| United Nations Relief and Rehabilitation Administration | |
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| (EN) United Nations Relief and Rehabilitation Administration | |
| Abbreviazione | UNRRA |
| Tipo | Organizzazione |
| Fondazione | 1943 |
| Scioglimento | 1948 |
| Scopo | assistenza ai Paesi distrutti dalla guerra |
| Sede centrale | |
L'United Nations Relief and Rehabilitation Administration (UNRRA) era un'organizzazione internazionale con sede a Washington, istituita il 9 novembre 1943 per assistere economicamente e civilmente i Paesi usciti gravemente danneggiati dalla seconda guerra mondiale, entrata a far parte delle Nazioni Unite nel 1945, e sciolta il 3 dicembre 1947.
L'organizzazione traeva i suoi fondi da contributi di Stati che non avevano subìto devastazioni e che quindi potevano versare denaro per la ricostruzione postbellica. In un secondo momento, la sua opera venne estesa anche ai Paesi sconfitti.
L'Italia ne venne ammessa nel 1946[senza fonte] a seguito degli Accordi di Roma. In particolare in Italia furono istituite l'UNRRA-Tessile, a cui spettava la distribuzione di tessuti di cotone e lana, e l'UNRRA-CASAS (Comitato Amministrativo Soccorso Ai Senzatetto), per la ricostruzione di case a favore dei senzatetto. Quest'ultima venne istituita nel 1947 con D.P.C.M. del 19/12/1947.
Il comitato UNRRA-CASAS era presieduto dal Ministro per i lavori pubblici e in seno a esso, in forza del DPCM del 19/12/1947, furono istituite due giunte. La prima giunta era incaricata dell'esecuzione delle operazioni edilizie promosse dal comitato stesso ed era presieduta dal presidente del CNR. Di essa fu chiamato a far parte G. Nazdo, funzionario statunitense esperto in materia edilizia già membro della missione UNRRA in Italia, poi assorbito dalla missione ECA. Nel 1950 fu chiamato a far parte della prima giunta anche Adriano Olivetti, membro del consiglio direttivo dell'INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) dal 1948, finanziatore della rivista “Urbanistica" dal 1949 e presidente dell'INU dal 16 giugno 1950.
I villaggi UNRRA-CASAS si trovano in varie località italiane. Esempi includono:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 143676729 · ISNI (EN) 0000 0001 2174 4621 · BAV 494/57308 · LCCN (EN) n79097409 · GND (DE) 127567-7 · BNF (FR) cb11738735n (data) · J9U (EN, HE) 987007269140005171 |
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