia sul monte Thrasyllus ed alla guarigione del re: