| Turfan città-prefettura | |
|---|---|
| Cinese: 吐鲁番市
(Tǔlǔfān shì) | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione autonoma | Xinjiang |
| Prefettura | Prefettura di Turpan |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°57′00″N 89°10′56″E |
| Altitudine | 30 m s.l.m. |
| Superficie | 69 759,31 km² |
| Abitanti | 254 900 (2003) |
| Densità | 3,65 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 838000 |
| Prefisso | 995 |
| Fuso orario | UTC+8 |
| Codice UNS | 65 04 |
| Targa | 新K |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Turfan (uiguro: تۇرپان; uyghur latino: Turpan; cinese: 吐魯番, pinyin: Tǔlǔfān) è una città-prefettura della Repubblica Popolare Cinese, nella regione dello Xinjiang. Ha una popolazione di 254 900 abitanti (2003).
Si trova a 150 km a sud est di Ürümqi.
Turfan è un'oasi agricola che si trova in una depressione a circa 80 m sotto il livello del mare. Il vicino lago Ayding, a 154 m sotto il livello del mare, è il secondo punto continentale più basso del mondo dopo il Mar Morto.
Il clima di Turfan è generalmente secco. La stagione estiva è caratterizzata da temperature superiori ai 40 °C, e per tal motivo la città era nota in passato come Huozhou ("terra del fuoco"). In inverno le temperature variano dai -10° ai -15°C. Le frequenti tempeste di vento fanno sì che la città sia nota anche con l'appellativo "deposito del vento".

Nel 108 a.C. Turfan era abitata da agricoltori e commercianti di origine indoeuropea che parlavano una forma di tocario, un gruppo linguistico oggi estinto appartenente alla famiglia delle lingue indoeuropee. L'oasi di Turfan si rivelava strategica per il controllo della rotta commerciale settentrionale e delle ricche carovane che la attraversavano annualmente. Durante la dinastia Han i cinesi dovettero contendersi il controllo di tale rotta con gli Xiongnu. Fino al V secolo la capitale di questo regno fu Yarkhoto.
A partire dal VI secolo Turfan venne governata dalla famiglia Qu, di stirpe han e di religione buddista, che reggeva lo Stato di Gaochan. Durante la dinastia Tang la città si rivelò pioniera nell'introdurre in Cina l'arte della vinificazione. Intorno all'840 le popolazioni indoeuropee furono assorbite dagli uiguri e si sviluppò una ricca cultura intellettuale, artistica e religiosa. Buddisti, manichei e nestoriani convissero armoniosamente e l'arte religiosa fiorì nelle città e nelle grotte monastiche. La letteratura religiosa fu tradotta nelle numerose lingue e scritture in uso all'epoca.
Lo Stato di Gaochang cessò di esistere nel XII secolo con l'avanzata dell'Impero mongolo. Dopo la morte di Gengis Khan Turfan entrò a far parte del Khanato Chagatai. Nel XIII secolo Marco Polo osservò:
Alla fine del IV secolo gli abitanti della città vennero coattamente convertiti all'Islam. Con l'aggressione di Turfan nei confronti della vicina oasi di Hami, i cinesi rifiutarono l'ingresso a tutte le carovane commerciali provenienti dall'Uiguristan ed espulsero i mercanti uiguri dalla provincia del Gansu. Tuttavia, la dinastia Ming mantenne buoni rapporti con Turfan, che forniva loro un colorante speciale di vitale importanza per la produzione della famosa porcellana bianca e blu.
Turfan venne coinvolta nelle rivolte musulmane che nell'Ottocento imperversavano lo Xinjiang. All'inizio del XX secolo la città attrasse l'attenzione di molti esploratori e archeologi occidentali per via delle sue antiche grotte buddiste, in particolare di Albert von Le Coq e di Aurel Stein. Oltre alle privazioni dei loro tesori da parte degli occidentali, queste grotte subirono ingenti danni dalla popolazione locale musulmana.



Sul lato sud della via principale, a pochi passi a ovest del bazar, si trova la moschea uigura, costruita nel 1983, con i suoi sei minareti che sormontano una facciata a specchio verde e bianca. Di fronte a essa sorgono diversi edifici moderni che riflettono l'architettura islamica, tra cui l'ospedale e la scuola di formazione per insegnanti.
Il minareto di Emin, situato a 2 km a est della città, è uno dei gioielli architettonici della via della seta. Iniziato nel 1777 per volere del sovrano di Turfan Emin Khoja, fu completato nel 1778 da suo figlio Suleman. La torre circolare è alta 44 m.
Turfan è nota per il suo antico sistema idrico (karez), costituito da una serie di pozzi e canali sotterranei di collegamento che sfruttano la gravità per portare l'acqua di falda in superficie, solitamente lontano dalla sorgente che è costituita dai ghiacciai delle montagne dello Xinjiang. Nella contea di Turpan si trovano più di 470 sistemi idrici di questo tipo, per un totale di oltre 1600 km di tunnel sotterranei, il più lungo dei quali misura oltre 40 km. I pozzi iniziano alla base delle montagne, dove attingono all'acqua sotterranea. Le gallerie hanno una pendenza inferiore rispetto ai contorni della depressione geografica, in modo che l'acqua raggiunga l'oasi vicino al livello del suolo, dove i canali di superficie la distribuiscono.
A 10 km a ovest di Turpan giacciono le rovine dell'antica Jiahoe (o Yarkhoto), arroccate su una stretta terrazza come un'isola sopra due fiumi. Quest'antica città fu la capitale del Regno Jushi e si rivelò un'efficace fortezza quando truppe e contadini vi trovarono rifugio dalle incursioni dei cavalieri Xiongnu. Le imponenti rovine dell'antica città di Gaochang si trovano a 47 km a sudest di Turfan. Vi sono stati rinvenuti mosaici pavimentali, affreschi, statue e manoscritti, compresa una chiesa nestoriana contenente un affresco in stile bizantino, e anche un affresco alto quasi 2 m raffigurante Mani, il fondatore del Manicheismo, a testimonianza di come Gaocheng avesse ospitato una fiorente comunità manichea a metà dell'VIII secolo. .
A 40 km a sudest di Turfan si trovano le tombe di Astana, una necropoli della dinastia Tang in cui vennero sepolti i sovrani di Gaocheng. Il clima secco ha preservato perfettamente i corpi e i manufatti, e l'usanza di avvolgere i cadaveri ha restituito una ricca varietà di sete con disegni cinesi e mediorientali.
A picco sulla gola del fiume Murtuk, 56 km a nordest di Turfan, si trovano le grotte dei mille Buddha di Bezeklik, un complesso di 67 grotte risalenti al periodo compreso tra le dinastie del Nord e del Sud (317-589) e la dinastia Yuan (1279-1368). Divenne un importante centro di culto buddista sotto il governo di Xizhou Huigu, che vi costruì il tempio reale del re di Huigu.
Nel villaggio di Toyuq, a 70 km a est di Turfan, è stato scoperto un antico complesso monastico buddista risalente al IV secolo. Parte di esso, arroccato sulla cima di una delle scogliere, crollò nella gola nel 1916 durante un terremoto. Vi è stata rinvenuta la cella di un monaco, con influenze architettoniche persiane, contenente numerosi testi religiosi dell'VIII e del IX secolo.
Le tombe di Yanghai costituiscono un vasto antico cimitero (54 000 m²) nei pressi del bacino di Turfan attribuito alla cultura Gushi. Contiene la tomba di uno sciamano vecchia di 2700 anni, nella quale si trovano un cesto e una boccia in legno, riempite con 789 grammi di cannabis (si tratta della più antica testimonianza dell'uso della cannabis come medicina). Una parte degli archeologi ritiene che le tombe siano da attribuire alla cultura Subeiki, un popolo che risiedeva nell'area 3.000 anni fa e che aveva solidi rapporti con gli Sciti.

Il Museo regionale di Turfan si trova su via Gaochang Lu e conserva dei reperti provenienti dalla zona circostante, tra cui frammenti di carta, porcellane, armi, utensili, sete e statuette in terracotta e legno rinvenute a Gaochang, Yarkhoto e nelle vicine tombe di Astana.
Turfan è una rinomata meta per coloro che si sottopongono alla sabbiatura, un trattamento tradizionale uiguro per i reumatismi. I pazienti si sdraiano sotto tende improvvisate, ricoprendosi più volte al giorno con la sabbia rovente del deserto (70-80 °C) per alleviare dolori e fastidi. Il trattamento è supervisionato da un centro medico uiguro locale.
Tra le specialità della zona si annoverano laghman, chushira, samsa, kebab, nan, poluo, manta, noodle di riso freddi serviti in salsa di aglio e aceto e il pesce salato conservato in una miscela di fango e sale. Tra le bevande sono diffusi il tè e i bingshui, dei succhi di frutta locali.
Annualmente a Turfan si svolge alla fine di agosto il Festival dell'uva della via della seta. Per una settimana di festa le strade cittadine sono fiancheggiate da uva proveniente da tutta la prefettura, e persone provenienti da oltre 30 città delle province nordoccidentali e del Tibet servono specialità regionali e indossano abiti tradizionali.
Due terzi della popolazione della contea di Turfan, pari a 190.000 abitanti (al 2002), è uigura. Come altre città del sud dello Xinjiang, Turfan vanta record di longevità, con molte persone che superano i 100 anni. Gli abitanti del luogo credono che il clima e il consumo di latte e di uva siano i fattori principali.

Oltre alla produzione di uva per cui Turfan è nota, nell'area si coltivano grano, sorgo, cotone, arachidi, meloni e ortaggi. Nella Valle dell'uva (Putao Gou), che si trova ai piedi dell'estremità occidentale delle Montagne Fiammeggianti, vi sono vigneti e alberi da frutto e vi cresce l'uva manaizi (马奶子S, mǎnǎiziP, lett. "capezzolo di cavalla").
Sono presenti diverse industrie di proprietà collettiva, le principali delle quali si occupano di produrre carbone e prodotti chimici; tra le industrie minori si annoverano quelle di frutta secca, vino e succhi di frutta.
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