Tommaso Crisafi, francesizzato Cresassy o de Crisafy (Messina, XVII secolo – Canada, XVIII secolo), è stato un condottiero e politico italiano legato alla corona francese, ricordato per la sua partecipazione alla rivolta antispagnola di Messina e per essere stato un ufficiale del re di Francia nelle colonie canadesi.
Fratello (forse maggiore) di Antonio Crisafi. Nacque probabilmente intorno alla metà del XVII secolo nella città di Messina, da Matteo Crisafi e Francesca Grimaldi, entrambi di nobile famiglia.
Fece parte dell'Ordine dei Cavalieri della Stella di Messina.
Prese parte, come condottiero militare alla rivolta antispagnola di Messina, conducendo le truppe di ribelli messinesi nelle difese degli ingressi delle mura di Porta Imperiale (oggi Piazza del Popolo) e Porta Reale (oggi Piazza San Vincenzo) e del Castellaccio (oggi in zona Gravitelli).
Comandò le truppe ribelli anche in occasione della battaglia del passo di Lombardello, attraverso la quale gli insorti messinesi respinsero gli spagnoli giù dai Monti Peloritani. In seguito ad una vittoria di tale portata divenne un eroe popolare per la fazione cittadina ribelle.
Si impegnò durante la rivolta, con l'aiuto di Giacomo Avarna, nella conquista di Saponara, poi nella presa di Alì, e nell'assalto a San Placido (monastero nei pressi di Pezzolo).
Fu assieme ai fratelli tra i condottieri dell'assalto di Scaletta nel 1676.
Dopo il 1678, con l’uscita dei francesi da Messina, la famiglia Crisafi, rimasta fedele alla causa antispagnola, venne punita dal viceré Vincenzo Gonzaga con la confisca delle proprie terre, insieme ad altre casate nobili coinvolte nella rivolta. I Crisafi si rivolsero a Luigi XIV chiedendo compensi per la loro fedeltà alla Francia, ma senza ottenere quanto sperato. Riuscirono però a mantenere i beni ereditati tramite la linea materna dei Grimaldi, molto potente a Monaco.
Antonio e Tommaso Crisafi si rifugiarono quindi a Versailles. Nel 1683 Antonio fu incarcerato alla Bastiglia di Parigi, con l’accusa di trattare segretamente con la Spagna il loro rientro a Messina, ma venne presto liberato dal re, che lo inviò al servizio della Francia oltreoceano.
Nel 1684 i due fratelli partirono per il Canada, dove intrapresero una brillante carriera militare, distinguendosi in particolare negli scontri di Sault-St.-Louis e del Forte Onondaga.