Triumvirato

Il termine triunviro o triumviro (dal latino tres che vuol dire tre e vir che significa uomo → tre uomini) indica ciascuno dei componenti di un gruppo costituito da tre autorità che condividono il potere e il comando su un territorio o un'organizzazione.

Triumvirati romani

Organi costituzionali romani


Cursus honorum:





Massime cariche per epoca

Nella repubblica la condizione necessaria per accedere al cursus honorum era aver precedentemente rivestito le cariche di minore responsabilità che facevano parte del vigintisexvirato che quindi serviva da primo scalino ai figli dei senatori per iniziare la carriera politica. Due dei gruppi che nell'insieme formavano il vigintisexvirato erano costituiti da tre persone:

Esistevano inoltre altri triunviri con diverse funzioni:

Per due volte sul finire della Repubblica romana il potere si concentrò nelle mani di tre persone, conosciute come triunvirato. Ogni volta l'alleanza durò poco e si passò alla guerra civile:

Siglato nel 60 a.C. prevedeva l'elezione di Giulio Cesare a console nel 59 a.C. e la distribuzione parti dell'ager publicus ai veterani di Gneo Pompeo, e grazie al quale successivamente Cesare ottenne la carica di proconsole di Gallia Cisalpina (con Illyricum settentrionale) e di Gallia Narbonense. Successivamente confermato dagli accordi di Lucca nel 56 a.C. con cui Cesare ottenne nuovamente la carica di proconsole di Gallia Cisalpina (con Illyricum settentrionale), di Gallia Narbonense e di Gallia Comata e Pompeo e Crasso ottennero entrambi il titolo di console nel 55 a.C., e grazie ai quali successivamente Pompeo ottenne la carica di proconsole di Spagna Citeriore e di Spagna Ulteriore e Crasso ottenne la carica di proconsole di Siria.

Siglato nel 43 a.C. prevedeva la consegna a Marco Antonio della carica di proconsole di Gallia Cisalpina (con Illyricum settentrionale) e di Gallia Comata, a Lepido della carica di proconsole di Gallia Narbonense, di Spagna Citeriore e di Spagna Ulteriore e ad Ottaviano Augusto della carica di proconsole di Africa Vetus, di Africa Nova, di Sicilia e di Sardegna e Corsica. Successivamente confermato con gli accordi di Brindisi nel 40 a.C. con cui Augusto ottenne la carica di proconsole di tutte le province occidentali (Sicilia, Sardegna e Corsica, Spagna Citeriore, Spagna Ulteriore, Gallia Narbonense, Gallia Comata e Africa Nova) e in più ottenne in affidamento l'Italia, Marco Antonio ottenne la carica di proconsole di tutte le province orientali (Macedonia [con Illyricum meridionale e Grecia], Asia, Cirene e Creta, Bitinia e Ponto, Cilicia e Cipro e Siria) e Lepido ottenne la carica di proconsole di Africa Vetus.

In vari municipi, sottoposti al governo di Roma, anche durante il principato, i magistrati che amministravano la città, se facevano parte di un collegio composto da tre persone prendevano il nome di triunviri.

In età imperiale il titolo fu adoperato nuovamente per magistrature politiche, per lo più di breve durata.

Triunvirati medievali

Signoria di Milano

  • Con la morte di Galeazzo I Visconti (1327), il figlio unico Azzone gli succedette con il titolo di Vicario Imperiale di Milano, comprato dall'Imperatore Ludovico il Bavaro. Nel 1332, gli si associarono gli zii Luchino e Giovanni Arcivescovo "Ambrosiano", formando così una sorta di triunvirato. L'esclusione dal governo dell'altro zio Lodrisio scatenò da parte di quest'ultimo un desiderio di rivalsa che, dopo una serie di inutili congiure, portò allo scontro armato nella Battaglia di Parabiago (21 febbraio 1339), la quale si concluse con la vittoria dei triunviri, agevolati da un'apparizione miracolosa di Sant'Ambrogio. Con la morte di Azzone, avvenuta nell'agosto dello stesso anno, il triunvirato visconteo "decadde", rimanendo al governo i due zii.

Triunvirati moderni

Repubblica Romana

La repubblica venne soppressa dai francesi il 3 luglio 1849.

Nuovo mondo

Altri triunvirati

Il termine è stato impiegato in forma non ufficiale per altri gruppi di tre persone in posizioni similari:

Note

  1. ↑ "Triumvir" in Vocabolario della lingua latina di Luigi Castiglioni e Scevola Mariotti, ed. Loescher.
  2. ↑ Livio, XXIII, 21.6.

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