| Tremacebus harringtoni | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Mammalia |
| Superordine | Euarchontoglires |
| (clade) | Euarchonta |
| Ordine | Primates |
| Sottordine | Haplorrhini |
| Infraordine | Simiiformes |
| Parvordine | Platyrrhini |
| Superfamiglia | Ceboidea |
| Famiglia | Aotidae |
| Genere | †Tremacebus Hershkovitz, 1974 |
| Specie | †T. harringtoni |
| Nomenclatura binomiale | |
| Tremacebus harringtoni Rusconi, 1933 | |
Tremacebus harringtoni (Rusconi, 1933) è una specie estinta di primate platirrino vissuto in Sud America durante il tardo Oligocene e nel primo Miocene. È l'unico appartenente al genere Tremacebus (Hershkovitz, 1974)
In base agli scarsi reperti fossili trovati (fra cui un cranio in buono stato scoperto in Patagonia), si è ipotizzato che questi animali misurassero in vita circa un metro di lunghezza, per un peso di un paio di chili.
Il muso era corto e tozzo e dotato di molari squadrati: quelli inferiori erano dotati di creste piatte, mancanti però di cuspidi, lasciando ipotizzare che questi animali avessero dieta principalmente erbivora o frugivora. Gli occhi erano di dimensioni medio-grandi, a suggerire abitudini crepuscolari.
Nel complesso, doveva somigliare a una versione di maggiori dimensioni degli odierni Aotus o scimmie notturne, con cui condivide la famiglia Aotidae: si ritiene sia una sorta di anello di congiunzione fra questi ultimi ed i Callicebinae.
Si estinse all'inizio del Miocene, lasciando il posto ad altre platirrine primitive come Neosaimiri, Branisella, Dolichocebus e Soriacebus.