| The Runner | |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese di produzione | Regno Unito |
| Anno | 2026 |
| Durata | 84 min |
| Genere | azione, drammatico, thriller |
| Regia | Kevin Macdonald |
| Sceneggiatura | Mark Gibson |
| Produttore | David Kosse |
| Produttore esecutivo | Elliott Kleinberg, Amy Paquette, Jane Robertson, Claire Willats |
| Casa di produzione | Rockwood Pictures |
| Distribuzione in italiano | Amazon Prime Video |
| Fotografia | Anthony Dod Mantle |
| Montaggio | Sam Rice-Edwards |
| Musiche | Tom Hodge |
| Scenografia | Kevin Timon Hill |
| Costumi | Michael O'Connor |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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The Runner è un thriller d’azione britannico del 2026 diretto da Kevin Macdonald e scritto da Mark Gibson.
Il film, interpretato da Gal Gadot, Damian Lewis e Alfred Enoch, è stato distribuito su Prime Video il 2 settembre 2026.
Maia Marten è una procuratrice e vive a Londra insieme al figlio Noah, affetto da diabete. Il giorno in cui deve comparire in tribunale per il processo contro il boss criminale Tommy Boyd, Maia accompagna il figlio a scuola e poi esce per una corsa. Durante la sua corsa riceve una chiamata dal telefono di Noah. Dall'altra parte c'è un uomo al servizio di Boyd, la cui identità è sconosciuta. L'uomo le rivela di aver rapito Noah e le ordina di seguire alla lettera le sue istruzioni per garantire la salvezza del bambino. Le comunica inoltre di aver hackerato il suo telefono e di poterla localizzare, impedendole così di chiedere aiuto.
Seguendo le indicazioni del rapitore, Maia raggiunge un cassonetto dove trova lo zaino di Noah e una pistola utilizzata da Boyd. L'uomo le rivela di aver provocato nel bambino un coma ipoglicemico manipolando la sua pompa per insulina. Maia dovrà quindi raggiungere l'Excelsus Hotel, dove il principale testimone dell'accusa, Radian Tafa, è tenuto sotto sorveglianza dalla polizia, e ucciderlo con la pistola. Qualora non fosse riuscita nell'impresa entro un'ora, Noah sarebbe morto.
Maia inizia a correre per Londra, mantenendo il contatto telefonico con il rapitore, che continua a tormentarla rivelandole informazioni private ottenute hackerando il suo telefono e quello del collega Ted, con cui la donna ha una relazione sentimentale. Maia tenta di sottrarre il telefono a un passante per riuscire a mandare un messaggio a Ted, ma fallisce. Nel frattempo, il rapitore la sottopone a una sorta di interrogatorio, chiedendole dettagli sulla morte del padre, per la quale sarebbe stata responsabile la madre di Maia, vittima di abusi.
Poco dopo Maia viene investita da un'auto e perde i sensi. Si risveglia qualche minuto più tardi all'interno di un'ambulanza, dalla quale riesce a fuggire per entrare nella metropolitana londinese e recuperare il tempo perduto, contravvenendo agli ordini del suo ricattatore. Durante la discesa dal treno, però, perde il contatto con lui e si accorge che il suo telefono è stato rubato. Raggiunge quindi il treno alla stazione successiva e affronta il ladro, minacciandolo con la pistola. L'intervento della polizia la costringe a fuggire attraverso un tunnel della metropolitana. Una volta riemersa in superficie, Maia si ritrova braccata dagli agenti, ma riesce a sfuggire alla cattura nascondendosi in una chiesa. Poco dopo ristabilisce il contatto con il rapitore, che nel frattempo ha deciso di uccidere personalmente Tafa utilizzando una bomba. Maia gli confessa allora di essere stata lei a uccidere il proprio padre, utilizzando una pistola con cui si esercitava al tiro al bersaglio. L'uomo le concede soltanto quindici minuti per raggiungere l'hotel e sparare a Tafa.
Mentre attraversa il Waterloo Bridge, Maia viene riconosciuta da un agente di polizia. Per sfuggirgli, si lancia dal ponte atterrando su una chiatta di passaggio, dalla quale salta poi su un pontile nei pressi della HMS Belfast. Raggiunto finalmente l'hotel, corre fino alla suite di Tafa, situata al 53º piano, e gli spara ripetutamente sotto gli occhi del rapitore, che si trova a diversi piani di distanza. Quest'ultimo fa scattare l'allarme antincendio e si allontana. Maia riesce a raggiungere Noah e gli somministra una dose di glucagone, facendolo riprendere dal coma. Nella hall dell'hotel Maia viene raggiunta da un detective della polizia, che le rivela che il rapitore si trova ancora nelle vicinanze, ma decide di non arrestarla. Poco dopo Noah scorge il rapitore attraverso una finestra: l'uomo è travestito da paramedico. Maia, però, non riesce a raggiungerlo perché l'hotel è stato posto sotto isolamento.
Il rapitore la affronta con aria trionfante, convinto che il suo piano abbia avuto successo, ma nota improvvisamente Tafa ancora vivo mentre viene portato fuori dall'hotel dalla polizia. A quel punto viene rivelato che Maia era riuscita a utilizzare il telefono di uno sconosciuto nella metropolitana e il proprio rossetto per lasciare a Ted e alla polizia un messaggio sulla situazione. Gli agenti avevano quindi organizzato un piano per proteggere Tafa: a Maia era stata consegnata una pistola caricata a salve e la morte del testimone era stata simulata utilizzando sacche di sangue. Maia ammette di non essere un'assassina e spara un colpo a salve contro il rapitore, permettendo alla polizia di individuarne la posizione. L'uomo si arrende e viene arrestato, mentre gli artificieri provvedono a disinnescare la bomba. Grazie alla testimonianza di Tafa, Boyd viene infine condannato.
Mentre Maia e Noah vengono accompagnati a casa in auto, Maia riceve una telefonata da un numero sconosciuto. Invece di rispondere, getta il telefono fuori dal finestrino.
Nel novembre 2024, Amazon MGM Studios annunciò lo sviluppo di The Runner, un thriller d'azione diretto da Kevin Macdonald e scritto da Mark Gibson, con Gal Gadot come protagonista.
Le riprese principali sono iniziate il 22 aprile 2025 a Londra e si sono concluse intorno all'inizio di luglio dello stesso anno.
Tra aprile e maggio 2025, complessivamente otto manifestanti filopalestinesi furono arrestati per aver interrotto le riprese del film nel centro di Londra. La Metropolitan Police dichiarò in un comunicato che le proteste erano dovute esclusivamente al fatto che una delle attrici coinvolte nella produzione è israeliana. Tale ricostruzione venne contestata dalla Palestinian Campaign for the Academic & Cultural Boycott of Israel, che ha motivato la protesta e la richiesta di boicottaggio del film con il sostegno di Gadot alle attività militari israeliane a Gaza e in Cisgiordania.
Nel novembre 2025, tuttavia, il procedimento giudiziario venne archiviato e tutte le accuse nei confronti dei manifestanti furono ritirate. Il Crown Prosecution Service e la Metropolitan Police stabilirono infatti che gli elementi raccolti non raggiungevano la soglia probatoria necessaria per procedere con un'azione penale.
Il film è stato distribuito in streaming su Amazon Prime Video il 2 settembre 2026.
Il film è stato accolto negativamente dalla critica.
Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, 55 critici esprimono un indice di gradimento del 11%, con una valutazione media di 3,5 su 10. Su Metacritic ha ottenuto un punteggio medio ponderato di 28 su 100 basato su 14 recensioni critiche.