| Il castello della perseveranza | |
|---|---|
| Morality play | |
| Autore | Anonimo |
| Titolo originale | The Castle of Perseverance |
| Lingua originale | Inglese medio |
| Genere | Morality play |
| Composto nel | XV secolo |
| Prima assoluta | probabilmente XV secolo |
| Personaggi | |
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The Castle of Perseverance (Il castello della perseveranza) è un morality play del XV secolo di autore anonimo.
Composto probabilmente nel primo quarto del XV secolo e trascritto nel manoscritto superstite intorno al 1440, è il più antico morality play inglese conosciuto giunto fino a noi. Il testo consta di 3649 versi ed è tramandato unicamente dal cosiddetto Macro Manuscript, oggi conservato presso la Folger Shakespeare Library di Washington con la segnatura MS V.a.354; due fogli del manoscritto sono tuttavia perduti.
Il manoscritto conserva inoltre un diagramma scenico, considerato una fonte fondamentale per la ricostruzione delle modalità di rappresentazione del teatro inglese tardomedievale.
Il protagonista della moralità è Mankind (in lingua italiana: Umanità), che rappresenta il genere umano nella sua interezza. Come di consueto nel genere teatrale al quale appartiene, il protagonista è alle prese con le tentazioni del male alle quali deve far fronte con virtù religiosa e morale cristiana: ignorati i consigli dell'angelo buono, Mankind si trova a seguire l'angelo malvagio, fino ad arrivare alla parte finale dove Dio scaglia il suo monito contro l'uomo e le tentazioni che lo attanagliano e lo deviano dalla retta via.
Dal bozzetto di scena pervenutoci, è possibile vedere come la rappresentazione avvenisse tramite la disposizione di luoghi deputati (le cosiddette mansiones del teatro medievale) nel numero di cinque. Ognuna di esse rappresentava un luogo scenico preciso dove prendeva posto l'azione svolta con un singolo personaggio del dramma: il Mondo, Dio, Belial, Cupidigia ed Ansietà. Al centro delle mansiones si staglia una torre, residenza di Mankind, sotto la quale vi era un letto che conteneva l'anima di Mankind, pronta ad elevarsi al monito del divino. L'intero cerchio dei luoghi deputati era circondato da un fossato pieno d'acqua e l'iscrizione sul manoscritto recita che, in mancanza di questo, sarebbe stato adatto anche un'alta palizzata. Sempre nelle iscrizioni è possibile riconoscere il carattere spettacolare della rappresentazione, la quale imponeva a Belial l'utilizzo di tubetti di polvere da sparo, usati anche comicamente.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 196056507 |
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