
Tichico è un personaggio del Nuovo Testamento, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che lo commemora il 29 aprile, e dalla Chiesa ortodossa.
Discepolo e collaboratore di san Paolo, è più volte menzionato nei testi del Nuovo Testamento, in particolare nell'epistolario paolino.
Accompagnò san Paolo nel suo viaggio di ritorno da Efeso in Macedonia (atti degli Apostoli 20,4).
Era a Roma quando Paolo vi si trovava prigioniero e fu incaricato dall'Apostolo di portare ai rispettivi destinatari le lettere per i Colossesi e gli Efesini (lettera agli Efesini 6,21-22; lettera agli Colossesi 4,7).
È ancora con san Paolo quando questi si trovava in Grecia e aveva progettato di inviarlo a Creta (lettera a Tito 3,12).
Infine, probabilmente era a Roma con Paolo durante la sua seconda prigionia. In quest'occasione l'Apostolo decide di mandarlo a Efeso in Asia (seconda lettera a Timoteo 4,12).
Il nome del discepolo Tichico è ricordato in più occasioni nei sinassari bizantini. Nelle varie tradizioni orientali, è ricordato come vescovo di diverse diocesi bizantine, tra cui Colofone, Calcedonia e Neapoli di Cipro. Il suo nome figura anche nelle liste dei Settanta discepoli, nelle quali è indicato o come vescovo di Colofone oppure come vescovo di Calcedonia.
Nel XVI secolo, Cesare Baronio introdusse san Tichico nel Martirologio Romano, facendolo vescovo di Pafo a Cipro.
Il martirologio romano riformato dopo i decreti del concilio Vaticano II ha modificato l'elogio di san Tichico con queste parole:
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