Chirurgia della tiroide

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La chirurgia della tiroide è quella branca specialistica della chirurgia generale che si occupa di interventi sulla tiroide.

Storia

La nascita della moderna chirurgia della tiroide va fatta risalire a Theodor Kocher (1841-1917), che per primo eseguì con successo una tiroidectomia totale nel 1873. A Kocher si deve non solo l'introduzione di una tecnica chirurgica, con un tasso di mortalità estremamente basso per quei tempi, ma anche la definizione di procedure, principi e precetti della chirurgia tiroidea ancora attuali: legatura dei vasi, preparazione dei nervi ricorrenti, ecc. La tiroidectomia è diventato il trattamento chirurgico elettivo vari anni dopo Kocher, quando, con la sintesi e la somministrazione degli ormoni tiroidei, si introdusse una terapia sostitutiva per l'ipotiroidismo conseguente all'operazione.

Ruolo della chirurgia

La chirurgia viene impiegata con finalità:

Malattie che richiedono un trattamento chirurgico

L'anestesia

L'anestesia può essere:

Aspetti anatomici

Lo stesso argomento in dettaglio: Tiroide.

La tiroide è costituita da due lobi a forma di pera uniti da un istmo (dal quale può distaccarsi il lobo piramidale, noto anche come "piramide di Lalouette" o "appendice di Morgagni"). Si trova alla base del collo, “avvolta” attorno alle vie respiratorie (trachea e laringe). Alla faccia posteriore della tiroide sono attaccate le ghiandole paratiroidi e i nervi laringei inferiori o ricorrenti.

Interventi chirurgici

La chirurgia della tiroide comprende essenzialmente:

L'asportazione può essere:

La tiroidectomia totale rappresenta l’intervento d’elezione in quanto permette di asportare tutte le masse neoplastiche presenti, di eseguire successivi trattamenti ablativi. La lobectomia totale viene poco utilizzata, soprattutto per la frequente multifocalità della neoplasia. L’enucleoresezione, la lobectomia parziale (asportazione del nodulo tiroideo con una maggiore porzione di parenchima tiroideo) e la tiroidectomia subtotale (rimozione bilaterale di più della metà della ghiandola da entrambi i lati e dell’istmo) sono interventi ritenuti inadeguati, per l’elevata percentuale di recidive e per la frequente necessità di reintervento.

L'approccio chirurgico può essere:

Tiroidectomia

Due possibili linee di incisione a collare secondo Kocher

La tiroidectomia è l'intervento chirurgico per l'asportazione della tiroide in maniera completa (totale) o incompleta (subtotale) specificando il lato in cui viene lasciato un residuo tiroideo. Questo intervento viene eseguito comunemente per gozzo multinodulare, tumore della tiroide, e ipertiroidismo (malattia di Graves-Basedow nei casi non passibili di terapia radiometabolica, struma basedowizzato). La tecnica chirurgica prevede una incisione cutanea alla base del collo in sede anteriore, generalmente praticata due dita sopra la fossetta del giugulo ("cervicotomia a collare secondo Kocher"). Si procede quindi alla preparazione e alla sospensione del lembo muscolocutaneo superiore per via smussa sul platisma, alla sezione del rafe mediano, divaricazione dei muscoli pre-tiroidei, esposizione e dissezione extracapsulare della tiroide con interruzione dei peduncoli vascolari (che possono venire sezionati tra legature o clip metalliche, o coagulati con apparecchi emostatici) e preservazione della ghiandole paratiroidi (generalmente due per lato) e dei nervi laringei inferiori o ricorrenti (uno per lato). L'intervento si conclude con la ricostruzione del piano muscolare (muscolo sternotiroideo e sternoioideo di ogni lato) e con la sutura del muscolo platisma unitamente al piano sottocutaneo, e della cute. A seconda dei casi vengono posizionati uno o due drenaggi talora in aspirazione, lateralmente o inferiormente alla ferita, per facilitare l'accollamento dei piani e per rimuovere eventuali secrezioni sierose ed ematiche nelle logge. Il drenaggio abitualmente si rimuove dopo 24-48 ore. Vi sono tuttavia condizioni patologiche per cui si rende necessario allargare il campo operatorio con una sternotomia mediana. Tali situazioni sono principalmente rappresentate da gozzi cosiddetti "immersi" (ampiamente estesi al di sotto dello stretto toracico superiore), con impossibilità di lussazione esterna dei lobi per via unicamente cervicotomica. Inoltre, la sternotomia è indicata anche per un tentativo di radicalità oncologica, quando possibile, in casi di neoplasie nel contesto del gozzo immerso che infiltrano le strutture mediastiniche.

Complicanze della tiroidectomia totale

Durante l'operazione viene monitorata la funzionalità del nervo laringeo ricorrente

Emitiroidectomia

Complicazioni:

Note

  1. 1 2 F.Mattioli-Chirurgia della tiroide: Gozzo (PDF), su mattiolifp.it.
  2. 1 2 F.Mattioli-Chirurgia della tiroide: Gli ipertiroidismi (PDF), su mattiolifp.it.
  3. 1 2 F.Mattioli-Chirurgia della tiroide: Il cancro della tiroide (PDF), su mattiolifp.it.
  4. 1 2 ENDOWIKI - Terapia chirurgica per la patologia nodulare tiroidea, su endowiki.it.
  5. 1 2 CombBernini&Raggiunti&VanDoorne, ENDOWIKI: come si tratta il carcinoma della tiroide, su endowiki.it. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  6. 1 2 ISS: Basi scientifiche per la definizione di linee-guida in ambito clinico per i Tumori della Tiroide dell’Epitelio Follicolare - 2006 (PDF), su iss.it.
  7. ↑ ENDOWIKI: gozzo - terapia chirurgica, su endowiki.it.
  8. 1 2 3 4 Medscape: Thyroidectomy, su emedicine.medscape.com.
  9. ↑ Toccaceli S., Persico Stella L. e Diana M., La tiroidectomia totale: esperienza iniziale di un centro di riferimento territoriale, in Il Giornale di Chirurgia, Vol. XXVIII, No. 8/9. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  10. ↑ tiroidectomia - tecniche chirurgiche, Appunti di Chirurgia Generale. Università Roma Tre, su docsity.com.

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