
Il tutulus è un termine latino che indica più realtà accomunate dalla forma conica. Nell'antica Roma designa sia una particolare acconciatura femminile alta, propria soprattutto della flaminica e della mater familias, sia un copricapo sacerdotale della stessa foggia. Con lo stesso termine gli studiosi moderni indicano inoltre un berretto a punta dell'abbigliamento femminile etrusco di età arcaica.
Nell'antica Roma il tutulus era anzitutto un'acconciatura femminile, portata in particolare dalla flaminica, moglie del sacerdote di Stato detto flamine, e dalla matrona, signora della casa: i capelli erano raccolti in alto, attorcigliati o annodati e trattenuti da nastri purpurei, fino ad assumere una forma conica. Stando ad alcune allusioni letterarie, l'acconciatura poteva talvolta raggiungere altezze notevoli.
Il termine tutulus designava inoltre una berretta o cappuccio a forma di cono arrotondato, indossato dai flamines e fissato con un nastro annodato sotto il mento, allo scopo di evitare che durante un atto sacro il capo restasse accidentalmente scoperto. Permangono tuttavia alcune incertezze, poiché le fonti tramandano più nomi di copricapi sacerdotali (oltre a tutulus, l'apex, il galerus e l'albogalerus), le raffigurazioni mostrano forme diverse e l'attribuzione precisa risulta difficile.
Con il medesimo termine latino gli studiosi designano per convenzione un berretto conico a punta proprio dell'abbigliamento femminile etrusco di età arcaica, attestato tra il VI e il V secolo a.C. Si tratta dunque di un copricapo, non di un'acconciatura come il tutulus romano: i due elementi sono accomunati dalla forma conica e dal nome moderno, più che da una derivazione lineare documentata. Insieme al chitone ionico e alle calzature a punta (calcei repandi), il berretto a punta caratterizza la figura femminile etrusca tra la fine del VI e l'inizio del V secolo a.C. È documentato nella plastica votiva: una testa femminile in terracotta con tutulus e diadema a rosette, rinvenuta nel santuario di Campo della Fiera a Orvieto (il Fanum Voltumnae), è datata su base stilistica all'ultimo decennio del VI secolo a.C.
Lo stesso tipo di berretto a punta compare in àmbito etrusco anche in altri ruoli: nella forma indossata da Paride come pastore sulle lastre dipinte Boccanera di Cerveteri, ad esempio, è all'origine del copricapo che diviene poi attributo dell'aruspice. Il sacerdote etrusco è infatti riconoscibile per il caratteristico copricapo a punta (apex).