Traunsteinera

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Traunsteinera
Traunsteinera globosa
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Monocotiledoni
OrdineAsparagales
FamigliaOrchidaceae
SottofamigliaOrchidoideae
TribùOrchideae
SottotribùOrchidinae
GenereTraunsteinera
Rchb., 1841
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseLiliopsida
SottoclasseLiliidae
OrdineOrchidales
FamigliaOrchidaceae
GenereTraunsteinera
Sinonimi

Orchites

Specie

Traunsteinera Rchb., 1841 è un genere di piante angiosperme monocotiledoni appartenente alla famiglia delle Orchidacee.

Etimologia

Il nome generico (Traunsteinera), in onore del farmacista austriaco Joseph Traunsteiner (1798 – 1850) di Kitzbühel, è stato proposto per la prima volta dal botanico e ornitologo tedesco Heinrich Gottlieb Ludwig Reichenbach (1793 – 1879) nel 1841.

Descrizione

Queste piante possono raggiungere al massimo 50 – 60 cm di altezza. La forma biologica è geofita bulbosa (G bulb), ossia sono piante perenni erbacee che portano le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati bulbi, organi di riserva che annualmente producono nuovi fusti, foglie e fiori. Sono orchidee terrestri in quanto contrariamente ad altre specie, non sono “epifite”, ossia non vivono a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni.

Radici

Le radici sono fascicolate e secondarie da bulbo, e si trovano nella parte superiore del bulbo.

Fusto

Foglie

Le foglie sono di tre tipi:

Infiorescenza

L'infiorescenza è una spiga densa e contratta a forma emisferica o globulare. Nella fase iniziale dello sviluppo la forma è a “capituli” (ossia i fiori sono disposti a gruppi) e la forma è più piramidale; nella fase finale acquista la forma definitiva globosa. I fiori sono posti alle ascelle di brattee a forma lanceolato-lineare e lunghe quasi come l'ovario. I fiori inoltre sono resupinati, ruotati sottosopra tramite torsione dell'ovario; in questo caso il labello è volto in basso.

Fiore

I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno solo fertile – essendo l'altro atrofizzato), 1 verticillo dello stilo). Il colore dei fiori va da bianco a roseo.

X, P 3+3, [A 1, G (3)], infero, capsula

Frutti

Il frutto è una capsula. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi piatti. Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio.

Biologia

La riproduzione di questa pianta può avvenire in due modi:

Tassonomia

Questo genere comprende solamente due specie:

Le specie del genere Traunsteinera sono molto vicine al genere Orchis e al genere Dactylorhiza). Originariamente Traunsteinera globosa era inclusa nel genere Orchis in quanto differisce per pochi particolari (la disposizione delle foglie e la doppia borsicola– le orchidee Orchis ne hanno una sola).

Sinonimi

Il genere di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. Qui di seguito è indicato un possibile sinonimo:

Generi simili

Nella fase iniziale dello sviluppo (quando l'infiorescenza non ha ancora acquistato la sua forma emisferica definitiva), queste orchidee possono essere confuse con alcune orchidee del genere affine Dactylorhiza.

Note

  1. 1 2 (EN) Traunsteinera, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 12 aprile 2021.
  2. ↑ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 3 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2010).
  3. ↑ Musmarra, p. 628.
  4. ↑ Pignatti, vol. 3, p. 700.
  5. ↑ Strasburger, vol. 2, p. 808.
  6. ↑ GIROS, p. 135.
  7. ↑ Chase et al..

Bibliografia

Voci correlate

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