| Trifenilfosfito | |
|---|---|
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C18H15O3P |
| Massa molecolare (u) | 310,28 |
| Aspetto | liquido incolore |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 202-908-4 |
| PubChem | 7540 |
| SMILES | C1=CC=C(C=C1)OP(OC2=CC=CC=C2)OC3=CC=CC=C3 |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 1,19 |
| Indice di rifrazione | 1,5900 |
| Solubilità in acqua | si decompone lentamente |
| Temperatura di fusione | 22–25 °C (295–298 K) |
| Temperatura di ebollizione | 360 °C (633 K) dec. |
| Proprietà tossicologiche | |
| DL50 (mg/kg) | 444 oral rat |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Punto di fiamma | 188 ºC |
| Simboli di rischio chimico | |
| attenzione | |
| Frasi H | 302 - 315 - 317 - 319 - 410 |
| Consigli P | 273 - 280 - 333+313 - 337+313 - 391 - 501 |
Il trifenilfosfito è il composto chimico di formula P(OC6H5)3. Può essere considerato l'estere fenolico dell'acido fosforoso. A temperature maggiori di 25 ºC il composto si presenta come un liquido incolore con odore simile a quello del fenolo.
Il trifenilfosfito si ottiene da tricloruro di fosforo e fenolo in presenza di una base:
Il trifenilfosfito ha un punto di fusione di 22-25 ºC e può quindi essere solido o liquido a seconda della temperatura ambientale. Ha un odore simile a quello del fenolo ed è scarsamente infiammabile. In acqua si decompone lentamente formando una soluzione fortemente acida. Per riscaldamento oltre 360 ºC si decompone formando monossido di carbonio, diossido di carbonio e ossidi di fosforo.
Reagendo con bromuro di metilmagnesio forma trimetilfosfina:
Il trifenilfosfito è usato industrialmente come additivo antiossidante e complessante per la stabilizzazione termica di PVC. Nei laboratori chimici è usato per convertire alcoli in alogenuri alchilici, per produrre ossigeno singoletto a bassa temperatura, e come legante in composti organometallici.
Il trifenilfosfito è disponibile in commercio. Non sono noti dati sulla tossicità nell'uomo. Da studi su animali ci si possono attendere irritazioni agli occhi e alle mucose; i rischi sono maggiori nel caso di ingestione, con effetti al sistema nervoso centrale dovuti al rilascio di fenolo. Non risultano rischi di cancerogenicità. Il composto è classificato come pericoloso per l'ambiente acquatico.